CASERTA. LA STORIA. Ragazzo iraniano “rifiugiato” in città. “Laureato, ma felice di fare un mestiere umile”
13 Luglio 2026 - 17:50
CASERTA (pm) – Non tutti i giovani hanno le stesse preoccupazioni. In questi giorni, la maggior parte dei ragazzi casertani si arrovella, al più, sul concerto davanti alla Reggia a cui non si può mancare, sulla movida – che fa sragionare su una presunta parità tra il diritto primario e naturale al riposo e un inesistente, inventato “diritto al divertimento” (giusto un alibi per abbandonarsi alla baldoria alle spalle degli altri) – e sull’incertezza tra mare o montagna per le prossime vacanze. Per quelli che si vogliono impegnati, engagé, l’inquietudine oscilla invece tra l’indossare la kefiah alla manifestazione antigovernativa di turno o il bloccare il traffico. Nella sicurezza – va da sé – che nessuno risponderà mai di niente, perché da noi funziona così: ogni prevaricazione passa per ragazzata quando c’è di mezzo la politica. E fingendosi “…nel pensier” che in Italia regni il totalitarismo cercano di surrogare psicologicamente uno stile di vita che si vorrebbe eroico, ma che resta incanalato tra spritz e finger food, serate nei locali a cominciare già dal giovedì sera e la “posa” fighista. Che, alla lunga, pure stanca.
Ma queste preoccupazioni non sono comuni a tutti, come accennavamo. A cominciare dalle giovani generazioni di stranieri che qui vivono, lavorano, studiano o sono rifugiati. Naturalmente, anche in questa realtà bisogna fare dei distinguo. Un conto sono i tanti che si sono integrati e che convivono autenticamente con i nostri valori democratici. Un altro conto sono coloro che restano ancorati alle culture retrive dei paesi d’origine. Inchieste e reportage quotidiani dimostrano che ci sono ampie platee di immigrati per i quali, ad esempio, la discriminazione aperta, patente e rivendicata della donna rientra nell’ordine naturale delle cose. Eppure, per un’inestirpabile e imperante ipocrisia politicista, si fa finta di niente e si finisce per tollerare.
Come accade – per stare a un esempio che sperimentano tutti i casertani – per i gruppi, in genere maghrebini e prevalentemente di minori, che di sera e di notte scorrazzano per la città compiendo malestri anziché stare, come dovrebbero dopo l’orario di rientro, nelle loro comunità alloggio, sotto la sorveglianza dei mediatori culturali. I quali ultimi, evidentemente, non possono mediare alcuna cultura allorché la nostra non venga accettata. E vogliamo parlare di quelli che sfrecciano azzardatamente sui monopattini? Ci sarà da ridere quando, tra qualche giorno, entrerà in vigore l’obbligo di assicurazione per questi veicoli. Si può dare per certo che scapperanno ai controlli. Dio ce ne scampi se qualcuno si farà male: andrà peggio ancora per gli operatori di polizia, che entreranno nel tritacarne mediatico con le accuse preconcette di razzismo e di brutalità che non mancano mai quando si ha a che fare con un immigrato, fosse anche il più violento e pericoloso.
Ebbene, se questo è il quadro generale, l’incontro con un ragazzo straniero può aiutare a capire meglio le cose, per chi le voglia, non diciamo risolvere, ma almeno tenere presenti ai fini dei propri convincimenti in un cammino di avanzamento, di progresso civile.
Tra i tanti giovani stranieri presenti a Caserta, abbiamo voluto raccogliere le opinioni di un ragazzo iraniano, il cui paese è dilaniato dalla guerra e dalla repressione. Per ovvi motivi di precauzione, non ne sveliamo l’identità precisa o altri elementi che possano valere a identificarlo, per le ritorsioni di regime che potrebbe subire a causa delle coraggiose dichiarazioni che ci ha reso. Lo indicheremo con il nome di fantasia Amirali, che è il nome maschile più diffuso in Iran.
Va tenuto presente che, secondo i dati Istat 2025, a Caserta città sono presenti 97 cittadini iraniani, ripartiti in 41 uomini e 56 donne. Nella Regione Campania sono poco più di mille. In maggioranza si tratta di studenti — possiamo dire il 90% — ossia giovani tra i 20 e i 30 anni, mentre gli altri lavorano.
Il nostro Amirali è un giovane arrivato in Italia e che si è laureato in una disciplina scientifica dopo il regolare ciclo universitario concluso all’ateneo di Napoli. Da poco tempo, in attesa di un’occupazione stabile e per mantenersi, svolge dei lavori saltuari. Di atteggiamento composto, evidenzia un’educazione, una correttezza e un’affabilità sempre più rare nell’Italia di oggi.
CasertaCe.net: Amirali, tu sei iraniano, ma di quale città esattamente? Amirali: Vengo da Teheran e la mia famiglia è iraniana da generazioni e vive nella capitale.
