Maxi truffa sui contributi Inps a CASERTA: sequestrati beni per 1 milione a 7 società. Nei guai 11 amministratori

7 Luglio 2026 - 12:56

Società fantasma e operai “distaccati” per non pagare contributi

CASERTA – La Guardia di Finanza di Caserta ha dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo emesso dal G.I.P. del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, su richiesta della Procura della Repubblica, per un importo complessivo di circa un milione di euro nei confronti di sette società e di undici amministratori pro tempore delle stesse.

I soggetti coinvolti risultano indiziati, allo stato attuale delle indagini preliminari, del reato di truffa aggravata ai danni dell’I.N.P.S.

Il provvedimento cautelare è stato eseguito dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Capua, sotto il coordinamento della Procura sammaritana, e nasce da una complessa attività investigativa che avrebbe consentito di far emergere un’articolata frode previdenziale nel settore edile.

Gli accertamenti, svolti anche con la collaborazione della Direzione Provinciale dell’I.N.P.S. di Caserta, hanno permesso di ricostruire un presunto sistema fraudolento messo in atto da due società operanti nel comparto delle costruzioni in provincia di Caserta.

Secondo l’ipotesi investigativa, le aziende avrebbero ottenuto indebiti risparmi sui costi contributivi attraverso un uso illecito dell’istituto del “distacco” dei lavoratori.

Le due società, infatti, si sarebbero avvalse di altre cinque imprese, formalmente intestate a soggetti prestanome e risultate prive di una reale autonomia organizzativa, decisionale e gestionale. Queste aziende, in successione tra loro, avrebbero fornito manodopera mediante contratti di distacco ritenuti fittizi, mettendo a disposizione delle imprese realmente operative la forza lavoro necessaria.

In questo modo, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, gli oneri previdenziali sarebbero stati trasferiti sulle società interposte, che non avrebbero poi adempiuto agli obblighi di legge relativi ai versamenti contributivi ed erariali.

Il meccanismo avrebbe consentito alle imprese beneficiarie di ridurre illecitamente i costi del personale, praticando prezzi più bassi sul mercato e determinando una situazione di concorrenza sleale con possibili ripercussioni sul tessuto economico del settore.

Le contestazioni dovranno ora essere valutate nelle successive fasi del procedimento giudiziario, nel rispetto della presunzione di innocenza prevista dalla legge.