LA PROTOCAMORRA. La storia infinita del processo per il duplice omicidio col marchio Cicciariello-Cicciotto. Ergastolo per la Corte di Appello ma la Cassazione…
20 Novembre 2025 - 11:21
Il verdetto dei giudici di secondo grado arriva dopo che la prima sentenza di carcere a vita, che aveva ribaltato l’assoluzione di primo grado, era stata annullata dai giudici della Suprema Corte
CASAL DI PRINCIPE – Chissà se sopravviveremo all’iter giudiziario del duplice omicidio di Nicola Martino e Raffaele Diana, avvenuto nel 1998 e per il quale sono ancora imputati e, pensate un poco, ancora non colpevoli, in quanto non attinti da una sentenza definitiva, i boss Francesco Schiavone ‘Cicciariello’, cugino di Francesco Schiavone Sandokan – che proprio in quell’anno, nel luglio del ’98, fu arrestato nel bunker che si era costruito nella sua casa a via Bologna – e Francesco Bidognetti il quale, evidentemente, l’ordine di morte lo dovette dare dal carcere visto che lì era entrato nel 1991 e lì si trova recluso da 34 anni.
Un delitto a faida interna, probabilmente come onda lunga di una fare di ridefinizioni di potere, apertasi con l’omicidio (con corpo mai ritrovato) di Antonio Bardellino. Onda lunga perché tra questo delitto, e il duplice omicidio di Martino e Diana, erano trascorsi ben 10 anni.
La lunghezza di questo iter giudiziario si accoppia al tempo occorso per svelare gli autori e i mandanti di questo delitto, rivelato grazie alle dichiarazioni rilasciate dal collaboratore di giustizia Antonio Iovine, detto o’ Ninno, anche lui boss di primissimo piano arrestato nel 2010 e pentitosi qualche anno dopo.
Assolti in primo grado, condannati all’ergastolo in secondo grado, ma la corte di cassazione ha trovato dei difetti nella sentenza dlel’appello. Per cui ha annullato la sentenza e ha rimandato indietro il procedimento, assegnandolo ovviamente ad un’altra sezione rispetto a quella che aveva sentenziato il carcere a vita per Cicciariello e Cicciotto ‘e mezanotte.
Ora la Corte di Appello, integrando nel suo processo i rilievi posti dalla Cassazione, ha ribadito la sentenza di condanna al carcere a vita per i due boss. Naturalmente, gli avvocati difensori potranno ora ulteriormente ricorrere ai giudici della suprema corta. ecco perché abbiamo scritto che Schiavone e Bidognetti sono per questo duplice omicidio tecnicamente non colpevoli.
