E’ UFFICIALE: IL SINDACO PASQUALE MARRANDINO E’ UN MASOCHISTA. Leggete questa variante in corso d’opera su un appalto di un milione. Viola norme fondamentali…
15 Aprile 2026 - 14:02
In questo articolo troverete una premessa critica nei confronti del sindaco Pasquale Marrandino e del tecnico Francesco Pirozzi per una variante che, agli occhi di un comune cittadino interessato alla faccenda, viene presentata e motivata con “il nulla misto al niente”. Più in basso l’analisi tecnica e cronologica di tutto il procedimento riguardo i lavori per la realizzazione di un nuovo impianto sportivo
CASTEL VOLTURNO (a.c./g.g.) – Noi vorremmo anche dare una mano al sindaco di Castel Volturno, Pasquale Marrandino, affinché imbocchi la retta via, affinché riveda metodi e prassi del suo lavoro di primo cittadino. Ma lui ha la testa dura e non ha capito che con i problemi che sta attraversando, quale indagato dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere per il reato di corruzione, rischia grosso, in quanto il reato contestatogli si basa su uno scambio di soldi per creare condizioni di favore ad un imprenditore nominato poi DEC, che sta per direttore dell’esecuzione del contratto.
Insomma un procedimento amministrativo esattamente come è un procedimento amministrativo questa schifezza di determina scritta dal dirigente comunale Francesco Pirozzi. Quest’ultimo ritiene che, scrivendo in calce all’atto amministrativo citato riguardo i dettagli dell’operazione: “(..) pur non allegati alla presente, ne fanno parte integrante e rimangono agli atti dell’Area 3 Ambiente e Territorio” di aver risolto il problema della trasparenza dell’atto amministrativo. Stiamo parlando, come poi spiegheremo meglio nel resto dell’articolo, di una perizia di variante, un tempo variante in corso d’opera su un appalto relativo ad un nuovo impianto sportivo di quasi un milione di euro.
Affinché un cittadino possa fare un accesso agli atti, oltre a presentare un’istanza deve poi pregare che la prima risposta che arriva entro 30 giorni dal Comune non preveda, come invece capita puntualmente, un contenuto che finisce per dilagare nel tempo in maniera esponenziale, con una probabilità che quell’atto amministrativo non venga mai consegnato. In questa determina non viene specificato né il motivo che ha portato alla richiesta e al riscontro positivo alla perizia di variante – ci si limita solamente ad un inutile quanto comico “per sopravvenute circostanze, impreviste ed imprevedibili” – ma soprattutto non c’è alcun riferimento alle cifre delle varianti.
E questo è veramente gravissimo dato che le norme, a partire dal d.lgs. 33/2013, rendono obbligatoria l’ostensione degli elementi economici – e ci mancherebbe pure – di una perizia di variante. E allora, prima di invitarvi adesso ad una lettura tecnicamente più dettagliata dei fatti accaduti, cosa dobbiamo dire al sindaco Pasquale Marrandino? Allora sei masochista, sei come quel Tafazzi della mitica trasmissione Mai dire Gol, interpretato da Giacomo Poretti del famoso trio Aldo, Giovanni e Giacomo, che si percuoteva gli zebedei con una clava.
Contento tu…
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ERRATA CORRIGE: abbiamo sbagliato nel descrivere la fonte di finanziamento e la gestione di questo appalto. Infatti, trattasi di linea di credito ministeriale e lavori seguiti dal Dipartimento dello Sport. Vero. Errore nostro che ci è stato fatto notare dal sindaco Marrandino. Ma a lui e al fan club che scrive su Facebook facciamo sommessamente notare che resta una violazione della legge sulla Trasparenza la mancata integrità degli atti amministrativi.
Infatti, manca qualsivoglia riferimento al quadro economico, ovvero quanto l’impresa aggiudicataria riceve in più con questa perizia di Variante, firmata anche dal direttore dei lavori che è nominato dal comune e non dal Dipartimento.
L’accesso agli atti che viene consigliato da Marrandino (e fan club) dimostra a nostro avviso una cosa peggiore: che i dati, gli estremi, la ciccia del discorso, il quadro economico non presente nella determina, la descrizione della variante al progetto non presente in determina, sul comune è arrivata. Ma è stato deciso di non pubblicarla.
Detto ciò, il resto dell’articolo.
Ora ricapitoliamo e se, dunque, troverete ripetizioni nella disamina tecnica dell’articolo, sarà perché questa premessa la fa da riferimento.
