A Sparanise il vero sindaco non è De Pasquale, ma Gianfranco L’Arco. Il pasticcio e lo scivolone sulla nomina di quest’ultimo a rappresentante del comune all’interno del consiglio generale dell’Asi

20 Marzo 2026 - 18:53

Ormai è del tuto evidente che il potere reale, le autentiche potestà nella gestione del comune sono nelle mani del dinamico, funambolico trasformista che ultimamente ha scelto di stare nella Lega, candidando sua moglie, la vice sindaca Teresa Nicoletti alle elezioni regionali

SPARANISE – A Sparanise il clima politico si fa rovente dopo la questione legata alla delega per l’assemblea del Consorzio Asi. Al centro di questa polemica c’è Giancarlo L’Arco, una figura sempre più influente nelle dinamiche amministrative della città, considerato da molti come il vero burattinaio delle decisioni politiche del Comune. La sua presenza è così ingombrante che riesce a mettere in ombra non solo il sindaco Fabrizio De Pasquale, riducendo a mera comparsa la persona che L’Arco ha inserito all’interno della maggioranza e dell’amministrazione comunale, ossia la propria consorte e vice sindaca Teresa Nicoletti.

Tutto è iniziato quando il sindaco ha cercato di delegare proprio L’Arco per rappresentare il Comune nell’assemblea del Consorzio Asi. Ma la delega si è rivelata nulla. Il regolamento comunale richiede, infatti, che questa venga conferita attraverso una procedura pubblica, un passaggio che non è stato rispettato, portando così all’annullamento della citata delega.

Il risultato è stato un pesante scivolone politico e istituzionale per De Pasquale, il quale si è trovato al centro delle critiche per una decisione che molti attribuiscono all’influenza di L’Arco. Ormai in città tutti parlano di un “sindaco ombra” capace di influenzare le decisioni e le strategie dell’amministrazione.

Il nome di L’Arco era già emerso anche durante le scorse elezioni regionali. Non trovando un posto diretto nella competizione, ha spinto la moglie Teresa Nicoletti a candidarsi nella lista della Lega. Un impegno che non ha portato risultati elettorali sperati. Chiara l’intenzione di Gianfranco L’arco di compiere un salto di qualità rispetto alla sua storica virtù di galleggiatore e di trasformista. un buon successo elettorale di sua moglie avrebbe, infatti, creato una condizione di stabile presenza nel partito di Zinzi, rispetto a quelli che sono poi i veri obiettivi del politico sparanisano, vale a dire il continuo presidio all’interno degli enti strumentali nei quali, oltre ad intascare significative indennità, si riesce anche ad operare per creare vere e proprie colonie clientelari dalle quali nascono il più delle volte vantaggi materiali e immateriali.