CARMINE ZAGARIA E ALFONSO OTTIMO. Ecco come, dopo il colloquio tra i due avvocati, la camorra “scippò” dalle tasche della commessa del supermercato ben 100 MILA EURO

10 Maggio 2026 - 12:19

CASAPESENNA – Tra l’emissione dell’ordinanza sul gruppo criminale di Zagaria Capaldo e le audienze di esame, i pubblici ministeri della DDA di Napoli, titolari dell’indagine, hanno riversato altri documenti a supporto delle loro accuse. Come dicevamo ieri, alcuni di questi riguardano la vicenda della dipendente del supermercato Jolly Market di Alfonso Ottimo, che la DDA considera un’attività commerciale controllata direttamente dalla famiglia Zagaria sin dai tempi in cui era libero e latitante Michele Zagaria, super boss del clan dei Casalesi. Si tratta dell’episodio riguardante il ricorso in tribunale fatto da una commessa che era stata licenziata e sottopagata per anni.

Secondo l’accusa, la dipendente avrebbe ricevuto, come ha poi effettivamente ricevuto, una sentenza favorevole del Tribunale Civile di Sezione Lavoro di Aversa Napoli Nord, che le riconosceva 140.000 euro di emolumenti non pagati da parte di Jolly Market, i supermercati di San Marcellino, controllati da Alfonso Ottimo, in nome e per conto degli Zagaria. Alla fine la donna si sarebbe dovuta accontentare di 50.000 euro, di cui 12.500 finiti nelle tasche dell’avvocato Biagio Sagliocco. Questa teoria d’accusa viene di fatto confermata dalla testimonianza messa in verbale all’inizio del mese di aprile, quindi circa un mese fa, dell’avvocato Pasquale Oliviero che nel 2020, da neo iscritto all’albo, ricevette un incarico proprio da Jolly Market, cioè dalla società in cui l’aveva introdotto suo padre, che della stessa era consulente.
Il professionista di Villaricca avrebbe seguito per un breve periodo proprio la vicenda della dipendente, recandosi per due volte, contattando per due volte l’avvocato Biagio Sagliocco.

La prima volta per telefono, la seconda volta incontrandolo direttamente a Trentola nel suo ufficio. In entrambi i casi avrebbe chiesto all’avvocato Biagio Sagliocco di verificare le condizioni con la sua cliente per arrivare ad un’eventuale transazione.
Nel primo caso e nel secondo caso Sagliocco avrebbe risposto negativamente. Ciò sarebbe accaduto prima della sentenza del Tribunale del Lavoro di Aversa Napoli Nord e a maggior ragione successivamente. Dopodiché Alfonso Ottimo con aria piuttosto scocciata chiese a Pasquale Oliviero il numero di telefono dell’avvocato Biagio Sagliocco.

Passarono tre mesi e Oliviero, il quale poi era stato sostituito da un altro avvocato nel ricorso in appello contro la sentenza, che aveva riconosciuto alla dipendente 140 mila euro, domandò ad Ottimo cosa fosse successo alla fine nella vicenda. Con aria soddisfatta disse che la transazione era stata felicemente realizzata. Quindi c’è da presumere che Ottimo contattò l’avvocato Biagio Sagliocco.
A questo punto non è improbabile che ci sia stato un intervento proprio di Carmine Zagaria nei confronti della dipendente con una richiesta molto più persuasiva che configura il reato appunto di minaccia e di estorsione rispetto alla quale poi l’avvocato Sagliocco ha guadagnato però una importante parcella professionale, perché su 50 mila euro riconosciuti alla dipendente i 12 mila e 500 sono finiti proprio a lui.

Il racconto di Pasquale Oliviero pur non comprendendo, pur non riguardando i fatti specifici avvenuti nel periodo successivo a quando Ottimo gli chiese il numero di telefono di Biagio Sagliocco, rappresenta un riscontro più che possibile e soprattutto denota che l’avvocato Biagio Sagliocco, il quale aveva detto che al limite la sua cliente era disponibile ad una transazione per una cifra molto vicina a quella assegnata dal giudice, aveva invece cambiato idea in maniera radicale, perché a questo punto la sua cliente si accontentò di 50 mila euro, ma in realtà di 37 mila e 500, perché poi a lui andò molto bene intascando 12 mila e 500 euro.