La rivolta dell’acqua: diffida al sindaco per il razionamento ritenuto “disumano”. In esclusiva il testo della Petizione/Pec

7 Luglio 2026 - 15:59

Cittadini pronti alle vie legali. «Decorso inutilmente 24 ore, i sottoscritti cittadini procederanno a interessare la Procura della Repubblica, il Prefetto e l’Asl Caserta

TEANO / CASERTA (da Redazione di Teano – [email protected]) – Riteniamo di aver intercettato le avvisaglie di una vera e propria rivolta popolare in grado (per quanto civile pacifica possa essere) di scuotere il Comune di Teano (Ce). I residenti della frazione San Giuliano di fronte all’annosa questione della carenza idrica che interessa anche delle altre due comunità di zona, Cappelle e Fontanelle, esasperati da una crisi idrica non più tollerabile, hanno avviato e concluso una petizione popolare che assume il valore di diffida ad adempiere e messa in mora indirizzata al Sindaco, inviata per conoscenza anche al Prefetto e all’Asl di Caserta. La “diffida” risulta depositata ieri, lunedì 6 luglio 2026. Anche i cittadini di Cappelle si appresterebbero, autonomamente, a prendere iniziative consimili.

Al centro della protesta c’è il nuovo piano di razionamento idrico che, in pieno luglio e con temperature torride, priva i cittadini dell’acqua potabile per gran parte della giornata, senza alcun consono preavviso e soprattutto senza servizi alternativi. I firmatari – cittadini residenti e contribuenti delle frazioni di San GiulianoCappelle e Fontanelle – contestano non solo la legittimità formale del provvedimento, ma anche la gestione sociale della crisi, definita «discriminatoria». Vediamo nel dettaglio.

I cittadini, riunitisi in un’iniziativa popolare congiunta, hanno concesso 24 ore di tempo all’amministrazione comunale guidata dal Sindaco per revocare il provvedimento o attivare i soccorsi (come l’invio di autobotti), dopodiché scatteranno le denunce alla Procura della Repubblica e il ricorso d’urgenza in Tribunale.

A quanto pare i residenti delle frazioni interessate non hanno usato mezzi termini per descrivere una situazione che ritengono «illegittima e pericolosa per la salute pubblica». Tanto, denunciando quello che appare veramente come un taglio «vitale» del prezioso liquido nel pieno del caldo estivo. Stigmatizzando con dovizia di particolari quella che giudicano come: la totale sproporzione delle misure adottate, che colpiscono la popolazione nelle ore più calde della giornata.

IN ESCLUSIVA IL TESTO DELLA “DIFFIDA” AL SINDACO

Tale gravissimo provvedimento – si legge nel testo della messa in mora datata 6 luglio 2026 – priva la popolazione di tre intere frazioni di un bene primario e vitale per ben 16 ore consecutive al giorno per le frazioni di Cappelle e San Giuliano».

Nello specifico, i cittadini contestano il nuovo “Avviso” affisso in data 01/07/2026 a firma del Responsabile dell’Area Infrastrutture, Geom. Armando Sollo (e non un’ordinanza contingibile e urgente del Sindaco o dell’Autorità sanitaria locale), che dispone la sospensione dell’erogazione dell’acqua potabile dalle ore 19:00 alle ore 11:00 del giorno successivo, a decorrere dal primo luglio e fino al 15/07/2026. Si tratta della seconda misura consecutiva: un provvedimento identico era già stato attuato dal 23/06/2026 al 30/06/2026 per la durata di 7 giorni, portando così a ben tre le settimane totali di blocco estivo, con temperature al di fuori delle medie stagionali.

Zero preavvisi o soluzioni d’emergenza per i soggetti fragili

L’amministrazione viene duramente censurata per il modo in cui ha comunicato il blocco e per l’assenza totale di assistenza: «La comunicazione è stata resa nota alla cittadinanza la mattina stessa dell’inizio del blocco, sia la prima volta che la seconda volta, azzerando il preavviso e impedendo a famiglie, soggetti fragili (anziani, malati, neonati) di organizzarsi minimamente; l’Amministrazione Comunale non ha previsto né predisposto alcun servizio sostitutivo d’emergenza, come l’invio di autobotti di acqua potabile».

