LA NOTA. MARCIANISE. Offerte e pressioni anche sui familiari. I 5 consiglieri che vogliono salvare la città si sentono soli

6 Ottobre 2019 - 19:42

MARCIANISE (g.g.) – Ci dicono che i 5 consiglieri comunali che, dissociandosi dalla maggioranza, hanno firmato una lunga e articolata mozione di sfiducia al sindaco Antonello Velardi, si sentano soli. Al di là del pathos che connota sempre momenti come questi, sia che si sviluppino a Marcianise, sia che riguardino altri luoghi, va detto che questa vicenda esprime delle specificità e delle originalità legate alla lunga scia di veleni e all’inquinamento costante della vita politica di Marcianise, attuata dal sindaco Velardi che ha bombardato la città da due fronti diversi e solo apparentemente inconciliabili. Il primo costituito da una narrazione tesa, densa di doppisensi, mai esplicita, che ha reso la sua attività di replica alle critiche ricevute, una sorta di noir popolato di fantasmi, un “todomodo

” all’amatriciana, in cui molti, a partire dal sottoscritto, hanno riconosciuto la propria identità letteralmente investita da insulti di ogni genere, da camorrista a drogato, giusto per citare due frequenti epiteti del campionario dialettico di un primo cittadino che però mai ha avuto il coraggio di fare nomi e cognomi; il secondo da un’attività pianificata, costante che, con spregiudicatezza, paradigma e marchio di fabbrica di questa amministrazione, ha realizzato atti e declinato azioni, volte a garantire piccole e grandi lobbies, partendo da quella dell’interporto, che poi è finita com’è finita, con il sindaco indagato e salvato da un’interpretazione garantista del giudice, a fronte della richiesta della Procura, la quale, sapendo bene ormai troppo bene con chi ha a che fare, avrebbe voluto chiudere prima questa partita, allontanando Velardi dalla città, e forse anche dalla provincia, vietandogli di dimorare nel loro perimetro, impedendogli, di fatto, di svolgere l’attività di sindaco.
Ora, se 5 consiglieri comunali della maggioranza hanno ritenuto che non sia dignitoso continuare ad essere complici dei permessi a costruire acrobatici e creativi dati a Pino
Riccio
, della selvaggia lottizzazione dei posti di potere negli uffici comunali, occupati da amici di famiglia, da mogli di compagni di scuola; se 5 consiglieri di maggioranza hanno ritenuto che non sia più dignitoso continuare a sostenere un’amministrazione che ha fatto quello che ha fatto per favorire gli interessi privati del signor Giuseppe Barletta e del citato interporto; se 5 consiglieri di maggioranza ritengono che non sia dignitoso continuare a reggere la coda ad un sindaco e ad un’amministrazione che hanno trasformato piazze e aree aperte della città in luoghi del malaffare, dove si esercita il commercio abusivo e dove, con la scusa dell’esistenza di una norma che consente l’adozione da parte dei privati di spazi comunali, c’è chi si è costruito dei locali commerciali, edificando volumetrie che neppure in un’area produttiva si possono realizzare; se 5 consiglieri di maggioranza ritengono che, per queste ragioni, a cui ne potremmo aggiungere almeno altre 20, se non 30, partendo dalle finte manifestazioni e i ridicoli ombrelloni contro quella Lea che nel concreto l’amministrazione comunale di Marcianise ha aiutato ad esercitare la propria attività, pur conoscendo i problemi riscontrati dall’Arpac e dai vigili urbani; insomma, se persone come Telia Frattolillo, come Laurenza, come Buonanno, come Enzo Galantuomo, come Tommaso Acconcia, che dovrebbero diventare un esempio di serietà e testimonianza autentica di legalità, nutrono, al contrario, timore, come dicono di nutrire, anche semplicemente di girare in strada, pressati come sono da attenzioni costanti, autenticamente stalkerizzanti, compiute anche attraverso l’uso vile (ma la viltà è un altro brand di questa amministrazione) di parenti e congiunti, allora il problema non sono le pressioni, ma sono la struttura valoriale, il precipizio etico morale, il relativismo che stravolge la percezione e la considerazione dei fatti.
Questi 5 andrebbero applauditi e invece, avendo scelto con serietà, trasparenza e lealtà, finanche nei confronti del sindaco e della maggioranza, lo strumento della mozione di sfiducia e non quello delle firme “furtive” al riparo di uno studio notarile, si preparano a vivere una settimana d’inferno, di ulteriori pressioni e di profferte che non sarebbero degne nemmeno delle contrattazioni che si fanno in un suk magrebhino, arabo o mediorientale. Offerte che ledono la dignità, non tanto di chi le fa visto che in questo caso manca la materia prima (cioè la dignità) ma anche di chi le riceve, ritenuto potenzialmente disponibile a mettersi d’accordo, in funzione ad un favore e/o ad una prebenda.
Questa è la Marcianise della Vergogna. Naturalmente, se i cinque consiglieri comunali che hanno lasciato la maggioranza avranno bisogno, CasertaCE è pronto a sostenerli.
Comunque, da domani faremo nomi e cognomi di chi va a presentare queste offerte nelle case o nei crocicchi delle strade. Lo devono sapere i marcianisani cosa sta succedendo. E’ una questione di democrazia. I 5 devono essere messi in condizione di esercitare liberamente la loro funzione politica, altrimenti farebbero bene quelli della Prefettura e della Questura di Caserta di passare per qualche giorno la scorta del sindaco al presidio dell’incolumità materiale e morale della cinquina dei coraggiosi.