I NOMI E LE FOTO. Colpi di pistola per terrorizzare l’ex fidanzata: condannato il fratello del boss e gli amici

22 Maggio 2026 - 13:01

Le indagini, condotte dai carabinieri del Reparto Territoriale di Mondragone, sono partite dopo l’episodio verificatosi nella notte del 19 marzo scorso, quando da un’auto in corsa furono sparati cinque colpi contro l’abitazione dove si trovava la donna. Condanna anche per altri tre

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FALCIANO DEL MASSICO – Dieci anni e otto mesi di reclusione complessivi per i responsabili di una “stesa” avvenuta nella notte del 19 marzo 2025 contro l’abitazione di una donna in via degli Eucalipti, a Falciano del Massico. È la sentenza emessa dal gup Marzia Pellegrino al termine del rito abbreviato nei confronti di quattro imputati accusati, a vario titolo, di detenzione e porto abusivo di arma da fuoco in luogo pubblico e minaccia aggravata.


Condannati Luigi Fragnoli, 50 anni, già condannato per mafia e fratello del boss Giacomo Fragnoli, e Carlo D’Annolfo, 48enne di Mondragone, a 3 anni e 4 mesi di reclusione ciascuno. Due anni di carcere, invece, per Angelo D’Annolfo, 20 anni, residente a Falciano del Massico e figlio di Carlo, e per Vincenzo Pio Carro, 20enne di Quarto.
Il giudice ha inoltre disposto la decadenza della misura cautelare dell’obbligo di dimora nei comuni di residenza, precedentemente applicata dal sostituto procuratore Anna Ida Capone.
Secondo quanto ricostruito dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, Fragnoli e gli altri imputati avrebbero esploso cinque colpi di pistola in aria con le modalità tipiche della cosiddetta stesa, intimidazione armata finalizzata a lanciare un messaggio minaccioso.


Le indagini, condotte dai carabinieri del Reparto Territoriale di Mondragone, sono partite dopo l’episodio verificatosi nella notte del 19 marzo scorso, quando da un’auto in corsa furono sparati cinque colpi contro l’abitazione dove si trovava l’ex fidanzata di Fragnoli.
Gli investigatori hanno accertato che la donna, dopo aver interrotto la relazione con il 50enne, sarebbe stata più volte pedinata e minacciata. “O sei mia o di nessun altro”, le avrebbe detto Fragnoli in almeno un’occasione, secondo quanto emerso dagli atti dell’inchiesta.


La vicenda aveva destato forte allarme nella comunità di Falciano del Massico, soprattutto per le modalità dell’azione intimidatoria, riconducibili alle dinamiche criminali delle cosiddette “stese”, fenomeno spesso associato alla criminalità organizzata del territorio.