Razionamento: fine pena mai

Il documento solleva il velo su una situazione di degrado infrastrutturale che non è affatto una novità per il territorio, ma una triste costante: si rende noto, infatti, che le tre frazioni da molti anni sono sottoposte a un razionamento idrico notturno continuo, con la chiusura dell’acqua dalle ore 23.00 alle ore 6.00 per 365 giorni all’anno. Questa circostanza dimostra come l’attuale situazione non sia affatto un evento imprevedibile o eccezionale, bensì la diretta conseguenza di una criticità strutturale dell’infrastruttura idrica comunale.

L’ultimatum e l’avviso: le vie legali

La diffida scade a 24 ore dal ricevimento. Entro questo termine perentorio, il Sindaco di Teano è chiamato a:

  1. Revocare o modificare gli orari di sospensione, limitando il razionamento alle sole ore notturne (23:00 – 06:00) e garantendo l’acqua di giorno;
  2. Disporre l’invio immediato e quotidiano di autobotti di acqua potabile nelle piazze principali di Cappelle, S. Giuliano e Fontanelle;
  3. Fornire immediata trasparenza sulla reale conclusione dei “lavori già programmati” menzionati dal Comune.

Decorso inutilmente il termine, i cittadini procederanno senza ulteriore preavviso all’attivazione di un Ricorso d’Urgenza ex Art. 700 c.p.c. dinanzi al Tribunale Civile, oltre a interessare direttamente la Procura della Repubblica, il Prefetto di Caserta e l’Asl per la verifica delle condizioni igienico-sanitarie e di ordine pubblico, promuovendo ogni ulteriore azione penale, amministrativa e civile per il risarcimento di tutti i danni patrimoniali e non subiti.

La Riflessione firmata

Che dire? Come giornale ci siamo ben interessati del taglio dell’acqua alle tre frazioni di Teano, scandalizzati ma… non meravigliati della totale disorganizzazione e impreparazione con cui da Palazzo San Francesco si continua ad affrontare il problema della mancata erogazione del prezioso liquido. Abbiamo anche suggerito delle soluzioni, ma questa amministrazione e l’Ente stesso sotto questa amministrazione mostrano di non avere capacità politica all’ascolto o propensione all’interlocuzione. Per molti della Giunta esisterebbe un solo tipo di giornalista a loro gradito: il “giornalista dattilografo”. Non sono ammessi commenti o controdeduzioni. Chi lo fa è tacciato di “stampa ostile” oppure “millantatore di professione”. Nasce la figura del giornalista imbavagliato. Bene, provvederemo a proporre la nuova categoria all’Ordine professionale dei Giornalisti… Noi non la pensiamo certo così. CLICCA LEGGI E VERIFICA.

Per questo ci fa piacere che i Cittadini residenti siano arrivati alla conclusione che “solo le Popolazioni difendono le Popolazioni” e hanno posto in essere una iniziativa autonoma, senza colori e senza bandiere.

Per quanto riguarda l’avviso fatto al sindaco e all’Amministrazione comunale tutta: ci sembra di rileggere il finale di molti nostri articoli di stampa che questa amministrazione locale di Teano ha dato segni evidenti (con parole, atteggiamenti e fatti) di non gradire: decorsi sette giorni dalla pubblicazione del presente articolo di Stampa, di fronte a una eventuale stasi, inattività, inerzia e assenza di iniziative e contromisure da parte delle forze dell’ordine, dei responsabili locali del settore, dei politici competenti e quanti interessati al caso, si provvederà a trascrivere il testo dell’articolo in forma di esposto-denuncia che invieremo per dovere civico e giornalistico alla Procura della Repubblica e a tutti gli Organi superiori di Governo. [Elio Zanni – Teanoce.it – [email protected]]   

Ed ecco gli avvisi del Comune di Teano alle popolazioni colpite dal razionamento idrico