CASERTA. Per fare cassetta e relazioni, la Reggia non si accorge di quello che le capita in casa

28 Febbraio 2025 - 18:08

Caserta (pm) – Chi ricorda  Felicori alla  direzione della Reggia, il quale ad un certo punto si era creduto più  un impresario dell’intrattenimento e dello spettacolo che il responsabile di un alto ente culturale, sa che si era dovuto moderare per le proteste che stavano suscitando le sue iniziative più strampalate.  Ne ricordiamo due per tutte, particolarmente clamorose. Il matrimonio Ammaturo, che purtroppo avvenne con l’episodio dell’addobbatore che si arrampicò sulla schiena della scultura del leone di Pietro Solari per appendere un festone (nella foto di testa),  e la concessione ventennale della peschiera grande per il canottaggio, fortunatamente abortita.

Abbiamo parlato di proteste in senso generico. Volendo precisare, le reazioni all’incredibile che avveniva erano propriamente –  allora come ora –  di CasertaCe.net,

 di Italia Nostra, di Nando Astarita con il suo seguitissimo e numeroso gruppo facebook Reggiando…e dintorni reali e di pochi altri. La città era ed è ferma –istupidita dalla informazione compiacente delle veline e parapubblicitaria – alla sottocultura della splendida cornice, della meravigliosa location. E non certo per colpa delle persone comuni, le quali scontano semplicemente la tara di una città priva di una autentica politica culturale al di là delle solite compagnie di giro che si spartiscono i fondi pubblici del settore. Persone comuni a cui ogni iniziativa sta bene – avendo altro per la testa e prendendo quello che gli passano – purché  si possano divagare e divertire, foss’anche la più banale illuminazione artistica – che di artistico e culturale ha ben poco, innescando essenzialmente lo schema primitivo della reazione del boscimane davanti alle perline di vetro colorato.

Partito Felicori, le cose si aggiustavano alquanto. Nondimeno periodicamente si è affacciato l’uso da parte dei privati degli ambienti del palazzo reale, soprattutto con riguardo alle feste autorizzate per varie ricorrenze, quando allestimenti, musica a fracasso e gli effetti luci sono risultati totalmente estranei ai luoghi. Tanto da fare chiedere quale fosse la giustificazione perché  quel trattenimento si dovesse tenere proprio nella Reggia e non in uno dei tanti pubblici esercizi di ricezione della città.

Anche a seguito di proteste sindacali interne, nel 2022 venne approvato il Regolamento Concessioni in Uso Temporaneo di Spazi della Reggia di Caserta. A parte la disciplina che metteva qualche ordine nell’utilizzazione degli spazi non di pregio, si perdeva l’occasione per preservare gli spazi nobili escludendone l’uso in via generale. Invece, solo per far un esempio, Cappella Palatina, Scalone Reale, Vestibolo superiore sono diventati  di uso comune e ricorrente. Sono difatti pensati come ambienti di rappresentanza per l’associazione, l’ente, l’istituzione che si voglia dare un tono, affettare distinzione. Con conseguenze anche paradossali, come la corsa a fare musica colta nella cappella palatina, la quale ha però molti limiti nell’acustica musicale. Ma le relazioni sociali ed istituzionali, si sa, sono difficilmente resistibili ed alla fine ci si conosce un pò tutti.

Pensiamo, a questo riguardo, che la magnificenza della Reggia parli per sé, senza bisogno di aggiunte e spettacolarizzazioni di nessun tipo. Ed i pochi spiccioli che si possono ricavare da questi usi non giustificano l’insolenza che, per tal modo, si fa all’aura regale ed alla solennità degli ambienti storici. E senza considerare la diseducatività che vi è insita, disabituando, attraverso la banalizzazione,  al valore storico – artistico ed architettonico del bene museale.

Così, diciamo che – in questa Caserta in cui tutti i gatti sono bigi – il ballo storico di domani pomeriggio, che si terrà nel vestibolo, non ci convince affatto. Come l’annunciata presentazione, per il prossimo anno, della collezione di abiti Max Mara, se dovesse svolgersi lo stesso lì e lungo lo scalone di parata.

Visto che ci siamo, vorremmo, anziché impegnarsi in questi affari che hanno un che di lezioso e di manierato, che le cose del museo funzionassero realmente. Magari facendo andare meglio la bigliettazione e l’ordine interno.

Un lettore ci ha scritto che ha tentato di comprare con anticipo di qualche giorno il biglietto per il ballo in costume di cui dicevamo. Niente da fare. Un addetto alla biglietteria, piuttosto fastidiosamente, gli riferiva che non era possibile fino al giorno della manifestazione. Ma che poteva comprarlo online. Con il sovrapprezzo, ovviamente.

E  che, nell’androne che dà accesso sempre alla biglietteria, vedeva all’opera bel bello un riveditore abusivo di guide turistiche.  Appoggiato alla parete d’ingresso e sistemata la merce sul basamento, offriva ai turisti in entrata ed uscita dalla biglietteria i suoi opuscoli. Con calma, tranquillità ed in maniera aperta, senza nulla e nessuno temere, come paiono indicare le foto che il lettore ci ha inviato e che pubblichiamo.

Quasi un moderno uomo invisibile.