IL FOCUS MARCIANISE. Casa abusiva di Velardi, ora basta giochetti tra “scamazzi” di Star Trek, protezioni e dilazioni inaccettabili. Il dirigente Piccolo alzi la testa, viva almeno un giorno da leone e decida

14 Maggio 2022 - 19:22

Con pieno vigore, ricominciamo ad occuparci di una vicenda bruttissima. Lo facciamo con il nostro stile, con attenzione analitica, incamminando le nostre tesi lungo un percorso logico, rispetto al quale gli atteggiamenti di molte istituzioni rappresentano un’abdicazione del ruolo dello Stato e di chi lo rappresenta indossando una fascia o una divisa

 

 

MARCIANISE (g.g.) Mai come in questo momento serietà chiama serietà. La delicatezza della questione in discussione esige risposte proporzionate. Per cui, oggi, diversamente dal passato, prossimo o più remoto, occorre, almeno per quel che ci riguarda e che riguarda, dunque, il racconto delle vicende politico-amministrative di Marcianise, rimanere ai fatti.

Ciò perché più confusione si fa e meno la gente capisce. Per cui, eliminiamo ogni tossina che lega la nostra narrazione a pur fondate, in quanto documentatissime, valutazioni arcigne, caustiche su come il sindaco Antonello Velardi amministri la città di Marcianise e facciamo valere, come si diceva in questa circostanza delicatissima, solamente i fatti, le carte, difendendo la loro identità di evidenze inoppugnabili, oggettive, in quanto risultanza di procedimenti amministrativi regolati dalla legge, dunque, non da Casertace, non da Velardi, non dai cugini Rossano.

Non

considerate, quindi, ripetitiva, ridondante la nostra scelta di far partire anche questo articolo dall’espressione letterale dell’ordinanza che, in nome e per conto di tutti i cittadini di Marcianise e per effetto dei poteri che al tempo esercitava per diritto e di diritto, l’architetto Anacleto Fuschetti ha pubblicato con la data del 12 novembre 2021.

L’ORDINANZA DI FUSCHETTI E IL REATO PRESCRITTO Scriveva, dunque, l’allora dirigente dell’Ufficio tecnico in merito alla questione dell’aliquota abusiva della casa del sindaco Antonello Velardi, che, badate bene, se non è più questione di diritto penale, è solo perché, essendo i termini giudiziari partiti nel 2011, anno in cui, presumibilmente, sarebbe avvenuta la consumazione del reato indagato, con fascicolo di indagine 2020, è intervenuta la prescrizione, che non è certo una sentenza di assoluzione, bensì di non luogo a procedere, registrabile e dichiarabile sia durante un dibattimento processuale, sia durante una fase di conclusione di un’indagine preliminare.

“(…. di demolire, ovvero rimuovere, entro 90 giorni dalla data di notifica del provvedimento le opere al sottotetto del fabbricato in Marcianise, al viale Kennedy 73, in catasto al foglio 11, particella 123, subalterno 7, realizzate in totale difformità a quanto autorizzato con concessione edilizia n. 7069/2004, progetto di ristrutturazione del sottotetto di copertura con solaio  in c.a  (che sta per cemento armato, aggungiamo noi), e di rendere l’edificio conforme alle prescrizioni degli strumenti urbanistico-edilizi, riconducendo il sottotetto a locale-deposito, privo di servizi igienici e con altezza massima, misurata tra la quota pavimento e l’intradosso nel solaio di copertura nel punto di colmo, di  2.50 m ed con altezza minima, misurata tra la quota pavimento e l’intradosso nel solaio di copertura nel punto più basso, di 2,00 m, con l’avvertimento che decorso il termine prefissato per la demolizione, la presente ordinanza sarà eseguita d’ufficio a spese dei responsabili dell’abuso”. 

