La Cassazione dice no al permesso premio per il boss dei Casalesi

17 Aprile 2024 - 11:27

La decisione è stata presa a fine febbraio, le motivazioni sono state rese note la scorsa settimana

VILLA LITERNO – Permesso premio negato al boss Massimo Ucciero, 44enne, in carcere per omicidio.
Il magistrato di sorveglianza a cui Ucciero, attraverso il proprio legale, aveva chiesto il permesso ha
risposto picche alla richiesta di fargli lasciare momentaneamente la prigione.
In relazione all’assassinio di Raffaele Di Fraia, reato per cui il detenuto è stato condannato con sentenza passata in giudicato, non c’è stato accertamento integrale delle responsabilità perché vi sono dei correi non identificati che il condannato avrebbe potuto aiutare ad identificare, ed in relazione alla sua adesione al clan dei Casalesi, ha ripercorso il Tribunale di sorveglianza, risulta essere stato condannato per essersi associato anche con sodali pure non
identificati.
La difesa ha replicato a questa ricostruzione sostenendo che le motivazioni della sentenza di condanna fanno comprendere che per l’omicidio Di Fraia “non vi erano spazi per ulteriori accertamenti di responsabilità, mentre quanto alla associazione criminale di cui lo stesso ha fatto parte nulla avrebbe potuto ancora riferire sia perché detenuto dal 1998 quasi ininterrottamente, sia perché il gruppo criminale era stato oggetto delle dichiarazioni di tre
collaboratori che ne hanno delineato in modo esaustivo l’organigramma
”.
Una

tesi che la Cassazione ha ritenuto non valida perché “si tratta di reati (anche) di carattere associativo: sicché, prima di poter dire che sia divenuto impossibile o irrilevante individuare altri partecipi, occorre un accertamento completo dell’organigramma associativo, non agevole da raggiungere, in particolare per un’associazione criminale così strutturata come il clan dei Casalesi del quale ha fatto parte il ricorrente”.

La decisione è stata presa a fine febbraio, le motivazioni sono state rese note la scorsa settimana.