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GUARDA IL VIDEO. AGGUATO DEI CATANESI SULLA VARIANTE. Centinaia di tifosi in strada senza biglietto e i precedenti tra spari e armi che potevano essere l’allarme

2 Ottobre 2023 - 15:22

Può esserci stata una sottovalutazione del rischio? Pochi mesi fa i siciliani erano stati bloccati per il match ad Aversa, questa volta, invece, il prefetto non ha adottato provvedimenti. Le liti e le aggressioni del 2015 e del 2017, ma c’è anche una nota della prefettura di Catania del 2019

CASERTA (l.v.r.) – Sarà interessante capire, analizzare se le misure organizzative del Ministero dell’Interno, emesse dall’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive, per quanto riguarda la partita tra Casertana e Catania disputatasi ieri, siano state adeguate rispetto alla delicatezza del match (leggi qui il documento ufficiale).

Il Ministero aveva suggerito l’adozione di tre misure specifiche: la vendita di tagliandi per i residenti nella provincia di Catania esclusivamente per il settore ospite, un impiego di un adeguato numero di steward e il rafforzamento dei servizi di controllo.

È presumibile che la Prefettura di Caserta e la Questura abbiano rispettato quanto segnalato dall’osservatorio Nazionale sulle manifestazioni sportive, ma è possibile che sia stata sottovalutata la situazione dall’Osservatorio ministeriale?

Ce lo domandiamo, visto che all’esterno dello stadio Pinto ieri pomeriggio una folta compagine di tifosi del Catania senza tagliando erano lì, in strada, pronti a manifestare il loro dissenso contro le regole relative alla cosiddetta tessera del tifoso,

carta obbligatoria per l’acquisto dei biglietti.

Ci chiediamo, quindi, se gli agenti messi a disposizione per il controllo della tifoseria isolana siano stati in numero sufficiente per coprire sia il gruppo del tifo organizzato all’interno, sia quello all’esterno dello stadio.

I dubbi sulla bontà delle misure prese dall’Osservatorio nazionale si legano, poi, a quanto successo proprio a Caserta otto anni fa.

Prima del match valido per il campionato 2015/2016, all’esterno dello stadio le due tifoserie entrarono in contatto.

L’episodio più grave si verificò prima della partita, quando alcuni agenti della Digos della Questura, nei pressi dello stadio Pinto di Caserta, furono accerchiati da oltre dieci tifosi del Catania; uno dei poliziotti fu costretto a sparare un colpo di pistola in aria per disperdere il gruppo.

Dopo il match furono denunciati sei tifosi casertani e sequestrate 18 barre di ferro e 5 tubi di plastica, mentre il questore di Caserta dell’epoca emesse nove daspo a carico di tre tifosi del Catania e sei della Casertana, per le violenze avvenute.

Per tre supporter siciliani, poi, partì anche la denuncia alla magistratura per resistenza, violenza e minacce a pubblico ufficiale. Tra i destinatari del provvedimento, che disponeva anche l’obbligo di presentarsi alla Questura di Catania all’inizio del primo e alla fine del secondo tempo di ogni gara, figurava uno dei capi degli ultras catanesi, per il quale il Daspo è durato 7 anni, quindi fino al 2022.

Nel 2019, addirittura, si arrivò alla partita da disputare a porte chiuse allo stadio Massimino, dopo la decisione presa dal prefetto di Catania in considerazione dell’impossibilità della squadra etnea di mettere in piedi un servizio di steward adeguato e per la animosità tra le due tifoserie. Come riportava la Gazzetta Dello Sport, citando la nota del prefetto, veniva segnalato che “esiste un’acerrima rivalità, sfociata anche di recente in azioni violente“.

C’è da aggiungere anche un dettaglio importante, a nostro avviso. Nell’aprile scorso il prefetto di Caserta Giuseppe castaldo aveva vietato la trasferta ai tifosi del Catania per il match del campionato di Serie D contro il Real Aversa. La decisione è maturata proprio per prevenire pericoli relativi alla sicurezza pubblica. In quell’occasione, ci fu il blocco della vendita dei tagliandi fino alle valutazioni espresse dal Comitato di Analisi per la Sicurezza delle Manifestazioni Sportive che, presumibilmente, adottò un livello di attenzione alta per il match, portando alla decisione di Castaldo di bloccare i tifosi catanesi.

Adesso, quindi, abbiamo un buon contesto per formulare alcune domande riguardo a quanto deciso e quanto poi è successo intorno al match di ieri.

La prima domanda da porsi, a nostro avviso, riguarda il controllo di quei minivan che hanno bloccato la Variante, utilizzati come dei veri e propri posti di blocco dai tifosi catanesi per aggredire qualsiasi macchina di passaggio in zona.

In queste ore è emerso come i tifosi siculi fuori dallo stadio Pinto, circa 150, hanno tentato di entrare nel settore ospiti senza biglietto, nonostante non avessero la tessere di fidelizzazione necessaria all’acquisto dei tagliandi. Questo gruppo è stato bloccato dalla polizia e scortato fuori provincia, proprio per evitare vendette rispetto al mancato ingresso. Ma allora chi sono i tifosi che si sono contraddistinti per l’agguato?

È possibile che le forze dell’ordine, proprio per portare via questo gruppo di facinorosi, siano rimaste in inferiorità rispetto al numero necessario di agenti per coprire la manifestazione, lasciando quindi uno spazio aperto per il gruppo che poi ha bloccato la Variante, colpendo le auto di tutti i passanti?

Dati i precedenti, tra sassaiole, rissa e addirittura colpi di pistola, vista la “acerrima rivalità” come scriveva solo quattro anni fa il prefetto di Catania, è possibile che sia stato fatto un errore di valutazione rispetto alla pericolosità dell’arrivo dei tifosi catanesi a Caserta? La scelta di non vietare l’arrivo dei supporters etnei a Caserta è legata soltanto dal presumibile diverso livello di attenzione segnalata dall’Osservatorio? Per questo il prefetto di Caserta ha ritenuto, nonostante la scelta inversa compiuta solo 5 mesi fa, di non vietare la trasferta agli ultras catanesi?

A nostro avviso, per quel che vale, è probabile che questo match dovesse essere segnalato con un allerta maggiore rispetto a quella prescritta dall’Osservatorio nazionale per le manifestazioni sportive.

IL DOCUMENTO DELL’OSSERVATORIO E A SEGUIRE IL VIDEO DEI TIFOSI DEL CATANIA