CASAGIOVE. CASO HOUSTON-MD. CasertaCe lo scrisse un anno fa, ora c’è una DENUNCIA in procura: presunto falso sul PUC e non solo. Spazio al sindaco Vozza, ma risponda sul merito

22 Maggio 2026 - 16:00

Se la denuncia arriva in piena campagna elettorale, il problema dei permessi connessi al polo commerciale della società dei supermercati di proprietà del cavalier Patrizio Podini, bolzanino che ha fatto fortuna qui al sud, è un argomento sempre evitato dal sindaco e che questo giornale ha trattato in tempi non sospetti. Ora, con una denuncia e un fascicolo che verrà aperto in procura, c’è bisogno che Giuseppe Vozza risponda nel merito. E qui avrà uno spazio. Le accuse di voto di scambio, presenti nell’atto, non hanno senso finché non ci sarà una prova evidente e chiara

CASAGIOVE (l.v.r.) – Erano i primi giorni di aprile del 2025 quando CasertaCe dedicò un lungo focus sulla costruzione del nuovo polo commerciale della catena dei supermercati MD che dovrebbe nascere sulle ceneri di quel che restava dell’hotel Houston, affacciato sul casello Caserta Nord e quindi sulla Nazionale Appia.

Il progetto della MD Spa ha innescato negli ultimi due anni molte reazioni critiche che nelle scorse ore si è tradotto in una denuncia depositata in Procura. Chiaramente, noi siamo a disposizione per avere la versione della vicenda da Peppe Vozza, sindaco e candidato alla fascia tricolore per un quarto mandato, soprattutto perché siamo a 48 ore dalle elezioni. Se da una parte non siamo una redazione che vuole farsi tirare per la giacchetta in dinamiche e battaglie politiche, la presenza di una formale denuncia arrivata alla procura di Santa Maria Capua Vetere, con alcuni dettagli che questo giornale ha trattato, ci obbliga ad entrare nel merito.

Non è una questione temporale connessa alle elezioni, si tratta, infatti, di una vicenda che CasertaCe ha analizzato in tempi non sospetti. E al tempo il sindaco non ha risposto sul perché ci siano disincrasie tra permessi e Puc, sulla lottizzazione dell’area. Ma anche, politicamente parlando, come un uomo di sinistra, ambientalista, abbia ritenuto coerente con la sua visione del mondo che in quaranta metri nascessero due centri commerciali in un’area già intensamente trafficata e nel caos più totale, figuriamoci quando arriverà questo nuovo polo commerciale.

Venendo al fascicolo, questo mette nel mirino tre figure chiave: Giuseppe Vozza, sindaco di Casagiove, che ha assunto la delega all’Urbanistica; Nicola Di Rienzo, dirigente dell’Ufficio Tecnico Comunale; Stefania Caiazza, architetta progettista del nuovo PUC. Le accuse, da prendere con il beneficio dell’istruttoria, sono di una gravità non comune: falso ideologico in atto pubblico, ai sensi dell’articolo 479 del codice penale, e lottizzazione abusiva, prevista dall’articolo 30 del D.P.R. 380/2001. Per il solo sindaco Vozza, viene ipotizzato anche il reato di voto di scambio. Ma trattandosi di una denuncia, onestamente, questo terzo punto, fino a che non ci saranno prove e testimonianze chiare, lascia il tempo che trova.

IL PROBLEMA MD-HOUSTON

MD Spa demolito i tristi resti dell’hotel Houston per costruire un parco commerciale che, secondo i piani, potrebbe ospitare non solo un supermercato MD, ma anche un fast food, un grande magazzino di elettronica e altri esercizi. Si tratta di un intervento da 28mila metri quadrati, escludendo 11 mila destinati a verde, lungo la via Appia. Ma il nodo è urbanistico. L’area, nel Piano Regolatore Generale ancora vigente, è classificata come D3, ovvero zona commerciale e servizi. Un comparto unico di 39.740 metri quadrati che, secondo le norme tecniche, non poteva essere spezzettato o modificato senza una variante approvata dal consiglio comunale. E invece, secondo la denuncia (e su questo, ripetiamo, c’è già un articolo pubblicato un anno fa da CasertaCe e che trovate in calce a questo), è proprio quello che sarebbe accaduto.

Ripercorrendo i passi della denuncia e quanto abbiamo scritto un anno fa, la data da tenere a mente è il 30 dicembre 2024, quando la giunta comunale ha adottato, con delibera numero 50, il nuovo Piano Urbanistico Comunale. Nella tavola denominata “P2 – Disciplina del territorio”, tre aree vengono definite “ambiti trasformati o in corso di trasformazione tramite permessi di costruire o piani urbanistici attuativi approvati”.

Tra queste, l’ambito numero 3 è indicato come “Attività commerciali ex Hotel Huston”. Una qualifica cruciale, perché giustificava la trasformazione urbanistica senza bisogno di ulteriori passaggi. Peccato che, come emerge dall’accesso agli atti richiesto dai consiglieri di opposizione, quell’affermazione fosse falsa. Il 10 e il 19 marzo 2025, il dirigente Nicola Di Rienzo e il funzionario Davide Donnarumma hanno attestato per iscritto che nessun permesso di costruire era stato rilasciato per quell’area, né esisteva alcun titolo edilizio alla data di adozione del PUC, ovvero il 30 dicembre 2024. Il primo permesso di costruire è arrivato solo il 2 aprile 2025, il numero 8 dell’anno, oltre tre mesi dopo l’adozione del PUC.

