L’EDITORIALE. Il direttore dell’Asl Russo fa il John Lennon alle vongole. Socrate, la cicuta e i vaccini di MARCIANISE

4 Maggio 2021 - 21:38

di Gianluigi Guarino                                                                                                                                            Le vie della marchetta sono infinite. E oggi facciamo vivere l’esperienza di una sua originale variabile, che potremmo definire la variabile casoriana. Insomma come per il covid ci sono le variabili inglese, brasiliana, sudafricana e da qualche settimana, quella indiana, il virus della marchetta, molto meno virulento, ma sicuramente più resistente, renitente e dato che la parola va di moda, diciamo pure resiliente che in questo caso non significa un tubo ma fa molto trendy.

La

variante casoriana ha trasformato il virus della marchetta dotandolo di una sorta di codice auto immune. Dalla marchetta all’auto marchetta, insomma. Leggete un po’ cosa si è “fidato” di scrivere il direttore generale dell’Asl di Caserta Ferdinando
Russo
per cercare furbescamente di assumere la paternità di una cosa normalissima, cioè l’afflusso di migliaia di persone, dalle 10 di sera in poi, soprattutto ragazzi, per ovvi motivi di cluster sociale, presso l’area vaccinale dell’ospedale di Marcianise.

L’ha chiamata happening, il casoriano. La qual cosa, di per se, già strappa un sorriso. Non ci sembra, infatti, che fossero gli ideali dell’Isola di White, gli estri di una irripetibile la tensione comunitaria di quell’evento (peraltro a pagamento), e che ha rappresentato storicamente, più di 50 anni fa, la quintessenza dell’happening propriamente detto.

A Marcianise c’erano, invece, tantissimi ragazzi che molto più realisticamente rispetto a quelli dell’Isola di White, di Woodstock e di tutti gli altri grandi raduni di fine anni 60, inizio anni 70, non vedono l’ora di poter ritornare a fare la loro normale vita di giovani, senza stare lì a spaccare il capello, soprattutto di venerdì e sabato sera, con le arci prudenze e le arci limitazioni. Questi giovani, insomma, hanno preso la palla al balzo utilizzando uno strumento cioè il primo comunicato stampa fatto girare dall’Asl di Caserta domenica mattina, nel quale si annunciava il free vax, cioè il vaccino per tutti, per chi si presentava indipendentemente dalla propria età.

Un direttore generale serio invece di mettersi a scrivere queste sciocchezze che forniscono ai fatti di ieri sera un significato che semplicemente non hanno, al di là dell’allegria dei giovani che quando si riuniscono sanno fare simpaticamente casino e comunità, avrebbe dovuto mantenere il punto di quel primo comunicato, assumendosi la responsabilità di andare al di fuori della legge.

Perchè, sia chiaro: il free vax era e ancora oggi è fuori legge. Fuori legge perchè andava e va contemporaneamente in contrasto con le norme che regolano l’organizzazione della vaccinazione nazionale, e anche con quelle che già derogavano, in parte, le direttive del generale Figliuolo, adottate dalla Regione Campania, la quale, però, ha utilizzato quel minimo spazio di manovra che il governo nazionale ha concesso e concede ai governatori, per adattare, in una visione di insieme, del combinato tra lo stato delle cose riscontrabile in tutte le aree provinciali, in tutte le Asl, in tutte le aziende ospedaliere e le esigenze, in parte quantitative, in parte qualitative, perchè se si privilegiano le persone più in là con gli anni, è perchè sono loro che muoiono di covid, molto di più, ma proprio molto molto di più, rispetto ai casi letali che si registrano mano mano che l’età anagrafica decresce.

Uno spazio discrezionale, quello delle Regioni e nel caso specifico quello della Regione Campania, coperto dalle norme vigenti e accolte e raccolte nel decreto legge del 20 aprile, licenziato dal governo Draghi.

Quindi, tutta questa improbabile prosa sciolta del casoriano, Ferdinando Russo, tutta questa disinvoltura dialettico-lessicale avrebbe fatto bene a spenderla sul terreno di una sorta di disobbedienza civile. Noi, al posto suo, avremmo fatto così: a Marcianise abbiamoa disposizione ics dosi di Astrazeneca e le facciamo a tutti. Ci rendiamo conto che questo non è in linea con le norme nazionali e neppure con quelle regionali, ma noi, avremmo aggiunto se fossimo stati nei panni di Ferdinando Russo, siccome scaturiamo dagli anni dei grandi happening, del comportamento libero, dell’amore libero, della marijuana libera e siccome non sopportiamo più la camicia di forza di regole dirigiste e liberticide, ci concediamo una botta di “libertà libertaria” e siamo pronti anche a pagarne le conseguenze perchè si può anche sacrificare una poltrona in difesa della libertà. Ma Ferdinando Russo è altra cosa rispetto a noi.

Evidentemente si è consultato con i mandarini amici suoi alla Regione e alle cinque di pomeriggio di domenica ha annullato il primo comunicato e ne ha scritto un altro, con il quale avvertiva che la vaccinazione all’ospedale di Marcianise, avrebbe riguardato solamente gli over 50, dunque, in linea simmetrica rispetto a quella tracciata dalla Regione nei giorni scorsi.

