Alberto Di Nardi non vuol saper niente di rifiuti, ma la famiglia è contro di lui. Dopo il papà (DHI) e la moglie (WM Magenta), anche il cugino prende tre appalti da quasi 3 MILIONI
19 Gennaio 2026 - 19:03
Avrà sicuramente infastidito vedere i suoi congiunti ancora in azione nel mondo della raccolta rifiuti, visto che aveva diffidato di collegarlo a questo mondo. Temiamo che la sua sia stata una cena di Natale complicata e in solitudine
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VITULAZIO – E’ vero, Alberto Di Nardi non c’entra più nulla con il mondo dei rifiuti. Come ci disse una volta, lui di monnezza non parla e non ne vuole sentir parlare. Il suo obiettivo è di riuscire nella carriera accademica all’Università Parthenope e basta. E chi dice il contrario forse davvero si merita una querela.
Il problema di Alberto Di Nardi, però, è che una parte della sua famiglia non sta seguendo questo suo allontanamento dal settore economico che ha fatto le sue fortune, ma anche le sue sfortune. Il papà, infatti, ha in gestione la DHI, ovvero la società al centro dello scandalo giudiziario che colpì l’imprenditore di Vitulazio, ancora in servizio, se non andiamo errati, a Santa Maria Capua Vetere.
Poi c’è la WM Magenta, impresa che ha sostituito nella raccolta rifiuti la DHI a Mondragone, che è della compagna di Alberto Di Nardi, la signora Miriam D’Aiello, la quale non prese bene l’accostamento del suo consorte alla ditta che lei guida, probabilmente infastidita dal fatto che potesse togliere luce al suo impeccabile e certosino lavoro che l’ha portata ad aggiudicarsi diverse gare d’appalto. Niente di personale, signora D’Aiello, ma lei lavora, la sua società si sviluppa nello stesso territorio che ha fatto grande, non senza problematiche, la sua dolce metà.
Immaginiamo che Alberto Di Nardi nelle recenti feste natalizie si sia tenuto a distanza da compagna e padre, visto che lui di rifiuti non ne vuole parlare. Forse durante la cena di Natale si è messo seduto ad un tavolo a parte, come il tavolo dei bambini nelle grandi serate in famiglia. Lontano da padre, consorte, ma anche dal cugino.
Sì perché il cugino di primo grado, figlio di una sorella materna, ovvero Giovanni Di Rubba, alla fine del 2023 ha messo in piedi una società che si occupa dei rifiuti: Eliteco. Sede sociale a Napoli, via Gramsci, presumibilmente in qualche studio ad hoc che si occupa di domicili legali, visto che le insegne di Eliteco non le abbiamo trovate all’ingresso del negozio. Ma una seconda sede, quella operativa, proprio nella città di origine familiare: Vitulazio.
Un’impresa, Eliteco, che se non possiamo definire enfant prodige, poco ci manca. Infatti, nell’arco di sei mesi tre importanti gare per la gestione del ciclo dei rifiuti in tre comuni della provincia di Caserta, per un valore complessivo che supera i 2,6 milioni di euro, sono state aggiudicate alla società di Giovanni Di Rubba.
Il primo contratto riguarda il comune di Dragoni, dove Eliteco si è aggiudicata a luglio 2025 il servizio di raccolta, trasporto e differenziata dei rifiuti urbani per un importo di 1,42 milioni di euro, a fronte di un valore d’asta di oltre 2,3 milioni. La procedura, gestita dalla centrale di committenza dell’Area Nolana, ha visto la partecipazione di sei concorrenti.
Poche settimane dopo, ad agosto 2025, la stessa società si è aggiudicata il servizio di igiene urbana per il comune di Conca della Campania, per un importo di circa 334.700 euro. La gara, bandita dalla Comunità Montana Tanagro-Alto e Medio Sele e gestita tramite la piattaforma Asmel, prevede la gestione integrata dei rifiuti per tre anni ed è stata assegnata dopo la valutazione di quattro offerte.
Infine, a gennaio 2026, Eliteco è risultata aggiudicataria provvisoria anche per il servizio di raccolta e spazzamento nel comune di Pontelatone, con un importo complessivo di circa 907.800 euro. La proposta è stata formalizzata dalla Provincia di Caserta, stazione appaltante, il 16 gennaio scorso.
Quindi, mentre lui si tiene a distanza, parenti e compagna di Alberto Di Nardi nel mondo della raccolta rifiuti lavorano e riescono anche a prendere milioni di euro nella nostra provincia. Ovviamente, tutto ciò, senza che l’ormai ex imprenditore di Vitulazio sia coinvolto in qualsivoglia conversazione sul tema, nonostante la sua esperienza sul campo.
