Il pezzamificio del cuore dell’ambasciatore del clan Zagaria-Capaldo. Ci scrive l’ex assessore Federico: “A Mondragone leggi rispettate”. CasertaCE: “Ok, ma perché a Lombardi dice ‘sto lavorando per te’?”

21 Aprile 2026 - 13:36

Egr. Direttore, dopo aver letto l’ultimo lancio della testata on line CasertaCe del 10 Aprile 2026 – 15:59, mi corre l’obbligo di evidenziare come, in maniera inappropriata e calunniosa, nel titolo “ESCLUSIVA. CHE GUAIO A CASERTA! Appalto per gli abiti usati a una delle ditte collegate a Franco Lombardi, favorito da Zannini, *dal suo fido Antonio Federico e “ambasciatore” del clan Zagaria-Capaldo”(riportando anche una fotografia del sottoscritto accostata a quelle di Franco Lombardi, Giovanni Zannini e tale Antonella Scolamiero), venga indotto il lettore a considerare il sottoscritto “suo fido (di Zannini) e ambasciatore del clan Zagaria – Capaldo”.

Con il presente scritto, pertanto, Le chiedo di procedere a rettifica del richiamato “titolo” in ragione della reale ricostituzione dei fatti, tanto sotto  il profilo della  “lettura politica” quanto sotto quello della correttezza dell’agire amministrativo (rilevandolo anche lei dalla lettura dell’ordinanza de qua).

Sotto il primo profilo perché l’incarico di assessore all’ambiente presso il Comune di Mondragone veniva a me attribuito “in quota” Io Amo Mondragone, lista civica con la quale partecipai alle elezioni amministrative del 2017, nella coalizione definita “Patto Civico” (lista che riportava l’elezione del consigliere comunale Teresa Pagliaro) dopo essermi “allontanato” politicamente dal gruppo Zannini dopo le dimissioni da consiglieri comunali (io ero uno dei tre Consiglieri in quota Proposta Democratica) nel lontano 2011 (Sindaco Cennami) e, perché soprattutto, specialmente nel periodo dell’agosto 2019, con Giovanni Zannini i rapporti erano limitati solo a quelli di carattere istituzionale (lui era consigliere regionale e il “regista” politico del “patto civico”) e per lo più improntati sempre ad una contrapposizione netta dello stesso all’agire dell’assessorato (e leggendo tra le righe dell’ordinanza – essendone Lei maestro – tale circostanza emerge limpidamente). Elementi e considerazioni di tutt’altro segno emergono dalla mia piccola storia politico- amministrativa da poterle consentire di definirmi “fido di” o “fedelissimo di” Giovanni Zannini (e meno che mai ambasciatore del clan Zagaria-Capaldo!)

Quanto poi alla famosa questione amministrativa, come ben si rileva dallo stralcio dell’ordinanza del Gip da Lei richiamato, il ruolo mio viene preso in considerazione unicamente perché, su invito di Zannini, ho avuto contatti whatsapp con tale Franco Lombardi (che si presentava come titolare di un pezzamificio) e al quale, adoperandomi affinché l’ufficio tecnico comunale avviasse una manifestazione d’interesse per la ricerca di operatori interessati al ritiro di indumenti usati sul territorio di mondragone, comunicai di persona che la manifestazione d’interesse era stata pubblicata affinché si attivasse anche l’impresa del Lombardi (va precisato che il comune di Mondragone non godeva di un tale  servizio dal 2014).

D’altronde, in un Comune come quello di Mondragone, in un assessorato come quello all’ambiente, assurgere alla cronaca per aver fatto rispettare il procedimento amministrativo e per aver dato indicazioni esecutive affinché venisse affidato dall’ufficio tecnico un servizio per il quale il Comune incassava quasi 20.000 euro all’anno per due anni andrebbe ascritto a merito.