LA COMUNICAZIONE DI OTTEMPERANZA FIRMATA VELARDI Il sindaco Antonello Velardi, insieme ai suoi due tecnici di fiducia, gli architetti Pietro Bernardo e Roberto Rossano, cugino diretto del super assessore ai Lavori pubblici e all’Urbanistica, nonchè vicesindaco, Tommaso Rossano, con una solerzia sicuramente lodevole, degna di apprezzamento, dato che erano trascorsi 31 giorni e non 90 dall’ordinanza di Fuschetti, presentavano una “comunicazione di ottemperanza” all’ordinanza n. 176  del 12/11/2021. In verità, la data è completamente sbagliata, in quanto nel documento è scritto che la sua ordinanza, Fuschetti, che, perlatro, è dovuto (come tutti i suoi predecessori) scappare a gambe levate, nei mesi  immediatamente successivi alla firma di questo atto, dovrebbe ancora redigerlo, stando alla data che campeggia nel documento protocollato da Velardi, visto e considerato che la data indicata è quella del 12/12/2022. In questa comunicazione di ottemperanza, ripetiamo, del 13 dicembre 2021, che Antonello Velardi chiude in calce con la sua firma autografa e giuridicamente formale, scrive: “Il sottoscritto Antonello Velardi, nato a Casagiove il 16/10/1962 e residente a Marcianise viale Kennedy 101, ex 73 (abbiamo scritto l’indirizzo privato perché la questione, al contrario, stra-pubblica è incardinata proprio dentro a questo indirizzo), in qualità di proprietario comunica che sono stati effettuati tutti gli interventi richiesti ed indicati nella suddetta ordinanza, riconducendo il sottotetto a locale deposito privo di servizi igienici e con altezza netta massima tra la quota di pavimento e l’intradosso del solaio di copertura pari a mt 2,50 al colmo (il punto più alto, aggiungiamo noi) e mt 2,00 nel punto più basso. Si comunica inoltre che i lavori sono stati eseguiti dalla ditta GE.CO.VA, società cooperativa con sede in Marcianise alla via Bergamo n.8. I lavori sono stati eseguiti sotto la sorveglianza dell’arch. Pietro Bernardo all’uopo incaricato; che per la realizzazione dei lavori non sono stati prodotti rifiuti e che i sanitari dei servizi igienici sono stati accantonati dalla proprietà in altra sede. Si resta in attesa di vostro sollecito sopralluogo, con preghiera di comunicare fin d’ora data e ora dello stesso. Si allega Durc impresa esecutrice; relazione del tecnico; documentazione fotografica. Marcianise, lì 13 dicembre 2021″.

Questi due atti ufficiali, l’ordinanza firmata dal dirigente e pubblico ufficiale Anacleto Fuschetti e la comunicazione, firmata da Antonello Velardi, di ottemperanza di questa ordinanza, sono le uniche due questioni in discussione. Il resto è chiacchierologia, attivata ad arte da chi ha interesse a deviare l’attenzione dai fatti che vanno affrontati e valutati, a nostro avviso, non per come li legge o li può leggere la sensibillità personale di ognuno, partendo da noi, ma facendo precedere un eventuale approdo a questo stadio valutativo da un’intransigente analisi letterale di atti redatti da un pubblico ufficiale e da un cittadino che è anche sindaco del luogo in cui l’abuso edilizio, che è anche il reato prescritto, è stato, almeno in via presuntiva, consumato e che, da cittadino, chiamato in causa da un pubblico ufficiale per un abuso edilizio commesso, riversa nel procedimento dichiarazioni, le quali devono essere autentiche e soprattutto devono essere completamente vere. Perché, il cittadino che ha compiuto l’abuso (questo vale per Velardi e per chiunque altro), nel momento in cui non manifesta dichiarazioni del tutto o totalmente sincere, può essere incriminato per falso, reato che, tra l’altro, il sindaco Velardi, stavolta come sindaco e non come cittadino, conosce bene, dal momento che è stato rinviato a giudizio, insieme all’ex segretario comunale Onofrio Tartaglione, per la nota vicenda delle false attestazioni, che, in quota parte, rappresentano anche tutte le altre, tutte quelle  che in tre anni hanno fatto uscire dalle casse del Comune più di 200mila euro, avviati verso i conti correnti de Il Mattino, da cui Velardi, poi, è stato licenziato.

Questo non vuol dire assolutamente che il sindaco abbia dichiarato il falso nella documentazione del 13 dicembre, con la quale, ripetiamo, ha attestato che tutte le prescrizioni dell’ordinanza firmata da Fuschetti sono state rispettate, cioè ottemperate.

IL SOPRALLUOGO SOLLECITATO E IMPEDITO ALL’UFFICIALE DEI VIGILI URBANI Ma Velardi scrive anche un’altra cosa. Scrive “di essere in attesa di vostro sollecito soprallugo a verifica, con preghiera di comunicare fin d’ora data e ora dello stesso”.

Lo vedete che da un po’ di tempo, pure il sottoscritto ha cominciato a percepire, esistono delle consonanze, alcune identità di vedute tra Velardi e Casertace? D’altronde, può anche capitare, dato che non c’è una struttura logica di tipo ostativo la quale impedisce pregiudizialmente che ciò accada, visto e considerato che, almeno per noi, le dispute sono sempre di tipo concettuale e mai di tipo personale, al di là delle valutazioni che formuliamo sempre a conclusione di lunghi e faticosi ragionamenti.

