Arbitro rischia di essere picchiato a fine partita. E arriva anche la minaccia del dirigente della squadra casertana: “Qui finisce male”

7 Dicembre 2025 - 13:30

CASAL DI PRINCIPE – Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania ha respinto il ricorso di un dirigente del Casal di Principe contro il Daspo di due anni. L’uomo, segretario amministrativo della società, era stato sanzionato per aver minacciato e cercato di corrompere un arbitro dopo una partita.

Il 29 gennaio 2022, finita la gara Casal di Principe – EDM Carditese, l’arbitro fu circondato da calciatori e dirigenti della squadra di casa, che lo insultarono e spintonarono. Per mettersi in salvo, l’arbitro scappò nello spogliatoio.

Qui, secondo quanto accertato, il dirigente lo raggiunse e, dopo aver cacciato gli altri, rimase solo con lui. Invece di aiutarlo, gli chiese di modificare il referto: doveva cambiare il numero del calciatore espulso, altrimenti “sarebbe finita male”. L’arbitro, spaventato, scrisse ciò che gli veniva imposto. Solo all’arrivo delle forze dell’ordine riuscì a uscire dallo stadio.

Il dirigente aveva fatto ricorso sostenendo che le accuse erano false e che l’arbitro non aveva sporto denuncia. Il TAR però ha ritenuto i fatti gravi e provati, sottolineando che il Daspo serve a prevenire situazioni di pericolo, anche senza una denuncia penale.

I giudici hanno ricordato che un dirigente ha una responsabilità maggiore: il suo tentativo di far cambiare il referto sotto minaccia ha aggravato la situazione. Per questo, il divieto di due anni di entrare negli stadi è stato confermato. Il dirigente dovrà inoltre pagare 1.500 euro di spese processuali.