CAMORRA, SCOMMESSE E BANCHE. Per la procura era l’anello di congiunzione, ma non per i giudici: ASSOLTO

16 Dicembre 2025 - 13:38

SAN MARCELLINO – Cade dopo un lungo iter giudiziario l’accusa di associazione camorristica, intestazione fittizia aggravata e riciclaggio a carico di Angelo Bamundo, difeso dall’avvocato Marta Esposito. La Quarta Sezione della Corte d’Appello di Napoli ha infatti emesso una sentenza di piena assoluzione “per non aver commesso il fatto”, ribaltando due precedenti condanne.

L’imputato era stato indicato dall’accusa come un “collettore” del clan dei Casalesi, con il presunto ruolo di gestire i rapporti con il sistema bancario per agevolare le attività illecite dell’organizzazione. Per queste accuse, il Gip del Tribunale di Napoli lo aveva condannato in primo grado a 8 anni e 8 mesi di reclusione, pena poi confermata in secondo grado.

Il punto di svolta è arrivato con l’intervento della Corte di Cassazione, che ha annullato la sentenza di condanna, rinviando il caso per un nuovo esame alla Corte d’Appello di Napoli. Nel riesame, i giudici della Quarta Sezione hanno operato una completa rivisitazione delle prove, giungendo alla conclusione che non sussistessero gli estremi per confermare le imputazioni.