Insomma, noi, allora, ritenendo che se la moglie di Cesare ecc.ecc., e dunque, ritenendo pure che il sindado di una città o di un paese debba, non solo essere, ma anche dimostrarsi specchiatissimo e al di sopra di ogni sospetto, chiedevamo all’Ufficio tecnico e al reggente di allora, come di oggi, Angelo Piccolo, di provvedere immediatamente ad un formale sopralluogo con l’ausilio dei vigili urbani, in modo da garantire a quel formale accesso e alla verifica di ottemperanza, i crismi di una garanzia che solo componenti della polizia giudiziaria potevano assicurare. Velardi, ripetiamo, almeno per quanto ha scritto nella sua dichiarazione, si mostrava più realista del re, chiedendo un immediato sopralluogo.

ALTRO CHE LIVORE, FILIPPO LASCO E’ AMICO DI VELARDI E allora, qui dobbiamo smentire quella che è apparsa fino a quei giorni di dicembre, una evidenza che, al contrario, era solo una vulgata: non è vero che l’ufficiale dei vigili urbani di Marcianise, Filippo Lasco, fosse allora e sia oggi persona livorosa nei confonti del primo cittadino. Filippo Lasco, infatti, non ha fatto altro che dar riscontro al desiderio del cittadino Antonello Velardi, alla sua accorata mozione di trasparenza. Per questo motivo e non per altro, allora, è andato all’Ufficio tecnico e ha detto all’ingegnere Angelo Piccolo di dar subito esecuzione al sopralluogo, perché ciò era auspicato dallo stesso Antonello Velardi.

E allora, cosa ci sta dentro, dietro o fuori a quella calda esortazione che, impropriamente, in una stanza del commissariato di Marcianse, in una serata di dicembre, è stata trasmessa all’ufficiale di polizia giudiziaria Filippo Lasco, affinché non realizzasse quel sopralluogo? Sicuramente, siccome stiamo scrivendo di servitori dello Stato di prim’ordine, ci sarà un perché e, per dirla alla Riccardo Cocciante, ci piacerebbe scoprirlo… da mesi, a limite, perché no, anche stasera,  dall’allora neo dirigente del commissariato, vicequestore Valerio Consoli, e  da Guglielmina Foglia, comandante dei vigili urbani, superiore in grado di Filippo Lasco. Sicuramente ci sarà un perché. Un perché che non certamente non riguarda però eventuali “questioni di opportunità”, bensì una urgenza ineludibile, da evitare a tutti i costi, pena la commissione, da parte di Lasco, di un reato o di una grave irregolarità professionale, visto e considerato che, in questa storia, a proposito della “questione di opportunità”, l’unica, vera “cosa opportuna” da fare sarebbe stata quella di effettuare il sopralluogo il 14 dicembre, cioè il giorno della registrazione protocollare della dichiarazione di ottemperanza. Perché è giusto farlo con ogni cittadino, ed è giusto, conseguentemente, farlo con il cittadino Antonello Velardi, per il quale, però, è, anzi, opportuno farlo subito, scavallando ogni numero di protocollo, perché si dà il caso che quel cittadino fa anche il sindaco. Poi, saremmo andati a vedere se il cittadino Antonello Velardi avrebbe presentato una denuncia, un ricorso ravvisando nell’accelerazione peraltro da lui formalmente richiesta, della sua pratica, una notizia di reato. Nel caso in cui l’avesse fatto, anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, avrebbe avuto il diritto-dovere di intervenire, chiedendo al prefetto di Caserta di spiegare ad Antonello Velardi il senso dell’importanza di mettere insieme il diritto con la credibilità delle istituzioni.

LA SPIEGAZIONE CHE NON ARRIVA, METTENDO IN CATTIVA LUCE LE ISTITUZIONI Noi siamo da mesi in attesa di avere una spiegazione. Perché, fino a prova contraria, qui non c’è Putin, ma c’è una democrazia, seppur sgangherata, seppur scombiccherata, ma comunque una democrazia che, in quanto tale, sottopone ogni cittadino, a partire dall’appena citato presidente della Repubblica fino ad arrivare all’ultima ruota del carro, al primato assoluto e indiscutibile della legge. Chiediamo da mesi una spiegazione alla comandante Guglielmina Foglia, ma risposte non ne arrivano.

IL SOLAIO, L’ABBATTIMENTO E LO SCAMAZZO DI VASTELLO, DETTO STAR TREK E veniamo alla questione meramente tecnica. L’architetto Fuschetti ordina, dunque, “di demolire, ovvero rimuovere, le opere al sottotetto del fabbricato, riducendo il sottotetto a locale-deposito” e stabilendo misure di 2,50 metri tra il pavimento e il punto di colmo, cioè il punto più alto dell’intradosso del solaio di copertura, e di 2 metri tra lo stesso pavimento e il punto più basso.

