IL FOCUS (L’ENNESIMO) SUL CONSORZIO DI BONIFICA: Camillo Mastracchio, tra qualche mese, diventerà Dg. Giusto per uno che ha riempito di quattrini le tasche di Claudio Schiavone e dei D’Aniello

9 Marzo 2021 - 12:46

PROSSIMA PUNTATA: Mastracchio e Campania…Bonifici. Noi, nonostante l’impunità di fatto di cui godono questi qua, non ci fermeremo mai. Per cui da oggi e nel corso dell’intera settimana scriveremo altri 3 o 4 articoli su queste ennesimo ente del disonore e dello spreco di pubblico danaro

 

 

CASERTA – Il gioco degli acronimi ha creato il mito nel calcio sin dai tempi del grande Milan degli svedesi, GRE-NO-LI.

Poi, tornando agli affetti più cari arrivò la MA-GI-CA, che dette al Napoli soddisfazioni mai avute in passato e che mai avrebbe avuto in futuro.

Noi a Caserta abbiamo la MA-MA, che sta per Mastracchio e Maisto.

Non

è un caso la citazione prioritaria di Camillo Mastracchio rispetto a quella di Carlo Maisto (che a pensarci bene fa anche…CA-CA).

Camillo Mastracchio conta ancora oggi dieci volte in più di quanto conti Carlo Maisto nelle cose, sempre lucrosissime, del Consorzio di Bonifica del Basso Volturno, ragione sociale rimasta invariata nonostante l’incorporazione dell’omologo Consorzio di Bonifica dell’Area Aurunca, altro carrozzone su cui molto abbiamo scritto dai tempi della buonanima di Angelo Barretta in poi.

Siccome

tra sei mesi, quando l’attuale neo-direttore generale Costagliola andrà in pensione, il nome più gettonato sarà proprio quello di Mastracchio, non possiamo, noi di Casertace, non attrezzare un adeguato comitato di accoglienza durante i mesi che ci avvicineranno al “D-Day”.

Lavoreremo soprattutto di revival e più di una cover comporremo con gli articoli, i tantissimi articoli, dedicati a suo tempo agli appalti stra-milionari aggiudicati dall’Ufficio Tecnico in cui da una vita signoreggia Mastracchio a certe imprese ad alto contenuto criminogeno, a partire da quelle riferibili a Claudio Schiavone, che in carcere c’è stato già un pezzo ed è considerato uno degli imprenditori vicini al clan dei Casalesi.

Magari poi proseguiremo con altri affidamenti, anche in questo caso milionari, finiti nell’appannaggio della famiglia D’Aniello di Casapesenna. Questo solo per cominciare e verrebbe da dire menomale che abbiamo la possibilità di recuperare, dal nostro archivio, cose che dall’Albo del Consorzio di Bonifica sono sparite da un pezzo.

Ad agosto prossimo scade la terza proroga garantitagli dalla politica, dalla Regione Campania.

Abbiamo scritto la terza, ma in realtà abbiamo perso il conto di quante siano le proroghe, forse addirittura quattro, attribuite da De Luca su pressione, a quel tempo, di Stefano Graziano, che oggi speriamo sia pacificato nel rapporto con il Maisto, avendo tratto da questo una gratificazione morale o di altro genere, visto e considerato che alle ultime Regionali non ha preso manco 100 voti di preferenza a Frignano, comune di residenza di colui che si definì, in una video-intervista da noi più volte pubblicata, “la mano lunga della Regione Campania”.

Dunque, la mano lunga e non la lunga mano. Una cosa che evoca la molestia sessuale più che la caratteristica di essere uno in grado di garantire, nell’ombra, il perseguimento e il soddisfacimento di certi interessi.

Però, questo Carlo Maisto è meno fesso di quanto appare. Non disse di essere solo la mano lunga di De Luca o di Graziano, bensì della Regione.

Per cui, come si suol dire, fu lungimirante e la lungimiranza, se non è necessariamente una sovrastruttura dell’intelligenza, lo è sicuramente di quella scaltrezza che viene definita abilità sociale, e che qui invece è una categoria degenerata tracimata nella capacità di molti di vivere e di farlo alla grande attraverso le rendite parassitarie della politica.

Ma la politica non ti mette mai in un posto per filantropia, a costo zero.

Devi avere delle attitudini. Avendo dichiarato, a suo tempo, in quella intervista da noi improvvidamente sbertucciata per anni, che lui è un soldato a disposizione della Regione, oggi, accantonato Graziano che vede sfumare giorno per giorno tutti i suoi clientes più esigenti (CLICCA QUI PER LEGGERE IL CASO DI GERARDINA MARTINO NEO ASSESSORE COMUNALE DI CASERTA) è pronto a metter a disposizione quella sua attitudine, quella sua esperienza, quella che è la funzionalità alle necessità stabilmente lottizzatorie e clientelari della politica, dei vecchi e nuovi padroni del vapore.

Il problema di Maisto è uno solo: se i sempre famelici e pimpanti Gennaro Oliviero e Giovanni Zannini più il meno pimpante ma ugualmente famelico Nicola Caputo hanno contratto il debito di una promessa elettorale fatta a qualcuno, allora Maisto avrà difficoltà a farsi dare una quinta proroga che, per giunta, sarebbe in contrasto con la legge regionale 4 del 2003.

Oggi, Maisto mette sul piatto quello che vorremmo definire il suo know how, il suo avviamento, la sua pratica ormai datata di autentica formazione al male maturata all’ombra dei vari professori Mastracchio e dell’immarcescibile Alfonso De Nardo.

Quest’ultimo nominato commissario ai tempi di Bassolino e che per Maisto è diventato una sorta di modello, perché male che vada un bel posticino da 100/150mila euro all’anno uscirebbe, dentro a quell’altro vaso di pandora di ogni nefandezza che risponde al nome di Campania Bonifiche, vero rifugium peccatorum, vero ammortizzatore sociale, di reduci e combattenti del Pd, l’assunzione dell’ex segretario provinciale Raffaele Vitale e l’incarico dato all’attuale segretario provinciale Emidio Cimmino docent.

Uscirebbe qualora il suo nome non fosse il punto di equilibrio raggiunto dalla trimurti Oliviero-Zannini-Caputo. Per il momento non inseriamo l’altro consigliere regionale Enzo Santangelo, pur essendosi “munito”, nel suo staff, di mister Clemente Di Rosa che Del Consorzio è dipendente.

Della serie: se in questo territorio ci sai fare con quella abilità sociale, naturalmente in variante casertana, ti fai una posizione. Guadagni, se ti va male, 3-4mila euro al mese senza fare nulla o quasi.

Beninteso, oggi poniamo l’esempio di Maisto, ma la pratica è largamente diffusa e attraversa longitudinalmente e orizzontalmente gli schieramenti politici, che per quanto riguarda l’aspetto ideologico sono diventati, da noi più che altrove, solo uno stinto simulacro.