Maddaloni, il dolore per Sofia diventa impegno: verso la nascita di una fondazione per “portare avanti i suoi valori”
8 Aprile 2026 - 11:49
L’obiettivo è chiaro: mantenere vivi i suoi valori, il suo spirito e la sua energia, trasformando una perdita così profonda in qualcosa che possa continuare a generare senso, sostegno e consapevolezza
MADDALONI – A Maddaloni si prova a trasformare un dolore devastante in un progetto concreto. Dopo la tragica scomparsa di Sofia Di Vico, la 15enne morta il 1° aprile a Ostia in seguito a uno shock anafilattico causato dalla sua grave allergia alle proteine del latte, la famiglia e chi le voleva bene stanno valutando la possibilità di creare una fondazione a lei dedicata.
L’obiettivo è chiaro: mantenere vivi i suoi valori, il suo spirito e la sua energia, trasformando una perdita così profonda in qualcosa che possa continuare a generare senso, sostegno e consapevolezza. Come ha spiegato il padre Fabio, si tratta di un modo per “tenere in vita Sofia”, dando continuità a ciò che rappresentava per tutti.
I FATTI E LE INDAGINI
La tragedia si è consumata durante una trasferta sportiva con la squadra UnioBasket Maddaloni, impegnata in un torneo under 15 a Ostia. La giovane si trovava presso il Camping Village Roma Capitol, struttura che era stata informata dal padre della sua grave allergia alle proteine del latte.
Secondo le prime ipotesi, qualcosa potrebbe non aver funzionato nella comunicazione tra la direzione della struttura e la cucina del ristorante, oppure potrebbe esserci stata una grave superficialità. Il piatto che Sofia stava consumando, uova e fagiolini, potrebbe essere stato contaminato da tracce di lattosio.
Su questo punto sono in corso accertamenti: l’Asl Roma 3 ha effettuato nell’immediatezza dei fatti prelievi su pentole, piatti, utensili e altri materiali della cucina del ristorante, per verificare l’ipotesi di contaminazione.
Parallelamente, gli agenti del Distretto di Ostia stanno indagando anche sul funzionamento dell’auto-iniettore di adrenalina che la ragazza portava sempre con sé. Il dispositivo, fondamentale in caso di reazioni allergiche gravi, è stato sequestrato e sarà analizzato per verificare se vi sia stato un eventuale difetto di fabbrica, ipotesi che potrebbe coinvolgere anche produttori o distributori del farmaco salvavita.
IL SOSTEGNO ALLA SQUADRA
Il dolore per la perdita di Sofia ha colpito profondamente non solo la famiglia, ma anche le compagne di squadra e l’intero ambiente sportivo e scolastico.
Per aiutare le ragazze ad affrontare quanto accaduto, il coach Giovanni Monda ha deciso di affidarsi a Mario Floris, figura di grande esperienza nel mondo del basket e dotato anche di una profonda sensibilità umana.
Floris, con un percorso che unisce sport e formazione spirituale, incontrerà le atlete per accompagnarle nell’elaborazione del trauma, aiutandole a trasformare rabbia e sofferenza in una forza capace di guardare avanti.
A questo momento parteciperà anche il padre di Sofia, che ha ribadito l’importanza di sostenere le compagne della figlia in questo percorso difficile.
UNA FONDAZIONE PER CUSTODIRE LA SUA EREDITA’
In questo clima di dolore ma anche di forte solidarietà, prende forma l’idea della fondazione dedicata a Sofia.
Non si tratta solo di un’iniziativa simbolica, ma di un progetto che vuole diventare un punto di riferimento concreto: uno spazio in cui i valori della giovane possano continuare a vivere attraverso attività, incontri e percorsi di sensibilizzazione.
La fondazione potrebbe rappresentare il modo più autentico per trasformare la perdita in impegno, costruendo qualcosa che continui a parlare di lei nel tempo.
Così, tra il ricordo e l’azione, tra il dolore e la volontà di reagire, la comunità prova a dare un senso a quanto accaduto. Perché, come ripete il padre, Sofia era vita e continuerà ad esserlo, in ogni gesto, in ogni legame, in ogni passo fatto per non dimenticare.