Quando, nella prima parte di questo articolo, abbiamo voluto precisare l’apparentemente ovvia declinazione delle iniziali c.a., non l’abbiamo fatto casualmente, ma l’abbiamo fatto causalmente. Quel solaio che, necessariamente, doveva essere manipolato per far rientrare la struttura dalla difformità è in c.a., cioè in cemento armato. Ora, se Fuschetti dice che occorre “demolire ovvero rimuovere”, questa attività riguarda sicuramente, per quello che Fuschetti continua a scrivere nella sua ordinanza, la struttura in cemento armato, che non è certo fatto con la plastilina del das.

E allora, qui non ci resta altro da fare se non complimentarci con il signor Pietro Vastello, titolare della cooperativa Ge.Co.Va. e autore dei lavori. Se, infatti, come scrive Velardi nella sua dichiarazione di ottemperanza, “non sono stati prodotti rifiuti”, allora qui la vicenda diventa una cosa tipo Star Trek, tipo l’astronave che, operando in un iperfuturo in cui l’uomo potrà viaggiare nel tempo, avendo capito come manipolare la curvatura, riesce a superare, dunque, i 300mila metri al secondo, velocità della luce, che secondo quel dilettante allo sbaraglio di Albert Einstein sarebbe un limite non superabile per legge fisica e astronomica. L’equipaggio del capitano James Kirk utilizza il teletrasporto. Ricordate? Umani o anche oggetti venivano messi su delle piccole postazioni, si smaterializzavano e scomparivano, per rimaterializzarsi e ricomparire in un pianeta, in una stella o in una luna circumnavigata dall’astronave.

E allora, non c’è dubbio: Pietro Vastello dovrà essere insignito del premio nobel per la Fisica. Perché se, come ha scritto Velardi, già il 13 dicembre c’era stata piena ottemperanza dell’ordinanza di Fuschetti e, dunque, erano state demolite, rimosse, strutture, parti in cemento armato che, ripetiamo, non è il das, senza che questa attività producesse un grammo del proverbiale “scamazzo”, allora Vastello è riuscito ad avverare il sogno di Star Trek, il sogno della scomposizione molecolare e  quindi del teletrasporto.

I BRUTTI PENSIERI, LA DEMOCRAZIA E IL DOVERE CHE NON E’ UN OPTIONAL Beh, tutte queste ipotesi, tutti questi dubbi sarebbero stati spazzati via se chi di dovere, e cioè l’ingegnere Angelo Piccolo e il comandante dei vigili urbani, la rinormalizzatissima Guglielmina Foglia, avessero fatto il loro dovere, valutando anche la ragione della credibilità, la ragione di iper opportunità della credibilità delle istituzioni, compiendo un formale accesso, un formale sopralluogo di riscontro alla dichiarazione di ottemperanza, così come giustamente voleva fare, ma gli è stato, in pratica, impedito, l’ufficiale di polizia giudiziaria Filippo Lasco.

Punto. Il resto, come si diceva, sono chiacchiere. Quello che Fuschetti scrive, anzi ordina, non può essere ottemperato senza produrre residui di scarto di lavorazione edilizia. Quelle misure non possono essere rideterminate con l’uso del cartongesso e materiale simile. Occorre demolire, senza se e senza ma. Nel momento in cui uno dichiara ufficialmente e formalmente, assumendosene ogni responsabilità giuridica, che nessun residuo di lavorazione edile è stato prodotto, vuol dire semplicemente, a nostro avviso, che questa ottemperanza è quantomeno dubbia.

Quindi, lo possiamo dire o no, a conclusione, a coronamento logico di questo ragionamento, che è dubbia, oppure a Marcianise è arrivato Putin e non si può neppure  discutere, neppure avanzare dubbi, perplessità, esprimere critiche dense di motivazioni, discutibili finché si vuole, ma comunque motivazioni, di un fatto così delicato?

L’ENNESIMO APPELLO AL SINDACO VELARDI L’invito costruttivo che formuliamo al sindaco Velardi è quello di non seguire i consigli dei suoi tecnici, di chiedere scusa e di arrivare ad una letterale ottemperanza dell’ordinanza firmata da Anacleto Fuschetti. Basta giochetti. E’ ancora in tempo. Poi, si sa, qui da noi, il più delle volte, queste cose finiscono in cavalleria. Ma state certi che fino a quando avremo un briciolo di forza noi, se questa storia non dovesse essere chiarita fino in fondo, fino al midollo partendo da quello che era lo status quo di quel locale nel giorno esatto, cioè il 13 dicembre, della presentazione della dichiarazione di ottemperanza, di articoli del genere ne scriveremo altri 200 e altri ancora, a tempo indeterminato.