LA FOTO. Bambini vivono in una casa-discarica, tra cani e addirittura un pitone. MAMMA DENUNCIATA
23 Aprile 2026 - 11:23
MONDRAGONE – Cumuli di rifiuti ovunque, escrementi tra le stanze e decine di animali costretti a vivere in condizioni igienico-sanitarie gravissime. È quanto hanno trovato i Carabinieri nel pomeriggio di ieri, 22 aprile 2026, a Mondragone, nella località Pescopagano, durante un servizio di controllo nelle aree sensibili della cosiddetta “Terra dei Fuochi”.
Al termine degli accertamenti, una donna di 36 anni, residente in loco, è stata deferita in stato di libertà per violazioni in materia ambientale, in particolare per abbandono e gestione illecita di rifiuti. Secondo quanto riscontrato, la donna viveva insieme al marito e ai tre figli minori. L’intera abitazione e le aree esterne risultavano invase da rifiuti di vario genere e da escrementi di animali.
L’intervento è stato eseguito con il supporto del Nucleo Carabinieri CITES di Napoli, del personale dell’Ufficio tecnico comunale, degli assistenti sociali e dei sanitari dell’ASL, Dipartimento di Prevenzione e Servizio Veterinario. I controlli hanno riguardato un’abitazione del posto, dove è emersa una situazione di estremo degrado.
All’interno della proprietà sono stati inoltre rinvenuti numerosi animali: 13 cani, 3 gatti e un pitone reale. La presenza di animali, unita alle condizioni ambientali, ha reso necessario un immediato intervento coordinato tra le diverse autorità coinvolte.
L’abitazione è stata posta sotto sequestro e affidata in custodia al Comune. I tre minori, per garantire la loro tutela, sono stati temporaneamente affidati a un familiare. Gli animali domestici sono stati presi in carico dal servizio veterinario dell’ASL e trasferiti presso una struttura convenzionata, mentre il rettile è stato sequestrato dai Carabinieri del Nucleo CITES per gli adempimenti di competenza.
Della vicenda sono state informate sia l’Autorità giudiziaria ordinaria sia quella minorile. L’intervento si inserisce nel più ampio dispositivo di contrasto ai reati ambientali e di salvaguardia della salute pubblica. Si precisa che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che la persona deferita è presunta innocente fino a una eventuale sentenza definitiva di condanna.
