Le ville abusive dei parenti del SuperBoss e killer Peppe Papa sono lì indisturbate. Se Fabrizio De Pasquale ha paura allora non può fare il sindaco
13 Luglio 2026 - 17:43
Questo è il terzo appello. Aspettiamo una risposta che non è mai arrivata. Sarebbe opportuno che anche la Procura e la DDA dessero un’occhiata al nostro lavoro di ricostruzione dei fatti, che ripubblichiamo in sintesi nell’articolo linkato e in rosso qui sotto, ma che si può trovare agilmente anche nel motore di ricerca. Capiamo che la casa della compagna del primo cittadino sia confinante con quella storica di Peppe Papa, ma ciò non vuol dire che, essendo De Pasquale un uomo dello Stato, un uomo dell’Esercito in servizio, debba lasciare la sua funzione al più presto. Tra un mese, se nulla si muoverà, pubblicheremo un altro articolo del genere, poi ancora dopo quindici giorni, poi ancora…
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SPARANISE – Avevamo promesso ai nostri lettori, soprattutto a quelli dell’agro caleno e di Sparanise, che nel giro di un mese, massimo un mese e mezzo, saremmo tornati sulla vicenda delle ville abusive senza se e senza ma appartenenti alla famiglia Papa, ossia a parenti e congiunti del superboss, ora defunto, del clan dei Casalesi Giuseppe Papa, arrivato in zona tantissimi anni fa da Villa di Briano in quanto inviatogli come suo “vice-re” da Francesco Schiavone detto Sandokan per governare proprio l’area di Sparanise che, con i progetti industriali al tempo in cantiere, prometteva grandi guadagni alla criminalità organizzata.
Giuseppe Papa è stato un boss importante. Pensate un po’ che era stato condannato all’ergastolo per l’omicidio largamente più importante della storia della provincia di Caserta, vale a dire quello del sindacalista Franco Imposimato, colpito l’11 ottobre del 1983 per dare un avvertimento, quindi in modo da fermarne le inchieste, al suo notissimo fratello magistrato Ferdinando Imposimato. Un agguato terribile, molto somigliante a quello subito da Dalla Chiesa circa un anno prima a Palermo, anche se nel caso dell’omicidio di Franco Imposimato la moglie, presente in auto con lui, si salvò nonostante le gravissime ferite riportate.
A dimostrazione, giusto per capirci, del livello criminale di Giuseppe Papa, quell’omicidio partì da lontano, dalla banda della Magliana su cui indagava Ferdinando Imposimato. I criminali romani si rivolsero al cassiere di Cosa Nostra Pippo Calò, il quale a sua volta chiese di realizzare il delitto al referente principale della mafia siciliana in Campania, ossia il boss Nuvoletta, il quale formò il gruppo di fuoco di cui, tra gli altri, faceva parte il già citato Peppe Papa, Antonio Abbate detto Tonino e Raffaele Ligato.
Questi ultimi due generi di Nuvoletta in quanto avevano sposato le due figlie. Questo lungo inciso che ci siamo voluti concedere lo inviamo al sindaco di Sparanise Fabrizio De Pasquale, il quale fa finta di non capire, in quanto non smentisce che quelle ville siano abusive e fischietta in aria, non assumendo alcuna iniziativa finalizzata all’abbattimento.
La nostra affermazione sulla illegalità di questi immobili è stata spiegata, sminuzzata e rispiegata in diversi articoli. Chi ancora non conosce i contenuti è pregato di accomodarsi nel link in alto di colore rosso per leggere per quale motivo si tratta di case non condonabili, in quanto ciò ha deciso un giudice del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Poi, che il processo penale sull’abusivismo sia finito per prescrizione è tutto un altro discorso. Ma non è possibile che ville lussuose, costruite in zona agricola, in dispregio di tutte le norme del piano regolatore vigente al tempo della richiesta di concessione, possano stare ancora in piedi.
Si dirà: l’amministrazione comunale ha timore, l’Ufficio Tecnico pure. E allora, sindaco De Pasquale, se lei ha paura, ha timore, anche per la vicinanza della casa della sua compagna a queste ville, ve lo diciamo forte e chiaro, lei non può fare il sindaco, non può ricoprire questa carica, a maggior ragione perché lei è un colonnello dell’esercito, quindi un uomo di Stato attualmente in servizio, e qui la legge dello Stato impone al Comune di Sparanise di muoversi di conseguenza a una condizione giuridica chiara da anni e anni.
Se poi non vi accontentate dell’articolo a cui si può accedere con il link in rosso, cercate su Google ville dei Papa CasertaCe e potrete approfondire ancora di più gli elementi tecnico-giuridici di questa nostra affermazione. Se poi il sindaco De Pasquale vuole smentire o vuole precisare, noi siamo a disposizione. Ma questa è la decima volta che lo invitiamo a farlo e mai e poi mai lui si è mosso di conseguenza. Tra le altre cose abbiamo appreso che oggi l’Ufficio Tecnico del Comune di Sparanise è ricco come mai di professionalità. Sarebbero addirittura sette le persone che vi lavorano all’interno di un comune di poco più di 8 mila abitanti. C’è un impiegato per ogni mille abitanti, una percentuale unica nel suo genere in Italia.
Ragion per cui c’è tutto lo spazio e la possibilità di occuparsi della questione delle ville dei Papa. Stavolta abbiamo fatto passare un mese e mezzo tra un articolo e l’altro. Il prossimo lo faremo fra 30 giorni, poi il prossimo ancora dopo 15, poi dopo 7 e infine pubblicheremo il nostro articolo come primo bloccato in alto ogni giorno. Il sindaco e l’amministrazione hanno il dovere di rispondere della loro inadempienza e della loro omissione.
