Carabiniere casertano si toglie la vita. Gli avvocati della famiglia: “Aprire inchiesta per capire se qualcuno lo ha istigato”
28 Aprile 2026 - 10:44
CURTI – Nuovi sviluppi nell’inchiesta sulla morte di Giovanni Sparago, il maresciallo dei carabinieri di 25 anni originario di Curti, in servizio a La Spezia, trovato senza vita lo scorso 22 aprile in circostanze inizialmente interpretate come un gesto volontario.
La famiglia del giovane ha deciso di intraprendere un percorso legale, affidandosi agli avvocati Gaetano e Raffaele Crisileo. Nella giornata di ieri, i legali hanno presentato un’istanza alla Procura della Repubblica di La Spezia, guidata dal pubblico ministero Monica Burani, chiedendo che i genitori vengano ascoltati nell’ambito delle indagini.
L’intenzione è quella di portare all’attenzione degli inquirenti una serie di elementi e confidenze che Giovanni avrebbe condiviso con i familiari nel tempo e che, secondo i genitori, potrebbero contribuire a chiarire meglio il contesto della vicenda.
Non si esclude, infatti, che l’ipotesi iniziale possa essere rivalutata: la famiglia ritiene possibile che si possa arrivare a configurare il reato di istigazione al suicidio.
Già nei giorni scorsi, il padre del militare, Michele Sparago, tenente colonnello dell’Esercito, aveva espresso pubblicamente le proprie perplessità attraverso una lettera aperta, descrivendo il figlio come un giovane determinato, legato alla vita e con progetti ambiziosi per il futuro, tra cui l’ingresso all’Accademia Militare per diventare ufficiale.
Ora si attende la risposta della Procura alla richiesta presentata dai legali, passaggio ritenuto fondamentale dalla famiglia per proseguire nell’azione volta a fare piena luce sulla vicenda.
