Le carte e i dati rubati dagli uffici delle Poste per una truffa da quasi MEZZO MILIONE. Finisce “l’esilio” del casertano nei guai
1 Aprile 2026 - 12:21
ARIENZO – Il Tribunale del Riesame di Napoli ha annullato la misura cautelare disposta nei confronti di Vincenzo Crisci, 48 anni, originario di Arienzo, nel corso dell’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia che ha smantellato un vasto sistema di truffe bancarie riconducibile al clan Mazzarella.
Crisci era stato inizialmente raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare, con la misura del divieto di dimora in Campania. Il suo difensore, l’avvocato Orlando Sgambati, ha presentato ricorso al Tribunale del Riesame che ha accolto le argomentazioni della difesa, annullando il provvedimento e rimettendo l’uomo in libertà.
L’indagine, coordinata dalla DDA di Napoli, aveva portato in carcere dodici persone, tra cui i vertici dell’organizzazione: Michele Mazzarella, la moglie Marianna Giuliano, insieme ad Alberto e Ciro Mazzarella. L’inchiesta aveva ricostruito un sistema di frodi bancarie di elevate dimensioni, con un giro di affari stimato in centinaia di migliaia di euro. I criminali, secondo quanto emerso, utilizzavano numeri telefonici “sdoppiati” per far risultare le chiamate come provenienti dalle reali filiali bancarie, riuscendo così a sottrarre codici di sicurezza e accedere ai conti correnti delle vittime.
La decisione del Riesame interviene a distanza di settimane dall’esecuzione delle misure cautelari e ridisegna il quadro delle posizioni processuali nell’ambito dell’inchiesta. Per Crisci, l’annullamento della misura cautelare comporta la cessazione del divieto di dimora in Campania che gli era stato imposto. Per tutti gli indagati vige ancora la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva. Il procedimento prosegue nelle fasi successive delle indagini preliminari.
