L’ULTIMA MODA DEI TRASTOLONI CASERTANI. Nelle gare di appalto offerte uguali al millesimo percento. Vi spieghiamo perché secondo noi c’è imbroglio e turbativa d’asta
24 Aprile 2026 - 19:18
Questa è una nostra convinzione che, al momento, non è suffragata da riscontri giudiziari. Però, pensateci un attimo, da quando, grazie a CasertaCe, sono partiti bandi di gara aperti, con duecento imprese, è iniziato anche l’incredibile fenomeno del pareggione. Nel nostro articolo inseriamo anche una variabile nuovi: il ruolo degli INGEGNERI CONSULENTI
CASERTA (g.g./l.v.r.) – Da diverse settimane stiamo studiando un nuovo, particolarissimo caso statistico che abbiamo notato nelle gare d’appalto in provincia di Caserta. Cinque, sette, dieci ditte che si trovano in testa, prime in graduatoria nelle procedure di appalto, presentando la stessa identica offerta di ribasso.
IL PROBLEMA PAREGGIONE
Esempio: dieci società preparano la loro busta economica mettendo all’interno una percentuale uguale: 25,387%. Da lì, le ditte, tecnicamente tutte vincitrici, vengono messe insieme per creare un sorteggio e solo grazie alla fortuna, quindi, si arriva a capire quale delle 10 ditte riceverà l’appalto.
Allora, partendo dal presupposto che non viviamo in Svezia e che la provincia di Caserta registra un alto tasso di casi di corruzione e alterazione delle procedure di gara, non vuol dire che queste gare siano truccate, ma almeno un’analisi, uno studio che ci aiuti a capire cosa diavolo avvenga, com’è possibile che ditte, in teoria non collegate tra loro, utilizzino lo stesso numero al millesimo.
LA TEORIA E LA PRATICA
Abbiamo studiato oltre mille ribassi, letto aggiudicazioni e ci siamo messi a parlare con persone che di gare di appalto se ne intendono, esperti di questa materia. E più di uno ci ha confermato quello che pensavamo: teoricamente possibile, ma non normale. E allora ci siamo spostati tra gli esperti di chi le gare le vince.
Ci hanno consigliato di dare un’occhiata ad alcuni uffici, studi professionali, geometri, ingegneri esperti in procedure di gare d’appalto. Ma attenzione, non solo nella compilazione della parte amministrativa, ma anche dell’offerta economica, cosa che non è legale, visto che nessun soggetto esterno può conoscere le offerte di gara presentate da più ditte in lizza per la stessa procedura.
E invece, no. A quanto abbiamo appreso, esisterebbero dei soggetti, geometri e ingegneri, studi di “consulenza” che curano più offerte per più ditte, tra l’altro partecipanti alle stesse gare. Questo, quindi, comporta che gli imprenditori, alla fine, presentano offerte fotocopia. Ma perché lo fanno? Per lo stesso motivo per cui tutti noi facciamo benzina al self service: per risparmiare. Perché conviene molto di più pagare un una tantum a un ingegnere piuttosto che tenerlo a contratto.
E se non è successo e quindi quelle gare con il pareggione sono un caso statistico assurdo, seppur tutt’altro che raro, nelle gare d’appalto della provincia di Caserta, esiste anche questa seconda ipotesi. Ed è il caso di parlarne e di approfondire.
SOLO 10 IMPRENDITORI POSSONO INFLUENZARE UNA GARA DA 300 PARTECIPANTI
Altro problema. Durante le procedure di gara, la commissione può arrivare addirittura ad escludere le ditte che presentano offerte uguali per un rischio di collegamento tra imprese, ovvero la creazione di un cartello. Possibile, è una facoltà della commissione e, successivamente del rup di gara, ma fidatevi: non succede mai.
Queste gare di appalto con 5/7/10 risultati uguali, con 300 offerte di ditte che sono tutte nel range dello stesso numero, spesso il 38%, è un sintomo forte e non più ignorabile di un possibile accordo tra più imprenditori rispetto a chi si debba aggiudicare gli appalti in provincia di Caserta. Esempio: se ad una gara da 285 ditte partecipanti, dieci imprenditori, capaci di influenzare l’offerta di 10 ditte, tramite figli, cugini, mogli e para-prestanomi, si organizzano per presentare dei ribassi tra il 26 e il 24 percento, vuol dire che, già così, hanno spostato la quota del ribasso vincente verso un numero gradito. Dieci imprenditori, non cento. Dieci
E se noi abbiamo zero fiducia nella trasparenza degli affidamenti diretti o delle gare a 5/10 inviti, abbiamo impressione che la nostra battaglia per vedere negli enti locali casertani procedure di gara aperte a tutti o almeno a tutte le imprese nell’elenco di fiducia, una battaglia che ha portato all’amministrazione provinciale di Caserta, la Cuc Nolana e per primo il funzionario del comune di Aversa, cioè Leopoldo Graziano, ad iniziare ad allargare le maglie delle procedure di gara, dicevamo, abbiamo l’impressione che questa battaglia abbia rallentato, intralciato, ma non colpito quello che è un problema atavico della nostra provincia, della nostra terra: l’aggiudicazione di appalti decisa a monte, in altri posti che non sono le commissioni di gara.
