IL NOME. Firma le dimissioni e muore davanti all’ospedale. Vittima un turista casertano

28 Giugno 2026 - 15:18

La Procura ha aperto un’inchiesta per chiarire le circostanze che hanno determinato il decesso dell’uomo ed eventuali responsabilità

TEVEROLA (f.b.)E’ morto domenica scorsa mentre era in vacanza da solo a Cascia, la città di Santa Rita. Ma una brutta caduta si è rivelata fatale per Ciro Schiavone, 88enne residente a Teverola.

Al pronto soccorso della cittadina umbra, l’uomo aveva lamentato, oltre al dolore alla testa dovuto al trauma riportato, anche un dolore al torace. Per questo motivo il personale sanitario aveva deciso di trasferire l’88enne all’ospedale San Giovanni Bosco di Foligno, dove è stato trasportato in elisoccorso.

Dopo un breve passaggio nell’Unità di Terapia Intensiva Cardiologica del presidio ospedaliero, l’anziano avrebbe manifestato la volontà di essere dimesso. Inutili i tentativi del personale sanitario di farlo desistere da questa scelta. L’uomo ha così firmato le dimissioni e, poco dopo aver lasciato l’ospedale, è stato colpito da un malore che si è rivelato purtroppo fatale.

La Procura di Spoleto ha nel frattempo aperto un fascicolo, iscrivendo nel registro degli indagati il medico che ha ratificato le dimissioni di Schiavone. Un atto necessario per consentire al professionista di partecipare a eventuali accertamenti irripetibili, come l’autopsia o una perizia, affinché possa esercitare il proprio diritto di difesa come previsto dalla legge.

Sulla salma dell’88enne, sequestrata su disposizione della Procura, l’esame autoptico sarebbe stato eseguito nella giornata di venerdì. Al momento non si hanno ancora informazioni sul rilascio della salma e che consenta ai familiari di celebrare i funerali.

Ciro Schiavone lascia la moglie e tre figli, con i quali era rimasto in contatto fino al momento delle dimissioni. Questi ultimi avrebbero percepito il loro congiunto come “poco lucido”. Il legale della famiglia Schiavone, nel frattempo, ha evidenziato: “Nessuno dall’ospedale ha avvisato la famiglia”.