Ipoteca sulla casa per debiti tributari: il TAR condanna Comune e SO.GE.R.T.
18 Maggio 2026 - 11:31
Dopo il silenzio sull’accesso agli atti, il TAR dà ragione alla contribuente: nominato anche un commissario ad acta in caso di ulteriore inerzia
CASTEL VOLTURNO – Una ipoteca legale iscritta su un immobile per presunti debiti tributari superiori ai 20mila euro, ma senza che la contribuente avesse mai ricevuto, secondo quanto sostenuto nel ricorso, le cartelle e gli atti alla base della pretesa economica. È la vicenda finita davanti al Tribunale Amministrativo Regionale della Campania, che ha accolto il ricorso presentato da una contribuente contro il Comune di Castel Volturno e la SO.GE.R.T. s.p.a., concessionaria della riscossione dei tributi.
La donna aveva ricevuto una comunicazione relativa all’iscrizione di ipoteca legale su un immobile di sua proprietà. Nell’atto si faceva riferimento a debiti tributari non saldati per oltre 20mila euro. A quel punto, tramite il proprio legale, aveva presentato un’istanza di accesso agli atti per ottenere copia di tutta la documentazione collegata alla pretesa creditoria.
Nel dettaglio, la contribuente aveva chiesto cartelle, ingiunzioni, solleciti di pagamento, messe in mora, atti interruttivi della prescrizione e soprattutto le prove delle eventuali notifiche. Documenti che, secondo la ricorrente, non sarebbero mai stati conosciuti o ricevuti.
Alla richiesta, però, né il Comune di Castel Volturno né la SO.GE.R.T. avrebbero dato riscontro entro i termini previsti dalla legge. Da qui il ricorso al TAR Campania.
I giudici amministrativi della VI sezione hanno ritenuto pienamente fondato il ricorso, sottolineando come sia “indiscutibile” il diritto della contribuente ad accedere agli atti per verificare la legittimità e la fondatezza delle somme richieste.
Con la sentenza, il TAR ha quindi ordinato al Comune di Castel Volturno e alla SO.GE.R.T., ciascuno per quanto di competenza, di esibire entro trenta giorni tutta la documentazione richiesta oppure di attestare formalmente l’eventuale inesistenza degli atti.
Non solo. In caso di ulteriore inerzia, il tribunale amministrativo ha già nominato quale commissario ad acta il Prefetto di Caserta, che potrà intervenire direttamente, anche tramite un funzionario delegato, per dare esecuzione alla decisione.
Comune e società di riscossione sono stati inoltre condannati in solido al pagamento delle spese processuali, quantificate in 1.500 euro oltre accessori di legge e rimborso del contributo unificato.
