Dopo quasi 30 anni cerca la famiglia casertana che lo accolse: “Mi ospitaste dopo il disastro di Chernobyl, voglio riabbracciarvi”
23 Giugno 2026 - 15:00
Il post condiviso sui social ha permesso di rintracciare i parenti della famiglia ospitante e perfino un amico d’infanzia
ORTA DI ATELLA (fede.borr.) – Ci sono legami che il tempo non riesce a cancellare. E’ il caso di Volodymir, oggi adulto, che da bambino fu accolto da una famiglia di Orta di Atella, durante il “Progetto bambini per Chernobyl”, un’iniziativa di accoglienza e di solidarietà nata dopo il disastro nucleare del 1986 che colpì l’allora Unione Sovietica, oggi Ucraina.
A lanciare l’appello è Valentyna Karaban, zia di Volodymyr, che ha condiviso nel gruppo social del comune casertano una storia fatta di umanità, affetto e ricordi vivi.
Il giovane, originario di Kiev, all’epoca aveva 12 anni e, grazie al progetto di ospitalità dedicato ai bambini provenienti dalle aree colpite dal disastro di Chernobyl, trascorse ben sette soggiorni presso la famiglia Lettera di Orta di Atella. Il desiderio di Volodymyr di riallacciare i rapporti con la sua famiglia ospitante era così forte da aver spinto sua zia a tentare la strada dei social per condividere un appello, nella speranza che qualcuno potesse riconoscere quei nomi e quella storia. E l’effetto sperato non si è fatto attendere.
Cruciali sono stati alcuni dettagli che la zia di Volodymyr, nel suo post, ha riportato e che l’hanno aiuta a rintracciare la famiglia ortese. Giuseppe Lettera era figlio di Pasquale, nato nel 1940 e scomparso nel 1997, proprio nell’anno in cui Volodymyr arrivò per la prima volta in Italia. La moglie di Giuseppe si chiama Rosa; all’epoca aveva una sorella di nome Sardegna e tre fratelli: Giovanni, Gildo e Pasquale. Giuseppe lavorava nel settore edile, occupandosi della posa di piastrelle nei cortili. Tra il 1998 e il 1999 nacque anche la loro figlia, Giuseppina.
Nel giro di poche ore, sotto il post sono comparsi numerosi commenti da parte di persone che hanno riconosciuto la famiglia. A rispondere sono stati soprattutto alcuni nipoti di Giuseppe e Rosa Lettera, ma anche il fratello della signora Rosa, che ha confermato i ricordi raccontati nell’appello.
Tra i messaggi è spuntato anche quello di un giovane che, da bambino, era stato compagno di giochi di Volodymyr durante i suoi soggiorni a Orta di Atella.
Oggi, per Volodymyr, quel desiderio custodito per tanti anni si è trasformato in realtà, con la speranza di poter abbracciare presto la sua “famiglia” italiana.
