IL VIDEO. Quando Marilena Natale litigava con Carmine Zagaria in strada per la profumeria finita oggi sotto indagine della Dda. Quella domanda fatta a Colombiano rimasta senza risposta

2 Aprile 2026 - 20:06

Ritornano di attualità queste immagini nel testa a testa fra la collega e il fratello del super boss “stanato” dai locali della profumeria aperta al centro di Giugliano, all’angolo di Piazza Matteotti, dopo quella inaugurata a San Marcellino e quella costretta alla chiusura all’interno dell’Auchan

CASAPESENNA (g.g.) Chi segue con assiduità la collega Marilena Natale nelle sue consuete incursioni social, attraverso i video e le dirette erogate dal suo profilo, ricorda sicuramente uno di questi servizi speciali, vere e proprie testimonianze di ottimo giornalismo, con le quali la Natale racconta e mostra cose che nessun altro giornalista, operante in Campania, è in grado di mostrare e ha il coraggio di mostrare.

Il tempo è galantuomo e oggi, questo video e queste foto, che ritraggono la Natale impegnata in un’accesa discussione con Carmine Zagaria, fratello del super boss Michele Zagaria, sono ritornati di strettissima attualità.

Aveva intuito, la collega, che gli investimenti degli Zagaria nel settore delle profumerie di gran pregio nascondessero qualcosa di losco. Tutto nasceva, aggiungiamo noi, dalla scelta che la famiglia Zagaria aveva compiuto di trasferirsi fisicamente, residenzialmente, da Casapesenna a San Marcellino.

È lì che apre la prima profumeria Les Parfumes “Le Essenze”. Corre l’anno 2021. Marilena Natale, molto correttamente, interpella il sindaco Anacleto Colombiano chiedendogli conto e spiegazione su chi, all’interno dell’ufficio tecnico, nella ripartizione dell’urbanistica, avesse dato il via libera alla SCIA per l’apertura di quel negozio intestato a Gesualda Zagaria, sorella di Michele Zagaria e anche lei coinvolta in attività della DDA che l’hanno costretta in passato a sopportare le ristrettezze degli arresti in carcere.

Anacleto Colombiano, con la sua consueta freddezza, prese tempo e disse alla collega Natale, che aveva incontrato sotto al ponte presso l’uscita di Aversa Nord, lungo la strada provinciale 335 Ponti della Valle, che si sarebbe informato e poi le avrebbe riferito.

Da quel giorno, la Natale ha cercato di contattare Anacleto Colombiano quattro, cinque, forse sei volte, non riuscendo mai a parlare più con lui di questa vicenda.

Indomita, la collega, avendo saputo dell’apertura di un elegante punto vendita della stessa profumeria della famiglia Zagaria all’interno del centro commerciale Auchan di Giugliano, vi si reca e crea un bel po’ di panico. Al riguardo ci sono fotografie di un Carmine Zagaria che all’interno della profumeria cerca di defilarsi. La Natale va a parlare con i rappresentanti in loco di Auchan e le viene riferito che l’autorizzazione per l’apertura del punto vendita “Les Parfumes” era stata firmata direttamente a Milano, cioè presso la sede di Auchan Italia. Questo a dimostrazione, aggiungiamo noi, delle grandi entrature che la fazione più attrezzata dal punto di vista economico, dal punto di vista dello spessore imprenditoriale e delle relazioni con mondi industriali e bancari di primo livello, vale a dire quella degli Zagaria, fosse in grado di arrivare dovunque o quasi.

Quella incursione della Natale, però, non rimane senza conseguenze. Auchan capisce che c’è un giornalista che pubblica notizie che alla multinazionale francese della distribuzione del commercio al dettaglio possono nuocere sul piano dell’immagine. Fatto sta che il punto vendita chiude, ma non abbandona il comune di Giugliano. E qui arriviamo alla scena che vi mostriamo attraverso la riproposizione del video in cui si vede la Natale “abbordata” con una certa veemenza da Carmine Zagaria.

Gli chiesi conto – ricorda la collega – **della provenienza dei soldi grazie ai quali lui e la sua famiglia avevano realizzato quell’investimento molto costoso. Ma soprattutto, prima di avvicinarmi all’ingresso, sono stata diverse ore ad osservare il movimento dall’esterno all’interno dell’esercizio. Trascorso questo lasso di tempo molto ampio, ho organizzato l’acquisto di un profumo importante. È entrata una persona sconosciuta agli Zagaria, ha acquistato l’essenza pagandola una cifra ragguardevole. A questa persona è stato consegnato uno scontrino che recava, oltre al prezzo del prodotto acquistato, anche il numero progressivo dell’operazione giornaliera. Mi ricordo una cifra addirittura superiore a 300.

Ma io e chi mi accompagnava avevamo contato due, tre persone al massimo entrare nella profumeria durante tutte le ore in cui l’avevamo presidiata. Per cui chiesi anche a Carmine Zagaria, che molto si innervosì, perché risultassero 300 trattazioni quando in realtà ce n’erano state poche, probabilmente meno di dieci. E lì Carmine Zagaria si agitò, lanciandomi delle accuse pesanti, dicendo che ero diventata la rovina della sua famiglia. Io gli ricordai che suo fratello era stato latitante 12 anni, lui mi corresse. Mi disse che gli anni di latitanza erano stati 16.”

La Natale ha letto l’ordinanza, e ne è soddisfatta: “Il mio è un lavoro rischioso, me ne rendo conto. Però poi quando oggi vedo che la questione della profumeria di Zagaria diventa importante oggetto dell’attività giudiziaria della DDA, penso che questo lavoro non sia stato sprecato.”

Fin qui, la Natale, che ci ha messo a pensare soprattutto per quelle 300 transazioni quotidiane registrate sullo scontrino della profumeria. Non si può dire con certezza, però questa cifra, quantomeno, evoca una parola ed una sola: riciclaggio.