La camorra della famiglia di Michele Zagaria aveva già definito la costruzione di un mega impianto dei rifiuti nell’area ex Siemens

31 Maggio 2026 - 13:44

La discussione e tutti i dettagli saltano fuori da un’intercettazione realizzata all’interno della nota gelateria Paletta D’Oro

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SANTA MARIA CAPUA VETERE(g.g.) Il destino dell’area industriale ex Siemens ha sempre suscitato discussioni e polemiche accese. Purtroppo non è consultabile tutto l’archivio CasertCe.net. Manca, mancano tutti gli articoli di 8 anni dal 2010 al 2018. Altrimenti si sarebbe potuto ben vedere quanto e come abbiamo scritto sugli obiettivi speculativi legati a questa area di proprietà di un napoletano, se non sbagliamo di cognome Esposito. Ovviamente tutto in difformità con gli strumenti urbanistici al tempo vigenti. Ora, scartabellando nei documenti dell’indagine sui rapporti tra la fazione Zagaria Capaldo del clan dei casalesi e i grandi affari legati ai rifiuti scopriamo che nel 2020 il referente principale degli Zagaria Capaldo ossia Alfonso Ottimo di San Marcellino considerava già definito l’affare per realizzare un impianto per il trattamento dei rifiuti proprio nell’area ex Siemens di Santa Maria Capua Vetere. Dai testi delle intercettazioni si evince che Alfonso Ottimo insieme al suo fedelissimo faccendiere sammaritano, Franco Lombardi, considerava cosa fatta l’accordo e addirittura si discuteva all’interno della Paletta D’Oro nota gelateria di via Consiglio D’Europa, di proprietà di imprenditori napoletani, si ragionava sulla scelta di utilizzare un mega capannone per lo stoccaggio dei mezzi dei rifiuti oppure un piazzale. A questa discussione partecipano anche Vincenzo Lombardi, papà di Franco Lombardi, quest’ultimo residente proprio nella zona dove insiste la Paletta d’Oro e Pietro Mangia anche lui imprenditore molto attivo nel settore dei rifiuti con un impianto che si trova nell’area industriale di Marcianise. Ottimo e Lombardi decidono di escludere dall’affare Ivano Balestriere cioè l’amministratore della Isvec e ragionano anche delle quote. Vincenzo Lomabrdi propone di dare il 50% a Pietro Mangia, il 33% ad Alfonso Ottimo e il 17% proprio a loro stessi.

Dopo qualche secondo Ottimo ci pensa su e chiede per quale motivo avessero pensato di dare a Mangia il 50%. E qui esce fuori un guizzo tipico dei faccendieri: siccome Mangia è debitore di molti soldi nei confronti di Ottimo e di Franco Lombardi questi afferma che con quel 50%, mangia avrebbe incassato di più e avrebbe dovuto contestualmente versare i soldi del proprio debito, quindi un 50% per modo di dire