CASERTA. L’ex sindaco Carlo Marino perde in tribunale. Resta lo SCIOGLIMENTO PER CAMORRA: “elementi concreti di condizionamento”. E su Franco Biondi…

1 Aprile 2026 - 13:25

CASERTA – Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio ha respinto il ricorso presentato da Carlo Marino, ex sindaco di Caserta, avverso il decreto del Presidente della Repubblica del 23 aprile 2025 che dispose lo scioglimento del consiglio comunale e la nomina di una commissione straordinaria per la gestione provvisoria dell’ente per diciotto mesi.

Tra gli elementi ritenuti rilevanti dal Tribunale, il sostegno elettorale fornito nel corso della campagna elettorale del 2021 a candidati poi eletti da parte di imprenditori e soggetti noti per l’appartenenza ai locali clan camorristici, il rapporto di parentela tra un ex consigliere e un soggetto con frequentazioni legate al clan Belforte, e plurimi affidamenti di appalti pubblici a imprese riconducibili a soggetti ritenuti legati ad ambienti della criminalità organizzata casertana, tra cui i lavori di messa in sicurezza di un collegamento viario, il servizio del ciclo integrato dei rifiuti solidi urbani, servizi nel settore socio-assistenziale e la gestione dei parcheggi pubblici cittadini.

Il Collegio ha inoltre ritenuto significativa la vicenda relativa al dirigente comunale, Franco Biondi, al quale il sindaco continuò ad attribuire incarichi nei settori più strategici dell’ente nonostante il suo coinvolgimento in più indagini giudiziarie e l’irrogazione di misure cautelari.

L’ex sindaco Carlo Marino è stato condannato alla rifusione delle spese di lite in favore della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero dell’Interno e dell’Ufficio Territoriale del Governo di Caserta, liquidate in 3.000 euro complessivi. Le spese sono state compensate con le altre parti del giudizio.