Lavoratori sfruttati e paghe da fame. IN MANETTE 3 IMPRENDITORI CASERTANI
21 Luglio 2026 - 09:44
CASAL DI PRINCIPE – Un sistema di reclutamento e gestione della manodopera che, secondo gli investigatori, si basava sullo sfruttamento di lavoratori stranieri irregolari. È quanto emerso da un’operazione condotta dai carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Caserta, affiancati dal Comando Provinciale di Napoli, che ha portato al fermo di due imprenditori operanti nell’Agro Aversano, successivamente sottoposti a misura cautelare.
L’inchiesta riguarda aziende attive nel settore agricolo, tra commercio all’ingrosso di prodotti ortofrutticoli, allevamento e coltivazione di ortaggi. Nel corso delle verifiche ispettive sarebbero emersi gravi elementi riconducibili ai reati di intermediazione illecita della manodopera e sfruttamento del lavoro.
Le persone impiegate, per la maggior parte cittadini indiani senza regolare titolo di soggiorno, sarebbero state prelevate ogni giorno lungo le strade e accompagnate nei campi con un mezzo riconducibile a uno degli indagati. Una volta giunte sul posto, avrebbero affrontato turni particolarmente lunghi, fino a 14 ore consecutive, ricevendo una paga di appena tre euro all’ora.
Secondo gli accertamenti, ai braccianti non sarebbe stato garantito alcun giorno di riposo e non avrebbero potuto interrompere l’attività neppure in caso di malattia. Le pause sarebbero state estremamente limitate e l’utilizzo del telefono cellulare vietato durante l’orario di lavoro.
Le indagini hanno inoltre fatto emergere presunte violazioni delle norme in materia di sicurezza. I lavoratori sarebbero stati costretti a proseguire l’attività sia durante le elevate temperature sia sotto la pioggia e perfino nelle fasi di trattamento delle colture con pesticidi, senza essere dotati delle necessarie protezioni individuali.
Dopo il fermo in flagranza, il Tribunale di Napoli Nord ha convalidato il provvedimento, disponendo per entrambi gli indagati l’obbligo di presentazione periodica alla polizia giudiziaria. La loro posizione resta al vaglio dell’autorità giudiziaria, mentre gli accertamenti proseguono per definire l’intero quadro della vicenda.
