IMPRENDITORE STALKERA IL SINDACO. Le accuse della procura, l’appalto vinto da 280 MILA EURO e la “guerra” con il comune un mese prima dell’arresto

28 Aprile 2026 - 09:20

La vicenda è connessa temporalmente all’arresto, ordinato dalla procura di Cassino, competente per territorio, del giovane imprenditore mignanese, poi scarcerato nelle scorse ore. Un appalto “tolto” alla GMC a due mesi dal blitz della Finanza. Se non ha influito, quantomeno ha acuito il rapporto tra Romanelli e Meccarelli

PRESENZANO – In attesa di conoscere le precise accuse, presenti nel capo di imputazione che vede come protagonista l’imprenditore 34enne di Mignano Monte Lungo, ovvero Mirko Romanelli, arrestato il 19 aprile e recentemente scarcerato, ma comunque indagato per pressioni intimidatorie e persecutorie nei confronti di Andrea Meccarelli, primo cittadino di Presenzano, c’è una storia che tra il piccolo comune casertano e il titolare della GMC Lavori è ben più antica e che forse ci può aiutare a capire il contesto dietro questa storia.

L’APPALTO VINTO DA ROMANELLI

Tutto ha inizio con un progetto finanziato dal Piano di Sviluppo e Coesione (ovvero i fondi europei che poi vengono gestiti, nella loro distribuzione, dalla regione Campania) per un importo complessivo di 420 mila euro. Il comune di Presenzano, guidato dal sindaco Andrea Maccarelli dal 2013, decide di utilizzare quei fondi per la riqualificazione, la messa in sicurezza e l’ammodernamento della viabilità comunale in via Vadopiano.

Viene bandita una gara, che si conclude con l’aggiudicazione alla GMC Lavori S.r.l. L’aggiudicazione risale al dicembre 2023 e il contratto viene formalmente stipulato nell’agosto del 2024. L’impresa aveva offerto un ribasso del 3,99 per cento sui soli lavori, 282 mila euro, sull’importo dei lavori e una riduzione dei tempi di esecuzione, portando la durata prevista a 120 giorni.

MA LE COSE NON VANNO BENISSIMO

I lavori vengono consegnati, affidati letteralmente, all’impresa il 3 giugno 2024, con la previsione di ultimare l’intervento entro l’inizio di ottobre dello stesso anno. Ma già nel settembre del 2024 la situazione si complica. I lavori vengono sospesi su richiesta di Romanelli e dei suoi tecnici che fanno sapere al comune che c’è la necessità di redigere una perizia di variante, una modifica del progetto che porta ad una lievitazione dei costi. Quando il cantiere riprende, secondo quanto scrivono dall’Area Tecnica del comune, emergono difformità tra quanto realizzato e quanto era stato previsto nel progetto. Alcune lavorazioni vengono eseguite senza la preventiva autorizzazione e al comune sollevano preoccupazioni soprattutto per la sicurezza del cavalcavia ferroviario e della pavimentazione stradale.

C’E’ LA VARIANTE, MA NON VA

Il direttore dei lavori incaricato dal comune documenta le irregolarità in un provvedimento del luglio 2025. Per regolarizzare le opere realizzate in modo difforme, viene predisposta una perizia di variante, poi approvata dalla giunta comunale nel novembre del 2025. La variante prevede un aumento contenuto dei costi, pari a circa quattromila euro, che non viene accettata dalla GMC, ritenuta evidentemente insufficiente. Il comune risponde dichiarando inammissibili quelle riserve con una determina del dicembre del 2025.

E SI ROMPONO LE GIARRETELLE. ROMANELLI VUOLE 625 MILA EURO

Nonostante la variante fosse stata approvata, l’impresa non riprende i lavori, ritenendo la modifica approvata incapace di coprire le spese emerse. Il direttore dei lavori incaricato dal comune emana diversi ordini di servizio tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, intimando la ripresa delle attività e la consegna dell’opera ultimata, ma gli operai di Romanelli non scendono in cantiere. Viene quindi redatto un verbale che attesta come il ritardo sia imputabile esclusivamente all’impresa. Sulla base di questi accertamenti, il 2 febbraio 2026 il responsabile dell’area tecnica del Comune di Presenzano risolve il contratto per grave inadempimento. Ma non solo. Alla GMC Lavori è addebitata una penale di oltre ottomila euro e disposto l’incameramento della cauzione, ovvero quella somma che le società mettono in freezer nel momento in cui partecipano alla gara e che il comune può utilizzare in casi simili. Il comune avvia inoltre le procedure per affidare il completamento dei lavori alle imprese che si erano classificate subito dopo la GMC Lavori nella graduatoria della gara originaria.

Il 25 febbraio 2026, a meno di due mesi dall’arresto di Romanelli, l’avvocato Pasquale Di Fruscio, in nome e per conto della GMC Lavori, notifica al comune di Presenzano un atto di citazione dinanzi al tribunale civile di Cassino, fuori regione, ma competente per territorio, che ha fissato la prima udienza per il 22 settembre 2026. La società chiede al giudice, previa disapplicazione degli atti comunali ritenuti illegittimi, di dichiarare la risoluzione del contratto e di condannare l’ente al risarcimento dei danni per oltre 632mila euro. Infine, la giunta comunale di Presenzano, riunita il 24 marzo 2026, ha autorizzato Maccarelli a costituirsi in giudizio per difendere le ragioni dell’ente, affidando la difesa all’avvocato Alberto Corrado. Ultimo atto di questa particolare storia a 25 giorni dal blitz che porterà agli arresti domiciliari Mirko Romanelli, scarcerato una settimana dopo.

LA PROCURA PARLA DI UN APPALTO DA 2.5 MILIONI, MA NON SOLO

E’ possibile che esista una connessione tra la vicenda di cronaca nera che vede coinvolti, come persona offesa e indagato, il sindaco Meccarelli e l’imprenditore Romanelli, e la vicenda dell’appalto risolto dal comune, con successiva maxi richiesta risarcitoria della GMC?

Sì, è possibile, ma al momento non possiamo darlo per certo. Allora, il comunicato della Guardia di Finanza, relativo all’arresto di Romanelli fa esplicito riferimento a pressioni estorsive finalizzate a condizionare l’aggiudicazione di un appalto pubblico dal valore di oltre 2 milioni e mezzo di euro. Ma leggendo la nota stampa emerge anche la richiesta di un “pagamento indebito di 40mila euro per lavori mai eseguiti“.

E’ tutt’altro che impossibile che questa richiesta di Romanelli andava a connettersi con lo stop dei lavori dell’appalto di via Vadopiano. Possibile che l’imprenditore abbia chiesto il pagamento del restante delle fatture per il cantiere per cui si è arrivato allo scontro in tribunale? Sì, possibile, verosimile, non certo.

Sicuramente, questa vicenda della risoluzione contrattuale ha acuito il rapporto tra Meccarelli e Romanelli. Anche perché, analizzando la linea temporale dei fatti, Maccarelli aveva già formalmente denunciato le intimidazioni subite nei mesi precedenti e, quindi, la risoluzione del contratto in essere potrebbe aver rappresentato un ulteriore elemento di frizione, se non addirittura l’innesco di una fase più aggressiva delle presunte intimidazioni messe in atto da Romanelli.