Fratelli di CASERTA condannati per aver picchiato il medico ed ex consigliere comunale in ospedale. Parte (piano) il processo in Appello

31 Maggio 2026 - 09:30

CASERTA – La Corte d’Appello di Napoli ha rinviato al febbraio 2027 l’udienza relativa al processo contro Emanuele e Gennaro Coppola, i due fratelli di Caserta condannati in primo grado per aver aggredito un infermiere e un medico al pronto soccorso dell’ospedale Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta. Il rinvio è stato disposto per consentire di reperire le nuove residenze dei coimputati. I fatti risalgono all’agosto del 2020.

Secondo la ricostruzione accusatoria, i due fratelli, difesi dal legale Alfonso Iovino, si erano recati al pronto soccorso dopo che uno di loro era rimasto ferito in un incidente stradale. Mentre si trovavano in sala d’attesa, avevano iniziato a inveire contro un medico, l’ex consigliere comunale Domenico Natale, e un infermiere che stavano attraversando l’area più critica per prestare cure a un paziente positivo al Covid. Il medico era riuscito a rientrare nell’area chiusa del triage, mentre l’infermiere era stato fermato e aggredito. Dopo un iniziale tentativo di riappacificazione, l’operatore sanitario era stato colpito con pugni e schiaffi.

Anche il fratello dolorante, seduto su una sedia a rotelle, si era alzato e aveva partecipato al pestaggio. L’infermiere era stato ricoverato con una prognosi di cinque giorni. La perizia del consulente della procura, il dottor Omero Pinto, ha confermato un abbassamento delle funzionalità uditive direttamente collegato all’aggressione.

Il giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Giovanni Caparco, ha condannato in primo grado due fratelli, che avevano scelto il rito abbreviato. Emanuele Coppola è stato condannato a tre anni e otto mesi di reclusione. Gennaro Coppola ha ricevuto una pena di quattro anni e quattro mesi. Il giudice ha inoltre riconosciuto una provvisionale di diecimila euro alla parte civile, rappresentata dall’infermiere aggredito e difesa dall’avvocato Rosa Piscitelli e dal collega Gennaro Masiello.