Esplosione davanti a una cornetteria di CASAPESENNA inaugurata poche ore prima e tentata estorsione: arresti domiciliari per un 26enne

4 Aprile 2026 - 16:23

Cossentino è inoltre accusato di aver tentato di estorcere 2.000 euro ai titolari di un caseificio locale, i fratelli Zara

CASAPESENNA – Non è stato convalidato il fermo, ma restano gravi indizi di colpevolezza: il giudice per le indagini preliminari ha disposto gli arresti domiciliari per Alessandro Cossentino, 26 anni, ritenuto coinvolto in un attentato dinamitardo e in un tentativo di estorsione ai danni di imprenditori locali.

Il provvedimento è stato firmato dal gip Stefania Amodeo del tribunale di Aversa al termine dell’udienza di oggi, 4 aprile. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il giovane sarebbe implicato nell’esplosione avvenuta nella notte del 14 marzo davanti alla cornetteria “Incornettami”, inaugurata poche ore prima. L’ordigno, collocato all’ingresso del locale, causò ingenti danni.

Le indagini dei carabinieri, supportate da immagini di videosorveglianza, hanno permesso di seguire il percorso dell’autore dell’attentato, ripreso mentre si allontanava in bicicletta elettrica verso una zona vicina all’abitazione dell’indagato. Ulteriori elementi a suo carico derivano da testimonianze e comportamenti successivi all’esplosione, tra cui la richiesta di informazioni sulle telecamere della zona.

Cossentino è inoltre accusato di aver tentato di estorcere 2.000 euro ai titolari di un caseificio locale, i fratelli Zara. Secondo le loro dichiarazioni, il giovane avrebbe avanzato la richiesta accompagnandola da minacce velate, facendo riferimento a possibili “scherzetti”, espressione interpretata come un chiaro richiamo agli attentati esplosivi avvenuti nei giorni precedenti.

Il giudice ha riconosciuto la gravità degli indizi e il rischio di reiterazione dei reati, evidenziando anche il contesto territoriale caratterizzato da una forte presenza della criminalità organizzata e modalità operative tipiche mafiose. Tuttavia, non è stato ravvisato il pericolo di fuga, motivo per cui il fermo non è stato convalidato.

Al posto della custodia in carcere, è stata quindi applicata la misura degli arresti domiciliari presso l’abitazione della madre a Villa Literno, con il divieto di comunicare con persone esterne al nucleo familiare.