Bene confiscato alla criminalità organizzata affidato a un privato per attività sui rifiuti: nessun beneficio per la comunità, solo business
15 Gennaio 2026 - 15:04
Pubblichiamo la denuncia del collega giornalista Salvatore Minieri
SESSA AURUNCA – Sta accadendo a Sessa Aurunca, in provincia di Caserta. Un bene confiscato alla criminalità organizzata è stato affidato a una società privata che si occuperà del trattamento dei rifiuti — si parla anche di rifiuti pericolosi.
Secondo quanto previsto dal Decreto Legislativo 159/2011, i beni confiscati possono essere destinati anche a soggetti privati, ma con una condizione molto chiara: devono essere utilizzati per finalità sociali o per attività in grado di produrre benefici concreti e collettivi sul territorio.
In questo caso, invece, ci troviamo davanti a un modello di gestione che sembra stridere con il principio ispiratore della norma: da un bene tolto alla criminalità dovrebbe nascere riscatto, crescita sociale, opportunità per i cittadini. Qui, al contrario, si prevede un’attività a scopo di lucro, connessa peraltro a un settore altamente sensibile come quello dei rifiuti.
A quale logica risponde un simile affidamento? Chi ha autorizzato questa destinazione e con quali garanzie per il territorio? E soprattutto: dov’è il vantaggio per la comunità?