In estrema sintesi, non volendo abusare del Suo prezioso tempo, La invito a rettificare il titolo dell’articolo sopraindicato, avendo cura di eliminare il riferimento *dal suo fido Antonio Federico e “ambasciatore” del clan Zagaria-Capaldo”* e, nel corpo dell’articolo, laddove si legge che “il Lombardi, in contatto con il consigliere regionale Giovanni Zannini e con l’assessore all’ambiente di Mondragone, Antonio Federico, avrebbe pilotato la procedura per favorire la pezzamificio, cosa già avvenuta per ISVEC” di emendare tale frase con lo stralcio di cui a pag 541 dell’ordinanza in cui il Gip scrive ”discorso diverso deve essere fatto, invece, con riferimento all’affidamento del servizio di raccolta degli  abiti usati, rispetto al quale c’è stata la pubblicazione di una manifestazione di interesse … ci si trova difronte ad un atto discrezionale della pubblica amministrazione e come tale non rilevante sotto il profilo della violazione dell’art. 323 cp e … sotto quello dell’art 355 cp”(come da foto che sia allega)

Confidando in un Suo celere accoglimento della richiesta poiché, in difetto, sarò costretto a domandare tutela nelle sedi opportune, porgo distinti saluti.

Avv. Antonio Federico

LA REPLICA DI CASERTACE

Gentile avvocato Federico,

ringraziandola per la sua nota e scusandoci per il ritardo sulla pubblicazione della stessa, le diciamo che, a nostro modesto avviso, sarebbe preferibile leggere l’intero articolo e non solo “il lancio”, perché in questo modo sarebbe più facile capire di cosa tratta l’articolo stesso.

È chiaro, sempre a nostro avviso, che il riferimento all’ambasciatore è dedicato a Franco Lombardi, accusato dalla DDA di Napoli di avere un ruolo importante nelle attività economiche di Filippo Capaldo, capo dell’ala economica del clan Zagaria, ovvero la fazione dello zio Capaldo, il boss Michele Zagaria, che aveva grande stima nei confronti del nipote.

Però, se lei pensa che ci sia un possibile errore, un possibile fraintendimento, cercheremo il modo migliore di strutturare il titolo.

Venendo al fatto che la riteniamo “fido” di Zannini, onestamente quella sua contrapposizione netta non l’abbiamo vista, accettando di buon grado di attivarsi, su richiesta del consigliere regionale, sospeso dalla carica e con il divieto di dimora in Campania e regioni limitrofe, per i motivi che tutti sanno.

Veniamo alla famosa questione amministrativa. Lei ci allega uno stralcio dell’ordinanza che specifica come sia stata rispettata “la disciplina richiesta”. Noi, come giornale, tecnicamente, a causa del decreto Costa, non possiamo fare la stessa cosa, ma qui faremo un’eccezione, inevitabile dopo questa sua rispettosa ma, secondo noi, non precisissima missiva.

Il riferimento al rispetto della legge che lei fa è lapalissiano. Se lei avesse letto l’articolo, avrebbe scoperto che noi non scriviamo mai che è indagato, ma analizziamo cosa lei avrebbe fatto, il suo comportamento, almeno secondo quanto scritto nell’ordinanza del Gip Provvisier del tribunale di Napoli, su richiesta della DDA di Napoli.

Secondo il giudice, tornando alla procedura amministrativa, il suo comune ha preferito ricorrere alla richiesta di manifestazione di interesse, individuato al solo scopo di “ammantare la procedura di trasparenza, occultando invece l’accordo era stato già raggiunto a monte“. Non un reato, ma sicuramente non una bella cosa.

Come non è un reato, ma di certo non regala un’immagine di una persona, ovvero lei, che tiene cura della cosa pubblica, del suo ruolo di assessore comunale, quanto emerge il 6 settembre 2019, quando al termine di una conversazione con Giovanni Zannini e Franco Lombardi, lei, ex assessore Federico, viene intercettato dai carabinieri dire la seguente frase al Lombardi: “Sto lavorando per te, per quella cosa famosa“, aggiungendo che la procedura sarebbe stata fatta: “generica, pubblicandola sull’albo“, trovando la piena approvazione del Lombardi.

Assessore Federico, allora, lei in quei giorni di settembre del 2019, rispetto alla procedura sugli abiti usati, stava lavorando in qualità di assessore, componente della giunta di Mondragone, per la migliore opzione economica e qualitativa possibile per i suoi cittadini, oppure, come lei stesso affermava, per Franco Lombardi? Perché non avrà commesso reati e non è indagato, questo è indubbio, ma sicuramente, carte alla mano, non ci fa una bella figura.