Quando ieri pomeriggio si sono presentati diversi under 50, non sono stati respinti ma già dopo le 14, come abbiamo scritto e anche mostrato con le immagini video, la direttiva dell’Asl, l’unica autenticamente vigente in quel momento e peraltro in linea con la filiera normativa nazionale e regionale, veniva disattesa. Va da se che, a quel punto, venuti a conoscenza di ciò che stava succedendo, tanti altri under 50 si siano presentati e al calar della sera e con il passare delle ore, è iniziata quella che un Ferdinando Russo veramente strepitoso, in grado di strappare l’applauso anche alla buonanima di Marco Pannella, ha definito la “notte brava dei giovani” che, così recita il comunicato che pubblichiamo in calce, sarebbe stata “celebrata”. Per cui, dato che si tratta della celebrazione di una notte brava, e dato che il direttore generale dell’Asl Russo applaude come il più convinto degli ultra libertari, alla notte brava, la prossima magari la si può organizzare sotto alla sede dell’Asl all’angolo tra via Unità d’Italia e Corso Trieste, così finalmente lo scassano quell’orrendo casermone, uno dei palazzi più brutti d’Italia, sede dell’azienda sanitaria casertana.

Sa che cos’è, direttore Russo, l’obbligatorietà dell’azione penale? Magari su questa cosa dimostra più preparazione lessicale rispetto alla concezione che lei ha delle notti brave. L’azione penale cioè l’iniziativa di un magistrato che, per procura, agisce in nome e per conto della Repubblica Italiana, non può partire da una valutazione discrezionale, da un’interpretazione di una norma vigente. Questo è un discorso che può valere successivamente nel corso di un procedimento giudiziario, quando si ragiona delle conseguenze dell’azione penale obbligatoriamente svolta dal pm.

Ma se non c’è la possibilità di agire discrezionalmente, qual è la ratio di questa solenne norma costituzionale?

Una e una sola, caro figlio dei fiori casoriano. L’applicazione letterale della norma. Se il gioielliere che ha subito di tutto dai malviventi negli ultimi anni, di fronte all’ennesima minaccia di morte per i suoi congiunti, impugna la pistola e ne stende due, non c’è dubbio che il Procuratore della Repubblica, competente nel territorio in cui si sono verificati pochi giorni fa i fatti appena narrati, comprenda pienamente, da uomo o da donna, le ragioni che hanno giustificato il gesto del gioielliere. Ma questo non vuol dire, a meno che la discrezionalità dell’azione penale non faccia saltare lo stato di diritto, che quel procuratore possa evitare, forse suo malgrado, di iscrivere, nel registro degli indagati, il gioielliere per eccesso colposo di legittima difesa e forse anche per omicidio colposo.

Per cui, se questo fosse un luogo di serietà in cui un direttore generale dell’Asl, invece di fare il John Lennon alle vongole, si occupasse di tutti i ladri che, a decine, forse a centinaia, affollano gli uffici della sua azienda, non potrebbe accadere quello che è accaduto di fronte ad una direttiva che Ferdinando Russo, non a caso, ha modificato nella giornata di domenica, rendendola omogenea, ripetiamo per l’ennesima volta, alla combinazione del decreto legge del 20 aprile e della direttiva della Regione Campania che ha aperto la piattaforma alle iscrizioni per la fascia 50-59.

Una direttiva, un ordine, violato totalmente, magari con tutte le ragioni, ma comunque violato. Com’è capitato nella vicenda del gioielliere che ha ammazzato due rapinatori, non ci sono due strade possibili di percorrenza. Ce n’è una sola, perchè quando ci si muove in un contesto di verifica e di possibile accertamento di un reato compiuto rispetto all’esistenza di una notizia criminis, non si può ricorrere alla flessibilità, anche quando le ragioni per ricorrervi appaiono evidenti. Si creerebbe un precedente che andrebbe a smontare letteralmente, come abbiamo già scritto prima, le fondamenta e i fondamenti dello stato di diritto. Per cui, coloro i quali hanno praticato materialmente la vaccinazione agli under 40 finirebbero immediatamente, in un paese serio, iscritti nel registro degli indagati.

Indagati i medici che presidiavano il punto vaccinale, indagati gli infermieri che facevano le iniezioni, in modo che poi dovrebbero dire da chi hanno ricevuto il via libera per vaccinare tutti.

Perchè noi un sospetto lo abbiamo ma, al momento, ce lo teniamo in un fondo di riserva. Noi non abbiamo il problema di essere popolari, di cavalcare le onde emotive. Non siamo proprio portati geneticamente, perchè la nostra genetica è esattamente antitetica a quella che produce il comunicato auto immune e auto marchetta, a lisciare il pelo all’agevole propaganda, agli argomenti comodi.

La legge non è una questione che un direttore generale può utilizzare con flessibilità. La legge, come ci insegna e come insegnerà ancora per secoli e millenni il sacrificio di Socrate con la cicuta, si rispetta e si onora anche quando si dissente totalmente da essa. Anzi soprattutto quando si dissente. Certo, ci sono leggi talmente stupide da meritare di essere violate.

Ma questo deve avvenire alla luce del sole, così come fece il Mahatma Gandhi con la marcia del sale. Se il direttore generale avesse avuto gli attributi, non solo non avrebbe modificato il primo comunicato, quello del free vax, ma si sarebbe messo lui stesso, lui direttamente, con il proprio direttore sanitario, ad iniettare i vaccini, mettendoci la faccia, mettendoci il coraggio di una testimonianza scomoda, scomodissima, ma che sarebbe stata tremendamente rispettabile, assumendosi, per intere, le responsabilità di un gesto di disobbedienza civile che con queste sue basi costitutive, questa base avrebbe ricevuto il nostro pieno appoggio.