MADDALONI. “Abbasso tutte le guerre”: la lezione di Barbiana rivive al “Caffè Letterario del Giordano Bruno” con lo storico della Chiesa Sergio Tanzarella
8 Aprile 2026 - 17:55
Maddaloni – Il “Caffè Letterario del Giordano Bruno” — iniziativa curata dal Liceo Classico e dal Liceo Europeo nell’ambito dell’omonimo Convitto Nazionale Statale di Maddaloni — conferma il proprio impegno culturale e formativo sul territorio. L’istituto, da anni punto di riferimento per convegni, seminari e laboratori di lettura, si prepara a ospitare un nuovo importante appuntamento.
Mercoledì 15 aprile, alle ore 15, la Sala Settembrini dello storico istituto (fondato nel “decennio francese” e intitolato al filosofo nolano nel 1865) ospiterà la presentazione del volume del professor Sergio Tanzarella intitolato “Abbasso tutte le Guerre”. L’opera offre un’edizione critica della Lettera ai giudici e della Lettera ai cappellani militari, scritte nel 1965 da Don Lorenzo Milani. Sacerdote, educatore e scrittore, il priore di Barbiana è celebre per l’esperienza pedagogica rivoluzionaria avviata nel Mugello, fondata sul tempo pieno, sulla scuola dell’inclusione e sullo sviluppo di una coscienza critica.
L’autore del volume, il casertano Sergio Tanzarella, è ordinario di Storia della Chiesa presso la Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale e figura tra i massimi esperti nazionali di Don Milani, di cui ha curato l’edizione dei Meridiani Mondadori “Tutte le Opere”. A moderare l’incontro sarà il professor Sergio Di Vito, docente del Convitto.

Al centro del dibattito, i temi sollevati dal priore nelle sue celebri missive. Nella Lettera ai cappellani militari — scritta in risposta a un ordine del giorno contro l’obiezione di coscienza (nella immagine proposta a lato, il testo del documento )— Don Milani esortava a riconoscere come uniche «armi» legittime lo sciopero e il voto, richiamando i religiosi al primato della coscienza sull’obbedienza cieca. Una posizione che all’epoca scatenò aspre polemiche, portando l’arcivescovo di Firenze, il cardinale Ermenegildo Florit, a imporre il silenzio.
Nella successiva Lettera ai giudici, Milani ribadì come il vero potere risieda nell’influenzare il prossimo attraverso la parola e l’esempio, sostenendo che non esista insegnamento più grande del pagare di persona per un’obiezione di coscienza contro una legge ritenuta ingiusta. Come osserva Tanzarella, la questione dell’obiezione si intreccia indissolubilmente con il tema dell’obbedienza, mettendo in discussione la pericolosa deresponsabilizzazione di chi esegue ordini violenti in nome dell’autorità.
In un presente segnato da conflitti e crisi umanitarie, il messaggio di Lorenzo Milani conserva una drammatica attualità. Grazie all’utilizzo di carte processuali inedite e fonti originali restaurate, Tanzarella ricostruisce il clima di quegli anni, offrendo al lettore un apparato di note essenziale per contestualizzare il pensiero di un uomo che ha segnato la storia civile e religiosa del nostro Paese.
LA COPERTINA DEL LIBRO IN PRESENTAZIONE

