LA DOMENICA DI DON GALEONE…
19 Aprile 2026 - 06:36
19 aprile 2026 ✶ III Domenica di PASQUA (A)
La domenica “dei discepoli di Emmaus”

Gesù in cammino con i discepoli di Emmaus simboleggia la Chiesa delle origini in cammino verso la fede, e presenta gli elementi costitutivi della vita comunitaria, che possiamo individuare nella liturgia della parola e dell’eucaristia. Luca vuole insegnarci che l’incontro con Gesù non avviene più nelle sublimi teofanie, che servirebbero solo ad appagare il nostro desiderio di curiosità, ma nella Parola che lo Sconosciuto rivolge ai discepoli. Spiegando le Scritture, Gesù ci conduce alla comprensione che quanto è avvenuto (la croce e la morte) non è una catastrofe, ma la via necessaria per la salvezza.
Domenica scorsa abbiamo riflettuto sulla cena del Signore, come un incontro di uomini liberi, di volontari e non di precettati, riuniti per fare memoria del Signore risorto. Questa domenica riflettiamo su un altro aspetto necessario alla nostra eucaristia: lo spezzare il pane. Si tratta di una pagina famosa, grazie anche alla musica: penso alle tante versioni del canto “Resta con noi, Signore!”. Ci troviamo come davanti ad uno spartito in 5 atti: a) nella prima scena, due discepoli sono in cammino verso Emmaus, un paese a circa 12 km da Gerusalemme: sono il ritratto della loro crisi religiosa: “Noi speravamo che fosse Lui a liberare Israele!”; b) cammin facendo, i due si accorgono di essere in tre; chi è il terzo Viandante che ignora tutto quanto è accaduto a Gerusalemme? c) questo “terzo Uomo” lentamente si guadagna la fiducia dei due: “Rimani con noi!”. Vogliono ascoltarlo ancora; e poi, viene la notte, meglio essere in tre che in due; d) comprendono tutto, quando vedono Lui benedire e spezzare il pane; e) l’ultimo atto descrive il ritorno veloce a Gerusalemme, altri 12 km, per annunciare agli apostoli la bella notizia, il Vangelo: “Davvero il Signore è risorto!”.
Di questi discepoli soltanto di uno viene detto un nome, che è tutto un programma. Si chiama Clèopa, che è un’abbreviazione di Cleopatros, che significa “del padre illustre”. Ecco, questi discepoli sono infarciti di ambizione, di gloria, di successo, loro vogliono il messia trionfatore. Ma Gesù non è venuto a restaurare il defunto regno di Davide, ma ad inaugurare il regno di Dio. E visto che i discepoli non hanno compreso questo, Gesù per ben quaranta giorni li riunisce e parla loro di un’unica tematica: il Regno di Dio. Quando sono vicini al villaggio – il villaggio nei Vangeli è sempre simbolo di tradizione, di incomprensione, di ottusità – Gesù “fece come se dovesse andare più lontano”. Gesù va verso il nuovo e loro invece vanno verso il vecchio.
I due discepoli vanno a Emmaus, Gesù appare loro, ma essi non lo riconoscono subito; solo ad un certo punto si aprono i loro occhi. Gesù tiene con loro approfonditi discorsi di analisi biblica, di critica testuale … ma il riconoscimento avviene nella fede, in un atto squisitamente religioso, quello di “spezzare il pane”. Come dire che la ragione, “l’ésprit de géométrie”, può arrivare sino ad una certa altezza; i “praeambula fidei” sono appunto solo “praeambula”; occorre poi adorare, pregare, tacere, fare un salto nella fede! BUONA VITA!

