CLAN DEI CASALESI. Il fratello del super boss Michele Zagaria e sette affiliati fanno scena muta davanti al Gip

2 Aprile 2026 - 21:24

Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere

CASAPESENNA – Davanti al Gip Fabio Provvisier del Tribunale di Napoli, il fratello del boss Michele Zagaria e altri sette esponenti di spicco della fazione Zagaria hanno scelto la facoltà di non rispondere. Tra loro Carlo Bianco, Andrea Bortone, Biagio Ianuario, Carmine Iavarone, Franco Lombardi, Alfonso Ottimo e Alfonso Angelo Salvati. Le udienze proseguiranno la prossima settimana con l’interrogatorio di altri quattro indagati: Biagio Sagliocco, Carlo Pellegrino, Armando Iaiunese e Ivano Balestriere.

Gli indagati sono stati arrestati nel corso di un blitz da parte dei carabinieri del comando provinciale di Caserta e del Ros.

L’inchiesta, avviata nel 2019 dalla Dda di Napoli, ha fatto luce sull’organizzazione della fazione Zagaria, con ramificazioni anche all’estero, in particolare per operazioni di riciclaggio di capitali illeciti. Secondo quanto ricostruito dai pm Andrea Mancuso e Maurizio Giordano, i fratelli di Michele Zagaria, in qualità di reggenti, gestivano il coordinamento delle attività del clan in provincia di Caserta, mentre il nipote Filippo Capaldo, dopo la scarcerazione nel 2019, si sarebbe rifugiato all’estero per seguire gli affari del clan.

Le indagini hanno inoltre individuato un altro esponente chiave del clan, con il compito di raccordare la frangia armata e la leadership. Tra le attività illecite contestate: estorsioni, usura, traffico di droga, controllo del mercato immobiliare e commerciale locale, compresa la gestione delle slot machine, fondamentale per la distribuzione dei profitti tra gli affiliati. Diverse attività commerciali risultavano inoltre utilizzate come basi operative per la pianificazione delle operazioni criminali.