IL NOME E LA FOTO. Spaccio nelle piazza: torna a casa 24enne arrestato

13 Gennaio 2026 - 10:57

SAN FELICE A CANCELLO – Dopo quasi un mese di permanenza in carcere, Dario Castaldo ha potuto fare ritorno a casa. Il ritardo nell’installazione del braccialetto elettronico, necessario per l’esecuzione della misura cautelare alternativa, aveva infatti bloccato fino ad ora la sua uscita dalla casa circondariale. Il dispositivo è stato attivato solo nelle ultime ore, consentendo al giovane, 24 anni, residente in via Fosse, di lasciare il carcere e raggiungere la propria abitazione a San Felice a Cancello.

Castaldo è tra le persone coinvolte nella vasta inchiesta antidroga (clicca e leggi) che nei mesi scorsi ha interessato l’area della Valle di Suessola, indagine nella quale risulta coinvolto anche suo fratello Bruno. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli, Fabio Provvisier, aveva già disposto lo scorso 16 dicembre 2025 la sostituzione della custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari con controllo elettronico, ma l’assenza materiale del braccialetto aveva reso impossibile l’immediata applicazione del provvedimento.

La decisione del GIP è arrivata in seguito all’istanza presentata dagli avvocati difensori di Castaldo, i quali avevano chiesto una misura meno restrittiva. Nel motivare l’ordinanza, il giudice ha riconosciuto la consistenza degli indizi relativi all’ipotesi di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, ma ha, contemporaneamente, sottolineato come le esigenze cautelari risultino oggi attenuate. A incidere sulla valutazione sono stati il periodo di detenzione già trascorso, la mancanza di un ruolo di vertice nell’organizzazione contestata e la non attualità delle condotte oggetto dell’indagine.

Con l’applicazione dei domiciliari con sorveglianza elettronica, Castaldo dovrà restare all’interno della propria abitazione e non potrà avere contatti non autorizzati né allontanarsi senza il permesso dell’autorità giudiziaria. Il controllo tramite dispositivo è stato ritenuto sufficiente a scongiurare il rischio di nuovi reati o interferenze con l’esterno.

Il procedimento rientra nell’operazione antidroga che, nello scorso ottobre, aveva portato all’esecuzione di dieci misure cautelari e alla disarticolazione di due presunte piazze di spaccio attive tra via Fosse e la frazione Talanico.