CasertaCe.net: Quali notizie hai del tuo Paese e qual è il tuo giudizio sulla sua situazione politica? Amirali: Attualmente le notizie riguardano principalmente la guerra tra l’Iran, gli Stati Uniti e Israele. La mia opinione è che gli obiettivi del regime islamico siano guidati da comportamenti islamici radicali. Il regime è responsabile al cento per cento della situazione in Iran e sta facendo sprofondare il Paese con le suas ideologie radicali. Per 47 anni hanno diffuso il loro odio verso i Paesi occidentali, gli Stati Uniti e specialmente Israele.
CasertaCe.net: Il livello di libertà dei cittadini iraniani è adeguato e hai subito limitazioni o restrizioni personali? Amirali: In Iran non esiste alcuna libertà. Giustiziano e impiccano le persone che protestano contro il governo, specialmente se qualcuno manifesta contro le sacre figure islamiche in Iran (gli Ayatollah). Hanno ucciso circa 40.000 persone con le mitragliatrici solo sei mesi fa, e moltissimi sono impiccati nelle prigioni.
CasertaCe.net: Le donne iraniane sono soggette alla sharia e nel Paese opera la polizia morale. Questo è accettato dalle nuove generazioni? Amirali: Le nuove generazioni cercano di affrontare e di battersi contro queste leggi, ma è molto pericoloso e può costare loro la vita o il carcere. Però, se devo parlare dell’ideologia delle nuove generazioni, posso dire che la maggior parte di noi non crede in nessun tipo di religione e non si cura di ciò che il regime cerca di imporci.
CasertaCe.net: Vivendo in Occidente adesso, credi che abbiamo una percezione veritiera della realtà iraniana? Amirali: In realtà no, perché le persone qui ci giudicano in base a ciò che mostrano i media; ma la verità è che ciò che viene diffuso dai media sull’Iran è per lo più alterato e a volte non corrisponde al vero. In particolare, i governi occidentali ci trattano come se fossimo parte di quel regime in Iran, ma la realtà dei fatti è che noi siamo diversi. Siamo fuggiti dai nostri Paesi solo per vivere in un ambiente migliore. L’Iran è occupato da un regime terroristico islamico che sta usando le risorse del nostro Paese per portare avanti i propri scopi islamisti.
CasertaCe.net: Recentemente, la cantante iraniana Parastoo Ahmadi e otto membri del suo team sono stati condannati a 74 frustrate ciascuno. La sentenza è stata emessa dal tribunale della provincia di Qom per essersi esibiti online senza il hijab in un concerto in streaming. Gli artisti sono stati accusati di aver offeso il pubblico pudore attraverso la produzione e la pubblicazione di “contenuti volgari e immorali”. Qual è la tua opinione a riguardo? Amirali: Queste vicende accadono in Iran ormai da 47 anni ed è una cosa orribile. Le donne in Iran affrontano le limitazioni più spaventose a causa delle ideologie islamiche. È davvero doloroso quando non sei musulmano e il tuo Paese è occupato da un regime islamico che ti costringe a non vivere nel modo in cui desideri.
CasertaCe.net: Saprai che in Italia ci sono molti movimenti filo-palestinesi e filo-islamisti, anche se molti dei loro aderenti — in quanto donne, o per via del loro orientamento sessuale e delle loro credenze religiose — sarebbero perseguitati e messi a morte in molti Paesi del Medio Oriente? Come giudichi una contraddizione così enorme? Amirali: Penso che la maggior parte di loro non sia davvero consapevole di ciò che fa e di ciò in cui crede. Quello che sta accadendo in Palestina è doloroso, ma la realtà è che l’ideologia islamica è la causa di questi problemi nel mondo. Hamas e Hezbollah, due gruppi terroristici, agiscono lì per uccidere gli ebrei in Israele, non per liberare la Palestina. Il loro problema assoluto sono gli ebrei. Penso che il mondo non dovrebbe permettere loro di crescere, perché se diventeranno potenti, non lasceranno il mondo vivere liberamente.
CasertaCe.net: Come sei arrivato a conoscere Caserta? Amirali: Caserta è una bella città ed è un buon posto dove trascorrere il periodo degli studi. Ci sono venuto innanzitutto per studiare, e poi, se si presenteranno delle buone opportunità, forse rimarrò qui a lavorare.
CasertaCe.net: Come ti trovi nella nostra città e quale è stata la tua impressione quando sei arrivato? Amirali: Mi piace stare qui per i bei momenti che si possono passare nel fine settimana. È carina, tutto è vicino e puoi fare le deine commissioni semplicemente camminando, senza bisogno dei trasporti pubblici.
CasertaCe.net: Amirali, un’ultima domanda. E grazie per la tua coraggiosa disponibilità. Come trovi le persone e senti di esserti integrato nella comunità di Caserta e nella società italiana in generale? Amirali: Le persone qui sono simpatiche e molto gentili con gli iraniani. Mi piace comunicare con la gente del posto perché mi permette di imparare cose nuove sull’Italia ed è divertente per me.
