IL NOME. Imprenditore casertano condannato. La vendita della società a moglie e nipote non salva dalla confisca

9 Gennaio 2026 - 16:25

CASERTA – La Prima Sezione della Corte di Cassazione, presieduta dal giudice Giuseppe Santalucia, ha respinto il ricorso presentato dalla Gruppo Immobiliare LG Srl contro l’ordinanza del Giudice dell’esecuzione del Tribunale di Napoli Nord, che aveva confermato la confisca di alcuni immobili originariamente di proprietà di Biagio Rullo. Quest’ultimo era stato condannato per il reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.

La vicenda giudiziaria ha origine dalla vendita degli immobili da parte di Rullo alla società Gruppo Immobiliare LG, costituita dalla moglie Carmela Liguori e dalla nipote Anna Rullo. Secondo l’accusa, si sarebbe trattato di una cessione fittizia, finalizzata a mantenere il controllo dei beni nonostante i debiti fiscali e il fallimento.

La società aveva opposto resistenza sostenendo la propria buona fede, avendo anche versato 100.000 euro alla massa fallimentare in seguito a una transazione, con l’obiettivo di chiudere la controversia. Tuttavia, i giudici di merito e ora la Cassazione hanno ritenuto che l’acquisto fosse in realtà un “circuito chiuso”, volto a consentire a Rullo di mantenere la disponibilità degli immobili ed eludere gli obblighi tributari.

Nelle motivazioni, i supremi giudici hanno evidenziato come non sia stata dimostrata l’effettiva autonomia dell’operazione, ravvisando invece tutti gli indicatori di una simulazione. Pertanto, il ricorso è stato dichiarato infondato e la confisca resta confermata. La sentenza della Cassazione chiude quindi una lunga vertenza, affermando il principio secondo cui non è possibile, attraverso passaggi formali tra società collegate, sottrarsi alle conseguenze patrimoniali di reati fiscali.