I NOMI E LE FOTO. Fino a 10 MILA EURO per un DIPLOMA FALSO. Due finiscono a processo dopo le denunce delle vittime
7 Luglio 2026 - 19:55
Le disposizioni del Gup
PIGNATARO MAGGIORE/PASTORANO – Avrebbero fatto credere a numerosi aspiranti lavoratori di poter ottenere diplomi e certificazioni riconosciuti in cambio di consistenti somme di denaro. E’ questa l’accusa contestata a Raffaele D’Elena, 38 anni, residente a Pastorano, e a Saverio Diana, 48 anni, di Pignataro Maggiore, entrambi chiamati a rispondere davanti rinviati a giudizio dall’GUP.
L’inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere prende le mosse dalle denunce presentate da alcune persone che, dopo aver ricevuto la documentazione attestante il superamento dei percorsi formativi, avrebbero scoperto che quei titoli erano privi di qualsiasi validità.
D’Elena, indicato come gestore di un ente di formazione, avrebbe proposto a diversi candidati la possibilità di conseguire qualifiche professionali spendibili per partecipare a selezioni e concorsi, soprattutto nell’ambito dell’istruzione. Per accedere al percorso ciascun interessato avrebbe pagato una cifra variabile tra i 5mila e i 10mila euro.
Sempre secondo la ricostruzione della Procura, gli aspiranti corsisti sarebbero stati convocati per sostenere prove d’esame organizzate davanti a commissioni che non avrebbero avuto alcun riconoscimento ufficiale. Al termine dell’iter avrebbero ricevuto diplomi, attestati e pergamene, alcune delle quali riportavano riferimenti anche a università straniere.
La successiva verifica sull’autenticità della documentazione avrebbe però fatto emergere presunte irregolarità, inducendo i destinatari dei titoli a rivolgersi all’autorità giudiziaria. Le persone offese si sono costituite parte civile nel procedimento. Tra i fatti contestati dalla Procura compare anche un episodio nel quale sarebbe coinvolto Saverio Diana.