Secondo l’esposto, questa è la falsa rappresentazione: il PUC adottato ha mentito sulla sussistenza di un presupposto essenziale, il permesso già rilasciato, per legittimare una variante urbanistica di fatto, aggirando le clausole di salvaguardia e le procedure ordinarie. Ripetiamo, daremo spazio per la risposta al sindaco Vozza, ma deve chiarire questo punto e, cortesemente, chiediamo che non si vada fuori tema.

Per quanto riguarda il falso ideologico in atto pubblico, l’affermazione contenuta nella tavola P2 del PUC, secondo cui si tratterebbe di ambiti trasformati tramite permessi di costruire, sarebbe, quindi, falsa. E non si tratterebbe di un errore materiale, scrivono nella denuncia arrivata in procura, bensì di un elemento centrale per orientare la destinazione d’uso di un’area di enorme valore economico. A firmare quell’atto avrebbero concorso, a vario titolo, il sindaco Vozza in qualità di delegato, il dirigente Di Rienzo e la progettista Caiazza.

LA QUESTIONE DELLA LOTTIZZAZIONE, DIVISIONE DI UN PEZZO

Per i non esperti, la cosiddetta lottizzazione è una divisione di un terreno in più lotti edificabili, con strade, servizi e regole urbanistiche definite. Diventa abusiva nel momento in cui avviene senza autorizzazioni urbanistiche o contro quanto presente nel Piano regolatore o nel Piano urbanistico comunale (che, a Casagiove, ricordiamo, non è stato approvato e vale il PRG)

il comparto D3 del PRG, pari a 39.740 metri quadrati, era stato concepito come un intervento unitario, con precise prescrizioni riguardanti una rampa di accesso, aree verdi e parcheggi. Invece, il comune avrebbe consentito a MD di operare su una superficie ridotta, pari a 28.587 metri quadrati, estrapolando 11 mila metri quadrati e destinandoli a verde, senza alcuna variante approvata dal consiglio comunale. Di fatto, secondo l’accusa, si tratterebbe di una lottizzazione abusiva attuata in violazione degli strumenti urbanistici vigenti.

LA QUERELLE AUTOSTRADA

Ma non è finita. Il permesso di costruire numero 8 del 2025, rilasciato il 2 aprile, viene definito nell’esposto come palesemente illegittimo per ulteriori motivi. Gran parte dell’intervento ricade all’interno della fascia di rispetto autostradale di 60 metri, trattandosi di un’area a ridosso del casello di Caserta Nord. Alla data del rilascio del permesso, inoltre, non risultava ancora rilasciato il nulla osta da parte di Autostrade per l’Italia.

Le aree a standard cedute al Comune sarebbero gravate da potenziali obblighi di rimozione, svuotando di fatto la loro natura pubblica. Viene infine segnalato un potenziale danno erariale per la mancata cessione di circa 9 mila metri quadrati di aree a standard. La Provincia di Caserta, con una nota del primo agosto 2025, aveva già dichiarato l’improcedibilità del PUC adottato, riconoscendo espressamente l’anomalia relativa all’area dell’ex Hotel Houston. Un atto impugnato dall’amministrazione Vozza dinanzi al Tar Campania.

NO, VOZZA NON E’ INDAGATO

E qui arriva il punto più delicato. Giuseppe Vozza, sindaco di Casagiove, non è formalmente indagato nel senso stretto del termine, perché solo la Procura potrà decidere se iscriverlo o meno nel registro degli indagati. Tuttavia, nella denuncia presentata, Vozza è esplicitamente nominato e querelato, in qualità di primo cittadino e delegato all’urbanistica, per i reati di falso ideologico e lottizzazione abusiva.

C’è un altro elemento temporale che alimenta la denuncia: il 19 maggio 2026, a soli cinque giorni dalle elezioni amministrative, è stato celebrato un consiglio comunale per approvare una convenzione tra comune e Autostrade per la realizzazione di una rotonda, opera funzionale al parco commerciale. Un tempismo che, secondo la denuncia, merita l’approfondimento degli inquirenti. Chiaramente questa situazione si connette all’accusa, per ora presente solo nella denuncia e che, al contario della questione MD e permessi, non ha uno straccio di evidenzia fattuale, ovvero che siano stati promessi posti di lavoro nel parco commerciale in cambio di voti alla maggioranza uscente. E’ nella denuncia ma non c’è un elemento di prova e quindi, al momento, lascia il tempo che trova e non lo approfondiremo.

Resta ora da capire se la Procura aprirà un fascicolo per i reati urbanistici e se l’ipotesi del voto di scambio troverà riscontri concreti. Non si tratta di voler avvelenare i pozzi a due giorni dalle elezioni, ma di problemi sull’iter burocratico dietro alla costruzione del parco commerciale MD ce ne sono tanti. Lo scrivemmo già un anno fa, ci sono atti all’interno del PUC e che consentono questo maxi cantiere che sembrano cozzare con i permessi a costruire. Perché se all’interno del Piano urbanistico tu dichiari che esistono già dei permessi e il tuo dirigente, 4 mesi dopo, afferma l’esatto opposto, vuol dire che quel Puc è viziato e quel cantiere va bloccato.

Riportare la denuncia, giunta alla nostra redazione, non ha l’obiettivo di intossicare una campagna elettorale, bensì di porre di nuovo un problema che è rimasto inosservato da oltre un anno: quella dichiarazione nel Puc è falsa? Ora siamo a disposizione del sindaco Vozza e dei due soggetti denunciati per spiegare la propria versione di questa vicenda. Ma, attenzione, saremo pronti a dare risalto alle sole parole che entreranno nel merito perché, dopo essere stati ignorati un anno fa quando scrivemmo della vicenda MD – ma anche di quella LIDL – ora ci aspettiamo un confronto onesto, franco.

qui sotto, l’articolo dell’8 aprile 2025