CAPUA. Opificio abusivo in via Tifatina, il Comune ordina la demolizione
30 Giugno 2026 - 16:15
Il provvedimento, firmato dal Responsabile del Settore Programmazione e Pianificazione Territoriale, Raffaella Esposito, nasce a seguito di sopralluoghi effettuati nei mesi di maggio 2026
CAPUA – Il Comune di Capua ha emesso un’ordinanza di demolizione nei confronti dell’occupante di un’area di proprietà della Regione Campania situata in via Tifatina, dove sarebbero state realizzate opere edilizie in assenza del necessario titolo abilitativo.
Il provvedimento, firmato dal Responsabile del Settore Programmazione e Pianificazione Territoriale, Raffaella Esposito, nasce a seguito di sopralluoghi effettuati nei mesi di maggio 2026 con il supporto della Polizia Municipale. Gli accertamenti avrebbero evidenziato la presenza di un ampio capannone in muratura e metallo, oltre a un manufatto composto da diversi ambienti destinati, secondo quanto riportato nell’ordinanza, a locali di servizio, cucina, bagno e ripostiglio.
L’area interessata è censita al Catasto ed è di proprietà della Regione Campania. Secondo l’amministrazione comunale, le opere sarebbero state realizzate senza alcun titolo edilizio.
Prima dell’adozione dell’ordinanza era stato notificato l’avvio del procedimento amministrativo. Successivamente sono state presentate memorie difensive tramite un legale, che il Comune ha ritenuto non sufficienti ai fini dell’archiviazione del procedimento.
L’ordinanza impone la demolizione delle opere abusive e il ripristino dello stato dei luoghi entro 90 giorni dalla notifica. In caso di inottemperanza, il Comune richiama le disposizioni del DPR 380/2001, che prevedono l’acquisizione gratuita dell’immobile e dell’area al patrimonio comunale, oltre alle ulteriori conseguenze amministrative e penali previste dalla normativa.
Resta inoltre ferma la possibilità, nei casi previsti dalla legge, di richiedere un eventuale permesso in sanatoria qualora ricorrano tutti i requisiti di conformità urbanistica ed edilizia stabiliti dalla normativa vigente. Il provvedimento è impugnabile davanti al TAR entro 60 giorni dalla notifica.
