Sclerosi multipla, “cura negata tra burocrazia e silenzi”: il caso di una DONNA CASERTANA
20 Aprile 2026 - 09:30
CASERTA – Un percorso ad ostacoli che rischia di trasformarsi in una vera e propria interruzione terapeutica. È la denuncia, affidata a Casertace da una paziente casertana affetta da sclerosi multipla recidivante-remittente, che chiede di restare anonima per tutelare la propria privacy.
La donna è seguita da tempo presso l’Istituto Neurologico Mediterraneo Neuromed di Pozzilli, in Molise, dove la sua neurologa ha regolarmente rinnovato il piano terapeutico per un farmaco previsto dalla nota 65 Aifa, necessario per la continuità delle cure.
Ed è proprio qui che, secondo il racconto, inizia il problema. La Regione Campania non accetterebbe il piano terapeutico redatto fuori regione, richiedendo una ulteriore convalida da parte di uno specialista operante sul territorio campano. Un passaggio che, nei fatti, comporta lunghi tempi di attesa per una nuova visita neurologica, con il rischio concreto – sottolinea la paziente – di restare senza copertura farmacologica.
“Non si capisce perché non sia sufficiente la valutazione di una specialista che già segue il mio caso – spiega – e perché sia necessario un doppio passaggio, con tempi incompatibili con la continuità terapeutica”.
La vicenda si complica ulteriormente sul piano amministrativo e digitale. Il medico di medicina generale, infatti, non riesce a inserire il farmaco nella piattaforma Saniarp, dove non risulta più tra quelli disponibili per la sclerosi multipla. Alla richiesta di chiarimenti, la risposta sarebbe stata quella di utilizzare una nuova piattaforma, denominata “Sinfonia”.
Tuttavia, anche attraverso quest’ultima, l’inserimento del piano terapeutico non sarebbe andato a buon fine. A nulla, finora, sarebbero servite le comunicazioni inviate via email agli indirizzi indicati, compreso quello di Soresa, società regionale che gestisce i servizi sanitari: nessuna risposta risolutiva sarebbe arrivata.
Nel frattempo, dal primo aprile, le farmacie locali avrebbero segnalato l’impossibilità di accedere alle piattaforme per l’inserimento dei piani terapeutici. Anche le farmacie Asl, sia del distretto di competenza territoriale sia di quello provinciale, avrebbero dichiarato di non poter intervenire.
L’unica indicazione ricevuta, al momento, resta quella di effettuare una nuova visita neurologica in Campania per ottenere l’approvazione di un piano terapeutico che, però, è già stato redatto ed è in continuità con quello precedente.
Una situazione che la paziente definisce “inverosimile e inaccettabile”, evidenziando anche il peso economico e fisico di ulteriori visite per chi convive con una patologia cronica.
“Ogni cittadino ha il DIRITTO di scegliere da chi specialista vuole essere eseguito, ovunque esso si trovi – conclude la donna – Inoltre, questo è un dispendio di soldi ed energie di persone con patologie.
Il servizio sanitario è detto nazionale tale da dover garantire continuità terapeutica ed assistenziale in tutta Italia; invece, si sta negando il diritto di cura.
Cordiali Saluti”
