CAMORRA A CASERTA. Carlo Marino, Emiliano Casale e Max Marzo non si possono candidare: “grave commistioni di interessi”
16 Aprile 2026 - 13:52
CASERTA – La Prima Sezione Civile del tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha accolto il ricorso presentato dall’Avvocatura di Stato e ha dichiarato l’incandidabilità dell’ex sindaco di Caserta, Carlo Marino, e dei due ex assessori, Emiliano Casale e Massimiliano Marzo. I tre ex amministratori non potranno partecipare ad alcuna competizione elettorale per due tornate consecutive.
Il provvedimento si applica sia alle elezioni amministrative sia alle elezioni politiche, europee e regionali. Il collegio giudicante era composto dalla presidente Gabriella Maria Casella, dal giudice relatore Giovanni D’Onofrio e dal giudice Enrico Quaranta.
Il procedimento era stato avviato su mandato del Ministero dell’Interno a seguito della relazione redatta dalla commissione d’accesso che aveva portato allo scioglimento del consiglio comunale di Caserta per infiltrazioni mafiose. Lo scioglimento è stato successivamente confermato dal Tar del Lazio, che aveva respinto il ricorso presentato dall’ex sindaco.
Nella sentenza, i giudici hanno sottolineato l’esistenza di “un contesto grave di univoca commistione tra pubblici amministratori e personaggi legati alla camorra casertana“. Tale situazione, secondo quanto accertato, avrebbe reso l’ente comunale permeabile agli interessi criminali in numerose occasioni, oggetto di analisi da parte degli organi amministrativi e giudiziari.
I giudici amministrativi hanno inoltre evidenziato che gli elementi indiziari citati nella proposta ministeriale – tra i quali il sostegno elettorale da parte di esponenti del clan mafioso e la ricorrente presenza di soggetti legati ai clan negli affidamenti pubblici, circostanze note agli amministratori locali – non vanno valutati singolarmente ma nel loro complesso.
