Fico e il calzino bucato: tra minimalismo francescano e l’ipotesi di un nuovo “Bonus Rammendo 110%”

26 Marzo 2026 - 15:54

Il Governatore immortalato al bar con lo spiffero d’ordinanza, fa venire in mente per contrasto la “performance” sprecona del Movimento

CASERTA / NAPOLI / CAMPANIA / COMUNI CASERTANI (Elio Zanni) – C’è chi dice sia un richiamo al “minimalismo francescano” e chi un omaggio involontario al bilancio della Regione Campania. Ma la foto scattata stamattina, 26 marzo 2026, in un bar del centro a Napoli, lascia veramente spazio a mille interpretazioni: il Presidente, Roberto Fico, immortalato con un buco nel calzino.

E allora diciamoci la verità, vedere il governatore – l’uomo che dovrebbe guidare la locomotiva del Sud – mostrare il tallone come un naufrago della moda, fa sorridere solo chi non ha pagato il conto delle prime politiche del suo partito finto non partito, indicato come Movimento. Quel buco è la perfetta sintesi visiva di un’era di cui accusiamo ancora lo strascico: quella delle mani bucate. Il calzino è un’altra cosa e spero ci consentirete di cucirvi su una critica politica con un pò di sana ironia.

Per anni ci hanno spiegato che il rigore del cosiddetto “outfit” era un vecchio feticcio polveroso distante dall’intelligenza, dal saper fare e dal saper dire: uno vale uno. Per anni, ci hanno regalato la stagione dei bonus a pioggia, dove ogni falla del sistema veniva coperta con una pezza peggiore del buco. Povero Fico, quante cose ci ricordano quel buco nel calzino.

Avete presente il Bonus Facciate? Milioni spesi per pitturare l’esterno delle case di chi i soldi li aveva anche per ricostruirsele da zero, mentre i cittadini comuni continuano a vivere in edifici sicuramente bisognevoli di ristrutturazione, magari antisismiche; sicuramente antisismiche. Ricordate i banchi a rotelle? Un monumento allo spreco che oggi giace nei magazzini, proprio come quel calzino di Fico meriterebbe di giacere nel cestino della carta straccia o per lo meno di un rammendo, in clima di austerity, con i carburanti alle stelle.

E allora, con tutto il rispetto per la persona,Fico al bar rappresenta l’illusione di una politica lontana dai partiti che piccando di essere “vicina al popolo”, a forza di voler sembrare umile, finisce per sembrare solo trascurata. Forse ci fa parlare il rammarico della delusione. Che ne dite? Si, ma poi è anche vero: la trascuratezza non è una virtù quando gestisci i soldi degli altri. La politica dei 5 Stelle è stata esattamente questo: denaro pubblico distribuito a pioggia come fosse una risorsa infinita, una sorta di calza della Befana che non si svuota mai.

Peccato che, alla fine, la calza si sia logorata, lasciando noi – i contribuenti – a piedi nudi sui vetri rotti del debito pubblico e nell’armadio qualche calzino bucato. Non è questione di eleganza, ma di decoro istituzionale. Non vogliamo apparire troppo e inutilmente cattivi, proprio con Fico che ci dicono accolga tutti e tutti sta a sentire, comitati, movimenti e associazioni ambientaliste. Ma quanti di voi penseranno, malignamente, che chi non è capace di gestire il proprio guardaroba, con quale autorevolezza pretende di gestire i fondi del Pnrr o la sanità campana?

Così, mentre Fico sorseggia il suo caffè, la Campania e in particolare Napoli e l’Alto casertano guardano quel tallone e vedono il proprio futuro: delle realtà locali deprivate dei servizi essenziali e avviate alla dissoluzione, lo chiamano “accompagnamento alla morte”. Realtà che corrono verso il domani su un monopattino rotto, con le tasche vuote i piedi di argilla. Fico dal buco nel calzino, segno involontario di umiltà e parsimonia, da redento degli sprechi, aiutaci tu.

In attesa che venga istituito un Bonus Rammendo 110% (con cessione del credito dal calzolaio) abbiamo un po’ scherzato (e un po’ no) sul calzino di Fico. Ma credeteci, certe cose, nel bene e nel male, non si scordano mai. E a distanza di tempo suscitano persino un sorriso; amaro. Come in chi ipotizza che il buco sia stato causato dai troppi chilometri percorsi in monopattino; un altro grande lascito della stagione della transizione ecologica a due ruote.