L’INTERVISTA ESCLUSIVA. Ecco cosa deve succedere affinché Antonello Velardi si candidi a sindaco per il centrodestra. Giudizio sferzante su Stefano Graziano e sul centrosinistra

10 Marzo 2026 - 14:17

Uno dei nodi cruciali riguarda le modalità di elaborazione che i partiti di centrodestra dovrebbero realizzare relativamente a quello che è successo nei due anni e mezzo dell’amministrazione Trombetta. Velardi ammette alcuni errori compiuti, ma..

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MARCIANISE (g.g.) – Definita la candidatura a sindaco di Maria Luigia lodice a capo di un centrosinistra
ufficializzatosi come tale, ora tocca al centrodestra, che sembra in evidente difficoltà nel trovare la soluzione per il
dopo Trombetta. Inutile girarci intorno: il nome sulla bocca di tutti è quello dell’ex sindaco Antonello Velardi, il quale, piaccia o non piaccia, è l’unico potenziale player in grado di competere e, detto chiaramente, in grado di tentare di costruire una o ue liste civiche capaci di rafforzare una struttura del centrodestra che sembra nettamente soccombente rispetto a
quella del centrosinistra, rafforzatasi per giunta con i voti della lodice che la volta scorsa gratificarono Trombetta. In più, Velardi è potenzialmente in grado di impiantare un apparato percettivo che porti l’elettorato marcianisano a
ivere queste elezioni come un duello tra candidati a sindaco e non solo come un misuratore dei rapporti di forza tra liste dí coalizione.

Ma questo Velardi, a cui non ha mai fatto difetto una buona considerazione di sé stesso, lo sa bene e quindi non sta assolutamente a discutere con il centrodestra di una candidatura, ma pone le sue condizioni, soprattutto rispetto a
quella che lui definisce la qualità delle liste.
Ci sono dei problemi legati soprattutto a chi ha gestito il potere in questi ultimi anni nella giunta di Trombetta e Velardi
non lo manda a dire.
Da questa intervista noi riteniamo che si capisca in maniera chiara quale sia la sua posizione.

L’altra sera il centrosinistra ha presentato la propria candidata a sindaco. So che parlare di formule come
elemento di focalizzazione esclusiva dei suoi ragionamenti a lei non piace. Ma per il momento questo offre il
convento. Mi dà una valutazione?

Il centrosinistra a Marcianise dice di essere una corazzata ma è un insieme di debolezze, un’accozzaglia eterogenea, guidata da chi ha pochissimi strumenti di conoscenza della realtà locale. Mi riferisco all’onorevole Stefano Graziano, leader mondiale dell’opportunismo. Ha espresso un candidato sindaco che racchiude in sé tutte queste contraddizioni,
peraltro osteggiato da blocchi importanti della coalizione, pronti ora alla guerriglia che nasce dal risentimento nei
confronti proprio di Graziano
“.

Sappiamo che il centrodestra la sta corteggiando con insistenza. Esiste una possibilità che lei possa
scendere in campo da sindaco? Se sì, a quali condizioni?

Corteggiare è una parola grossa. Ho finora avuto due, dico due, interlocuzioni con dirigenti politici del centrodestra, senza alcun seguito. Credo che questo sia ancora il momento della discussione e del confronto interno al centrodestra, che ha bisogno di un’ulteriore elaborazione degli eventi che hanno condotto alla fine anticipata della precedente amministrazione. Quanto alle mie condizioni in un’eventuale, ipotetica competizione elettorale, devo rispondere che sono sempre le stesse: sono stato sindaco per due volte e per due volte mandato a casa
anticipatamente per la mia ostinazione a non cedere a ricatti e ricattucci; certamente non cambierei adesso
“.

C’è qualcosa che lei ha fatto durante le sue due esperienze da sindaco e che non rifarebbe più se dovesse
tornare a indossare quella fascia?

“Sono netto nelle mie posizioni ma so ascoltare, anche se può sembrare una contraddizione, e so elaborare. L’elaborazione psicanalitica ti fa capire gli errori che hai fatto, ti aiuta a viverli non come una sconfitta ma come un’occasione di crescita. Ecco, sarei meno manicheo, meno propenso a fare l’elenco dei nemici. E sarei molto più attento nel formare una squadra di collaboratori, sarei più selettivo. Detto ciò, fare il sindaco a Marcianise è paragonabile a un’impresa no-limits: ci vogliono testa e fisico. Si scia perennemente fuori pista, in condizioni di pericolo”