CASERTA. Publiservizi-Publiparking e poi Terzo Millennio, per noi pari sono: dov’è la rendicontazione dei soldi incassati dai grattini? Non cominciamo con le solite porcherie

CASERTA(g.g.) “In deroga all’articolo 52 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, il versamento spontaneo delle entrate tributarie dei comuni e degli altri enti locali deve essere effettuato direttamente sul conto corrente di tesoreria dell’ente impositore (ovvero sui conti correnti postali ad esso intestati), o mediante il sistema dei versamenti unitari di cui all’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, o attraverso gli strumenti di pagamento elettronici resi disponibili dagli enti impositori. Restano comunque ferme le disposizioni di cui al comma 12 dell’articolo 13 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e al comma 688 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n. 147, relative al versamento dell’imposta municipale propria (IMU) e del tributo per i servizi indivisibili (TASI). Per le entrate diverse da quelle tributarie, il versamento spontaneo deve essere effettuato esclusivamente sul conto corrente di tesoreria dell’ente impositore ((ovvero sui conti correnti postali ad esso intestati)) o attraverso gli strumenti di pagamento elettronici resi disponibili dagli enti impositori ovvero, a decorrere dal 1º ottobre 2017, per tutte le entrate riscosse, dal gestore del relativo servizio che risulti comunque iscritto nell’albo di cui all’articolo 53 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, e si avvalga di reti di acquisizione del gettito che fanno ricorso a forme di cauzione collettiva e solidale gia’ riconosciute dall’Amministrazione finanziaria, tali da consentire, in presenza della citata cauzione, l’acquisizione diretta da parte degli enti locali degli importi riscossi, non oltre il giorno del pagamento, al netto delle spese anticipate e dell’aggio dovuto nei confronti del predetto gestore…”.

Quante volte abbiamo citato questa norma; quante volte abbiamo denunciato la sfrontata, strafottente modalità attraverso cui il comune di Caserta ha continuato a consentire, al di la e al di fuori della citata norma, che la Publiservizi continuasse a riscuotere i tributi comunali sui propri conti, salvo poi provvedere a compiere la rimessa alla Tesoreria del comune capoluogo, ribaltando e stravolgendo il concetto stesso di esattore privato.

Noi ci abbiamo messo il cuore, la passione, in queste battaglie. Quelli della Pubbliservizi, abituati evidentemente a frequentare un certo tipo di gente e non parliamo certo di delinquenti, ma ancora peggio, di politici e di attendenti assortiti di questi, hanno sempre teorizzato la tesi di un accanimento nostro, mirato attraverso un’attività di attacco giornalistico sistematico.

Tutto sommato è comprensibile questa valutazione, dato che Natale padre e Natale figlia, persone intelligenti e anche competenti, sono nate e cresciute, al di la di quello che senior dice, in questo brodo di coltura, in una terra in cui non esiste un atto considerabile come fine a se stesso e che possa essere credibilmente valutato come un’espressione disinteressata, ripetiamo, di-sin-te-res-sa-ta di un libero pensiero e di una attività di valutazione di fatti, documenti e modalità espressive attraverso cui la pubblica amministrazione, gli enti locali coltivano il loro rapporto con imprese private che esistono solo perchè esiste il rapporto tra loro e gli enti di diritto pubblico, erogatori e gestori del danaro dei cittadini.

Non esiste un atto che non abbia un secondo fine. Non ci può essere un giornalista che ha scelto di vivere senza puntare ad arricchirsi, allo scopo di difendere la propria libertà di pensiero e di espressione.

Natale padre e Natale figlia hanno fatto di tutto e di più pur di avvicinarci. Bastone e carota, colloqui diretti che noi non abbiamo mai rifiutato, perchè il confronto delle idee difformi è sacro, ambascerie di ogni genere, profferte a go-go e poi qualche querela, perchè quella è un’abitudine che fa parte del regime intimidatorio del secondo stadio dei tentativi di tappare la bocca a un organo di informazione.

Qualcuno, a suo tempo, quando Publiservizi e Terzo Millennio, cioè la società che si è aggiudicata, dopo le nostre denunce, la gestione dei parcheggi a pagamento nella città capoluogo, ipotizzò  che noi eravamo al soldo di quest’ultima. Però, mentre dicevano questo, la Publiservizi si ritirava dalla gara e questa veniva aggiudicata, certo non con il nostro plauso, come dimostrano gli articoli del tempo, proprio alla Terzo Millennio, rimasta unica concorrente.

Più in la ci dedicheremo ad un’analisi attenta, ad un primo bilancio, a nostro avviso, tutt’altro che positivo dell’attività di questa azienda napoletana, che, con rispetto parlando, per anni si è presa “a sputazzate in faccia” con quella che si chiamava Teleservizi, poi divenuta Publiservizi, poi divenuta Publiparking e chi più ne ha, più ne metta.

Cominciamo da una questione specifica che ci sta facendo riflettere non poco da qualche giorno.

Domanda: i soldi dei grattini, cioè quelli che incassa dalle obsolete macchinette, addomesticabili solamente da un innesto sovrumano tra Archimede il Pitagorico e Nicolò Copernico, su quale conto corrente vanno a planare?

Scusate, visto che non si trova, anche a volerla cercare col lanternino, una determina di accertamento frutto di una rendicontazione effettuata dalla Terzo Millennio delle entrate dei grattini, ci fate capire questi soldi dove arrivano, come arrivano e come vengono rendicontati? Manca un documento come quello che pubblichiamo in calce che dimostri l’esistenza di questa rendicontazione.

 

QUI SOTTO UN ESEMPIO LINK AD UN DOCUMENTO DI RENDICONTAZIONE DALL’ALBO PRETORIO DEL COMUNE DI CASERTA