La DDA vuole una condanna a 4 anni per Biagio Francescone, titolare di una ditta in odore di camorra attiva nel cantiere Big Maxicinema-Caffè Toraldo

18 Novembre 2025 - 12:30

CASERTA – La Procura Distrettuale Antimafia di Napoli ha chiesto 4 anni e 8 mesi di reclusione per Biagio Francescone, imputato di estorsione in un procedimento riguardante la cosca Schiavone, un tempo guidata da Giovanni Della Corte, noto come “Cucchione”.

La richiesta di condanna è stata avanzata dinanzi al Tribunale di Aversa Napoli Nord nell’ambito di un’inchiesta dei Carabinieri di Caserta che ha già portato alla condanna in Appello di un altro imputato, Giuseppe Di Tella, detto “Mattone”, a 7 anni e 2 mesi per associazione mafiosa ed estorsione.

Secondo l’accusa, Francescone – amministratore unico della società Egizya, società che ha lavorato nel cantiere dei Toraldo del caffè sull’ex Big Maxicinema e per il nuovo deposito dei supermercati A Casa Mia a Caserta (CLICCA E LEGGI) – avrebbe svolto il ruolo di mediatore di Della Corte, facendosi tramite delle sue richieste estorsive verso alcuni imprenditori edili attivi nell’Agro aversano.

Per tale vicenda fu arrestato e scarcerato poco più di tre anni fa, quando gli fu contestata la citata funzione di mediatore per il versamento di tangenti estorsive al clan dei Casalesi – fazione Bidognetti – all’imprenditore Ferdinando Canciello.

Mentre Di Tella ha optato per il rito abbreviato, Francescone ha scelto il rito ordinario, per il quale è ora atteso il giudizio.