Al comune di Castel Volturno il concetto di coprire un comportamento dubbio non è stato perfettamente capito dai membri dell’ufficio tecnico, specie se facciamo riferimento ad uno degli ultimi documenti pubblicati sull’Albo Pretorio, una determina, in merito ad una perizia di variante nei lavori per la realizzazione di un nuovo impianto sportivo di quartiere. Prima di arrivare direttamente alla fine e parlare della variante, poi scopriremo che si parlerà delle varianti, occorre riavvolgere il nastro in maniera molto rapida sui dettagli della gara in questione.
L’appalto è stato vinto nel 2023 dalla C.R.B. Srl , società con sede legale a Roma e che fa capo a Domenico Civita, nativo di Portici, con un costo dell’opera pari a 987 mila 267,66 euro. Poco più tardi nel corso dello stesso anno la società di Civita opta per un subappalto dal valore totale di 140 mila euro alla S. Engineering Srl, società con sede a Napoli, nello specifico a Fuorigrotta, e che ha collaborato quindi all’interno del progetto totale.
Poi saltiamo all’anno 2024 dove a farla da protagonista è la prima perizia di variante, datata 19 giungo e definita di “assestamento e migliorativa”, di cui, purtroppo, non possiamo darvi le specifiche a causa dei tempi inoltrati e per cui sarebbe impossibile per noi reperire i documenti, o almeno, vedendo ciò che segue, vogliamo confidare in questo motivo.
Nel 2025 tutto è molto più piatto, non si smuove quasi niente, se non l’annuncio di una nuova variante, redatta dall’ingegnere Giuseppe Rosario Borrata con una motivazione che potremmo definire presente ma assente: “per
sopravvenute circostanze, impreviste ed imprevedibili“.
Ma ora arriviamo al succo vero e proprio: Il 2026 è l’anno in cui la seconda variante prende vita, ma di cui non ne sappiamo le generalità. Se siete caduti anche voi su questa spannung, vale a dire la crescente tensione accumulata in questa fase di narrativa, improvvisamente distrutta, potete capire la nostra reazione al momento della lettura del documento. Come abbiamo scritta nella premessa, non uno straccio di dettaglio o cifra, tanto meno un’informazione su questa procedura che rimane aleggiante nel mistero, dato che, come specificato esplicitamente dallo stesso ingegnere responsabile Francesco Pirozzi in merito al quadro economico: “pur non allegati alla presente, ne fanno parte integrante e rimangono agli atti dell’Area 3 Ambiente e Territorio“.
Tradotto dal legalese burocratico significa che al singolo e comune cittadino che vuole documentarsi su questo documento, la visione è concessa (forse) dopo una prima domanda di accesso agli atti al settore competente, con termine di 30 giorni a carico dell’Ufficio Tecnico per la risposta, e poi con la successiva presentazione dell’atto richiesto in tempi non specificati e che, tendenzialmente, finirebbero nel perdersi in attese bibliche.
Siamo tenuti a specificare, ribadendo quanto detto in apertura, che, oltre alla legge sulla trasparenza che ormai è la nostra compagna di mille avventure in ogni commento di un atto amministrativo e che puntualmente non viene rispettata, viene apertamente specificato nel d.lgs. 33/2013 che le varianti in corso d’opera devono essere reperibili sui siti dell’amministrazione trasparente e/o albi pretori, se non per i dettagli tecnici, la cui divulgazione viene giudicata facoltativa, ma è richiesta l’obbligatoria pubblicazione dei dettagli economici, quindi del Quadro Economico rimodulato a seguito di questa fase.
Per essere puntigliosi vi riproponiamo il provvedimento generale, poi, per chi è più curioso e volenteroso, può andare a leggere gli ordinamenti specifici, oltre che quello citato poche righe più sopra proprio in merito alle varianti: “Il principio di trasparenza nel D.Lgs. 36/2023 è disciplinato in particolare dagli artt. 20, 27, 35 e 36, che prevedono la pubblicazione degli atti nella BDNCP e il diritto di accesso digitale agli atti di gara.“
Inutile dire che non vi è indicata neanche una percentuale, come altre volte ci è capitato di incontrare in altri comuni che non avevano esplicitato la cifra della variante ma che si erano quantomeno degnate di darci un dato su cui poter lavorare per risalire ai numeri in questione. Capiamo bene che non si tratta di un incremento economico ma una rimodulazione, eppure uno strafalcione del genere in un comune come quello di Castel Volturno che di chiacchiere addosso ne ha già abbastanza per varie vicende, non fa altro che alimentare, oltre che una narrativa preesistente, la curiosità e il giudizio negativo di chi guarda da fuori.
